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5G Standalone, ecco perché è essenziale per supportare lo sviluppo dell’AI



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Mentre crescono gli investimenti in data center e connettività ottica, latitano le iniziative per il potenziamento delle infrastrutture mobile di ultima generazione. Ma tra necessità di modelli distribuiti e creazione di network intelligenti le nuove applicazioni non possono prescindere da un upgrade. Il punto di vista di Ericsson

Pubblicato il 17 ago 2026



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L’intelligenza artificiale ha già cominciato a impattare sull’evoluzione di interi settori, attirando investimenti massicci in data center e connettività ottica. In questo scenario, tuttavia, la rete di telecomunicazioni, e in particolare l’infrastruttura 5G Standalone, in molti casi viene ancora trascurata.

Eppure la portata innovatrice dell’intelligenza artificiale può scalare in modo efficace solo se la connettività sottostante si evolve di pari passo. A sostenerlo è Ericsson, che in un post pubblicato sul blog aziendale analizza il rapporto tra network mobile di ultima generazione e sviluppo delle applicazioni basate sull’AI.

Alimentare la prossima generazione di esperienze AI

Ericsson evidenzia innanzitutto che il miglioramento delle prestazioni e della reattività dell’AI ha dominato le discussioni del settore sin dall’emergere dell’AI generativa. Nel febbraio 2026, ChatGpt da solo ha registrato 900 milioni di utenti attivi settimanali. Soddisfare questa crescente domanda di capacità, reattività e affidabilità richiede che le reti si evolvano.

Questo perché l’AI multimodale in tempo reale crea modelli di traffico di rete completamente nuovi. A differenza della banda larga mobile tradizionale, ottimizzata principalmente per l’uso umano, gli assistenti AI di nuova generazione e i sistemi di guida aziendale in tempo reale scambiano continuamente informazioni tra dispositivi e cloud. Queste applicazioni generano traffico intenso in uplink, sensibile alla latenza e ricco di sessioni. Per supportarle, la rete deve diventare un abilitatore attivo per l’inferenza AI distribuita e l’apprendimento automatico.

Le prestazioni di rete stanno diventando del resto un fattore determinante nell’esperienza AI. Il rapporto tra intelligenza artificiale e connettività avanzata è sempre più interdipendente: la tecnologia crea nuove esigenze per le reti, mentre le reti avanzate consentono casi d’uso dell’AI completamente nuovi sia per i consumatori che per le industrie.

Un esempio? L’evoluzione verso l’AI fisica: sistemi in grado di percepire, ragionare e agire nel mondo fisico in tempo reale, utilizzati in auto e droni a guida autonoma, occhiali intelligenti e altri dispositivi indossabili, nonché in ambienti aziendali e industriali.

Poiché questi sistemi sono intrinsecamente distribuiti, richiedono comunicazioni mobili ultra-affidabili, basate sulla connettività differenziata 5G SA, per sfruttarne appieno le potenzialità.

Verso un modello distribuito

Sebbene le decisioni critiche in termini di tempo saranno sempre più prese in periferia, le attività ad alta intensità computazionale continueranno a fare affidamento sull’elaborazione cloud per evitare il surriscaldamento dei dispositivi durante le attività di intelligenza artificiale più impegnative. Con la latenza e la capacità appropriate, le reti 5G SA colmano il divario tra i due poli, garantendo che i ritardi di comunicazione non compromettano le prestazioni o causino guasti in ambienti reali.

Nel frattempo, il passaggio dall’AI centralizzata all’AI distribuita agentica, in cui agenti autonomi e specializzati collaborano per completare attività complesse, imporrà esigenze ancora maggiori alle comunicazioni mobili.

Gli agenti devono recuperare dati e contesto in tempo reale, scoprendo e comunicando con altri agenti. Molte di queste applicazioni sono estremamente sensibili al fattore tempo e anche ritardi minimi o variazioni di contesto possono influire significativamente sui risultati. Ad esempio, per gli agenti di AI che eseguono transazioni finanziarie, le fluttuazioni dei tassi di cambio o le informazioni ritardate possono avere un impatto diretto sul valore.

Nell’ottica di fornire reti all’avanguardia ottimizzate per le applicazioni di AI, per Ericsson bisogna quindi andare oltre i tradizionali modelli di connettività “best-effort”, che non sono in grado di fornire costantemente l’affidabilità, la sicurezza e le prestazioni richieste da questi casi d’uso emergenti. Le reti tradizionali faticano a gestire volumi di dati crescenti, tempi di risposta ultraveloci e l’enorme densità di dispositivi richiesta da un mondo guidato dall’intelligenza artificiale.

Sfruttare la potenza della connettività 5G Standalone

Secondo l’ultima edizione dell’Ericsson Mobility Report, gli abbonamenti 5G hanno raggiunto i 3,1 miliardi nel primo trimestre del 2026. Si prevede che il 5G supererà il 4G come principale tecnologia di accesso mobile a livello globale entro la fine del 2027, a soli nove anni dal suo lancio. Circa 390 fornitori di servizi in tutto il mondo hanno introdotto servizi 5G commerciali e oltre 90 hanno lanciato la nostra versione soft-launch del 5G Standalone.

Completamente indipendente dall’infrastruttura 4G preesistente, il 5G Standalone si basa su un’architettura 5G Core nativa del cloud. La sua latenza ultra-bassa, l’elevata capacità e le funzionalità avanzate sono essenziali per connettere gli utenti con la potenza di elaborazione dell’AI, supportando al tempo stesso funzionalità come network slicing, esposizione delle API di rete, automazione e gestione intelligente del traffico.

“L’adozione di massa dell’AI da parte della base di abbonati dipende dalla rete che la supporta. Il modo in cui si svilupperà il futuro guidato dall’AI sarà plasmato dalle decisioni infrastrutturali che prendiamo oggi”, nota Ericsson. “Una base interconnessa, aperta e sicura, costruita su 5G SA e infrastrutture cloud, è essenziale per abilitare la prossima generazione di applicazioni basate sull’AI su scala globale. Investitori, responsabili politici e leader del settore devono riconoscere il 5G SA non semplicemente come un altro aggiornamento di rete, ma come un pilastro strategico dell’economia dell’AI”.

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