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SPETTRO RADIO

Frequenze “pioniere”, il Mise notifica a Go Internet la proroga per sei anni

L’operatore riceve la notifica del ministero per l’estensione dei diritti d’uso della banda 3,4-3,6 Ghz fino al 2029. Le tariffe saranno, secondo il parere Agcom, parametrate al valore delle frequenze che emergerà con la maxi-asta da 2,5 miliardi

18 Lug 2018

Il Mise concede a Go Internet la proroga fino al 2029 dei diritti d’uso delle frequenze in banda 3,4-3,6 Ghz. La proroga sarà concessa “a valle del procedimento amministrativo e nel rispetto delle condizioni prescritte dall’Agcom”. Lo comunica la stessa società spiegando che la decisione del Mise è parte “di un articolato processo, del quale GO internet è stata fra le società promotrici”.

Si tratta di una porzione preziosa dello spettro radio, considerata parte della cosiddetta “banda pioniera“, cruciale per il 5G. Le frequenze in ballo, 3,4-3,6 Ghz, sono contigue alle 3,6-3,8 Ghz che verranno messe all’asta a settembre insieme ad altre fasce di spettro. E’ anche per questo che le “tariffe” che Go Internet e gli altri operatori beneficiari della proroga dovranno essere (secondo il parere Agcom), parametrati al valore delle frequenze a valle della maxi asta (da cui lo Stato si attende un incasso di almeno 2,5 miliardi): soprattutto dovranno rispettare il prezzo pagato dagli operatori partecipanti all’asta per la banda “gemella” 3.6-3.8 Ghz.

La richiesta di proroga era stata avanzata a ottobre scorso, oltre che da Go Internet, anche da Aria (controllata da Tiscali), Linkem, Tim, Mandarin ovvero i detentori dei diritti d’uso di queste frequenze fino 2023. Un tema dibattuto che è stato al centro di una consultazione del mercato, avviata dall’Autorità per le Garanzie nelleComunicazioni, conclusasi con il rilascio di un apposito parere da parte dello stesso Regolatore.

La proroga – che, come precisato nella Comunicazione, potrà essere concessa subordinatamente al rispetto da parte della Società delle condizioni stabilite nella delibera Agcom n. 507/17/CONS – consentirà a Go internet di continuare ad esercitare i diritti d’uso della banda 3.5 GHz nelle regioni Marche ed Emilia Romagna, “favorendo – scrive l’azienda – la transizione verso le nuove tecnologie e la diffusione di
servizi innovativi 5G, obiettivi che ispirano quotidianamente le attività dell’azienda.

L’orientamento dell’Agcom che era emerso era quello di accordare la proroga fissando però alcuni vincoli. Tra gli altri il ridimensionamento dei blocchi che erano precedentemente stati assegnati così da garantire contiguità a tutti gli operatori sull’intera banda, la rendicontazione degli investimenti sostenuti e la dimostrazione dell’uso efficiente delle frequenze, e l’obbligo per gli operatori beneficiari della proroga di formulare un’offerta wholesale sulla propria capacità trasmissiva wireless.

Last but not least: i contributi per la proroga dovrebbero essere, secondo il parere Agcom, parametrati, a parità di frequenze, durata ed estensione geografica, a quanto sarà definito in termini di valori minimi nella procedura d’asta per la banda “gemella” 3.6-3.8 Ghz prevista per quest’anno.

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