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PRIMO PIANO

5G, nasce la maxi towerco Tim-Vodafone

Gli accordi firmati prevedono l’integrazione delle rispettive infrastrutture passive di rete in Inwit che darà vita a un colosso con oltre 22mila torri. Sinergie attese pari a oltre 800 milioni per ciascuna società nei prossimi 10 anni, a cui si aggiunge un beneficio atteso in termini di Ebitda per la newco di oltre 200 milioni di euro al 2026. Ecco i dettagli

26 Lug 2019

F. Me

Entra nel vivo la realizzazione della towerco “made in Italy”. Tim e Vodafone hanno firmato oggi gli accordi relativi all’estensione del vigente accordo di condivisione delle infrastrutture passive con Inwit e per la condivisione della componente attiva della rete mobile.

In merito al progetto di condivisione delle componenti attive della rete, le due compagnie svilupperanno congiuntamente l’infrastruttura 5G per una più efficiente implementazione della nuova tecnologia su un’area geografica più ampia e ad un costo inferiore.

“La conclusione di questa operazione è fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico del Paese e permetterà di accelerare ulteriormente l’introduzione del 5G, che già vede l’Italia tra gli Stati più avanzati nella sperimentazione di questa nuova tecnologia – ha commentato l’Ad di Tim, Luigi Gubitosi – Grazie a quella che da oggi diventa la prima Tower Company italiana, saremo in grado di offrire alle famiglie e alle imprese un accesso privilegiato alla rivoluzione tecnologica appena iniziata. Inwit supporterà così lo sviluppo economico e industriale del Paese che sarà in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla nuova economia digitale”.

 Per Vodafone l’accordo comporterà sinergie per oltre 800 milioni di euro, oltre ai benefici indiretti derivanti dalle sinergie di Inwit. Vodafone riceverà un corrispettivo di 2.140 milioni di euro e si aspetta di ricevere proventi incrementali nel tempo pari a oltre 1 miliardo di euro che intenderà utilizzare per ridurre il debito.

”Questo accordo consente di accelerare la strategia di sviluppo del 5G a beneficio dei nostri clienti e dell’intera comunità. Il 5G rappresenta una infrastruttura chiave per la modernizzazione del Paese -ha evidenziato l’Ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio – Una piattaforma tecnologica che apre la strada a una nuova era di servizi che renderanno più efficienti i modelli di business e miglioreranno la produttività di tutte le filiere, creando i presupposti per una economia digitale più competitiva. Il modello di condivisione valorizza i vantaggi del 5G e allo stesso tempo riduce l’impatto sull’ambiente e i costi di implementazione, consentendo maggiori investimenti in servizi per i clienti”.

Per Tim l’effetto finanziario delle sinergie attese sarà dell’ordine di oltre 800 milioni di euro che si aggiungono alle sinergie stimate per la nuova Inwit in termini di miglioramento dell’Ebitda per 200 milioni di euro l’anno entro il 2026 grazie a sinergie, attività contrattualizzate e nuove opportunità mentre l’effetto di deleverage sull’indebitamento è atteso nel tempo in diminuzione di oltre 1,4 miliardi di euro.

Questa operazione consentirà di ridurre sensibilmente il gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali del Paese e permetterà di accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per le imprese.

Le due società individueranno le migliori modalità tecniche e commerciali per l’installazione congiunta dei propri apparati attivi 5G con esclusione delle grandi città, assicurando una più ampia e capillare diffusione della nuova tecnologia sul territorio nazionale. Entrambe le società manterranno una gestione separata della propria dotazione di frequenze e il controllo della qualità e funzionalità della propria rete, garantendo la flessibilità necessaria per innovare e competere sul mercato per soddisfare i bisogni dei rispettivi clienti.

Tim e Vodafone condivideranno anche gli apparati attivi delle rispettive reti 4G esistenti, per supportare la condivisione attiva della rete 5G. Inoltre adegueranno le rispettive reti di trasmissione mobile, attraverso l’utilizzo di cavi in fibra ottica a più alta capacità (“Fiber-to-the-Site” o “backhauling”), per trarre pieno vantaggio dalle caratteristiche del 5G, come la maggiore velocità e la bassa latenza, consentendo maggiori economie di scala.

In parallelo le due società estenderanno l’attuale accordo di condivisione delle infrastrutture passive di rete, dagli attuali 10.000 siti a una copertura su base nazionale, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo della tecnologia 5G e utilizzare in modo più efficiente l’infrastruttura di rete, sia in zone urbane sia in aree rurali.

 L’accordo prevede un’operazione societaria articolata in più fasi, finalizzata al consolidamento delle infrastrutture passive di rete di Vodafone in Inwit che diventerà così la più grande Towerco italiana con un portafoglio di oltre 22.000 torri distribuite sull’intero territorio nazionale, e la seconda a livello europeo.

L’esborso in contanti di 2,14 miliardi che Inwit dovrà sostenere per l’acquisto delle torri di Vodafone “sarà coperto da un finanziamento già totalmente committed” attraverso una linea da 2,5 miliardi di euro, ha assicurato Gubitosi in conferenza stampa.

 Vodafone farà confluire la propria infrastruttura passiva di rete in una nuova società che successivamente sarà incorporata in Inwit. Prima della fusione, Inwit acquisterà una quota della nuova società in modo che le azioni che Vodafone riceverà con la fusione portino Vodafone e Tim ad avere la stessa partecipazione del 37,5% nel capitale di Inwit e pari diritti di governance, controllando congiuntamente Inwit mediante la stipula di un patto parasociale.

Le parti sottoscriveranno un accordo di lock-up triennale delle rispettive partecipazioni e valuteranno una riduzione della loro partecipazione sino al 25% ciascuna.

Attualmente Inwit è soggetta a direzione e coordinamento di Tim. Dopo la fusione, Vodafone e Tim non eserciteranno alcuna direzione e coordinamento su Inwit e controlleranno congiuntamente la società.

L’operazione è soggetta all’approvazione in assemblea da parte degli azionisti di minoranza di Inwit (c.d. procedura di “white wash”) e dunque non prevede offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Inwit. Inoltre, l’operazione non comporta il recesso per gli azionisti della società. L’operazione complessiva sarà perfezionata una volta ottenute le autorizzazioni necessarie.

“Dopo l’accordo tra Tim e Vodafone per la gestione della telefonia mobile – ha spiegato in conferenza stampa, l’Ad di Inwit Inwit Giovanni Ferigo – avrà una nuova proprietà e le due società avranno il 37,5% ciascuna, mentre il resto del capitale sarà disponibile per eventuali altri partecipanti”. Verranno nominati 5 consiglieri di Tim, 5 per Vodafone e 3 rimarranno alle minoranza.

“Siamo particolarmente soddisfatti di annunciare questa operazione che genera valore per tutti gli azionisti, gli stakeholder di Inwit e per il Paese – ha aggiunto Ferigo – L’accordo -+genererà importanti sinergie operative e un sensibile efficientamento della struttura finanziaria dell’azienda. Con questo accordo Inwit diventa la principale piattaforma abilitante per le connessioni mobili in Italia, un leader a livello europeo grazie alla piu’ importante operazione di M&A nella storia del settore.

Advisor dell’operazione sono stati Banca Imi, Bank of America Merrill Lynch e Goldman Sachs in qualità di consulenti finanziari di Tim; Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners in qualità di consulente legale di Tim; Ubs in qualità di consulente finanziario di Vodafone e Nctm di consulente legale di Vodafone.

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