IL PROGETTO

Lotta al cambiamento climatico, Lecce hub nazionale: in campo il supercomputer Cassandra



Indirizzo copiato

La Fondazione Cmcc rilancia la collaborazione con Lenovo e si prepara a ospitare un sistema Hpc in grado di raddoppiare la potenza elaborativa abbattendo al contempo i consumi energetici. Intel, in collaborazione con Argonne National Laboratory e Hpe, infrange la barriera dell’exascale con Aurora. E Leonardo si piazza nella top ten mondiale

Pubblicato il 14 mag 2024



Screenshot 2024-05-14 alle 11.30.15

Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) di Lecce rinnova la propria collaborazione con Lenovo per l’installazione di un nuovo potente sistema Hpc (High Performance Computing) che supporterà la ricerca sui cambiamenti climatici fornendo maggiori capacità di elaborazione ed ottimizzando l’utilizzo dell’energia per il funzionamento dell’infrastruttura per il calcolo ad alta capacità.

“Cassandra”, il nuovo sistema Hpc di Lenovo che verrà installato a Lecce, è composto da 180 nodi SD650 V3 con due Cpu Intel Xeon Max 9480, primo processore x86 con high-bandwidth memory (Hbm), e può raggiungere una potenza elaborativa di 1,2 PetaFlops1 di picco, con un incremento del 100% rispetto alla soluzione attualmente in funzione presso il Cmcc.

Migliore efficienza energetica

Cassandra garantisce anche una migliore efficienza energetica, consentirà infatti di mantenere il consumo di elettricità per il raffreddamento del sistema a valori inferiori del 15% rispetto a soluzioni simili raffreddate ad aria, con l’impiego della tecnologia ad acqua Lenovo Neptune Direct Water-Cooling che è in grado di catturare fino al 98% del calore prodotto dal supercomputer. Il raffreddamento a liquido consente di risparmiare l’energia usata per le ventole e inoltre, grazie alla maggior efficienza, la temperatura delle Cpu non raggiunge valori critici, evitando la riduzione della frequenza massima dei core.

Inoltre, Cmcc prevede di integrare il sistema con una soluzione dedicata ai workload AI basata su 2 nodi con ciascuno 8 Gpu Nvidia H100. L’installazione di questo sistema è prevista per la seconda metà dell’anno.

Infranta la barriera dell’exascale

Intel, in collaborazione con Argonne National Laboratory e Hewlett Packard Enterprise (Hpe), annuncia intanto che il supercomputer Aurora ha infranto la barriera dell’exascale, registrando 1.012 exaflops, ed è il sistema di intelligenza artificiale più veloce al mondo dedicato alla ricerca scientifica, con 10,6 exaflops di AI. Intel ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale degli ecosistemi aperti nel promuovere l’high performance computing (Hpc) accelerato dall’intelligenza artificiale.

Progettato fin dall’inizio come un sistema incentrato sull’intelligenza artificiale, Aurora consentirà ai ricercatori di sfruttare modelli di AI generativa per accelerare la ricerca scientifica. Sono stati compiuti progressi significativi nelle prime ricerche di Argonne basate sull’intelligenza artificiale. Le pietre miliari includono, tra l’altro, la mappatura degli 80 miliardi di neuroni del cervello umano, la fisica delle particelle ad alta energia potenziata dal deep learning e la progettazione e scoperta di nuovi farmaci grazie al machine learning.

Le caratteristiche tecniche di Aurora

Il supercomputer Aurora è un sistema espansivo con 166 rack, 10.624 blade di elaborazione, 21.248 processori Intel Xeon Cpu Max Series e 63.744 unità Intel Data Center GPU Max Series, che lo rendono uno dei cluster di Gpu più grandi al mondo. Aurora include anche la più grande interconnessione di supercalcolo aperta basata su Ethernet su un singolo sistema di 84.992 endpoint Hpe Slingshot Fabric. Il supercomputer si è classificato secondo nel benchmark high performance di Linpack (Hpl), ma ha infranto la barriera dell’exascale con 1.012 exaflops utilizzando 9.234 nodi, solo l’87% del sistema. Aurora si è inoltre assicurato il terzo posto nel benchmark Hpcg (High Performance Conjugate Gradient) con 5.612 teraflop al secondo (TF/s) utilizzando il 39% della macchina. Questo benchmark mira a valutare scenari più realistici fornendo informazioni dettagliate sui modelli di comunicazione e accesso alla memoria, che sono fattori importanti nelle applicazioni Hpc del mondo reale. Rappresenta un complemento di benchmark come Linpack offrendo una visione completa delle capacità di un sistema.

Leonardo fra i 10 supercomputer più potenti al mondo

C’è anche il supercomputer Leonardo (sistema dell’iniziativa Ue EuroHpc basato a Bologna) nella top10 dei supercomputer più potenti al mondo, secondo la classifica Top500 stilata della Isc High Performance Conference in corso ad Amburgo. “Nel 2024 Leonardo riceverà un aggiornamento che introdurrà una nuova partizione, espandendo ulteriormente la sua capacità e le sue competenze, servendo come risorsa inestimabile per la comunità scientifica europea”, rende noto la Commissione Ue a proposito del 7° posto di Leonardo nella classifica dei sistemi più performanti al mondo.

Iil supercomputer più potente d’Europa rimane Lumi (basato in Finlandia) che raggiunge il 5° posto nella classifica Top500 e , “grazie alla tecnologia di raffreddamento ad acqua e all’uso efficiente del calore di scarto per il teleriscaldamento locale”, Lumi si classifica al 12° posto nella classifica Green500 come “supercomputer altamente ecologico“. Nella top10 si classifica anche MareNostrum 5, all’8° posto, dopo la sua prima apparizione nell’edizione del novembre 2023 della classifica biennale. “Dal precedente posizionamento, la partizione accelerata di MareNostrum 5 ha aggiornato le prestazioni HPL, aumentando la potenza di calcolo di MareNostrum 5 dai 138,2 petaflop ottenuti nel novembre 2023 a ben 175,3 petaflop”, ricorda la Commissione Ue.

Articoli correlati

Articolo 1 di 4