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SPETTRO RADIO

Gara frequenze, slitta la consultazione Agcom

Rimandato al primo marzo il Consiglio con cui l’authority lancerà il dibattito pubblico che porterà alla definizione delle regole dell’asta 5G. Gli operatori Tlc e vendor di apparati puntano a “pacchetti” medio-piccoli delle risorse frequenziali in gara. Riflettori sulla banda 3,4-3,8 Ghz

26 Feb 2018

Rimandato al primo marzo. L’appuntamento del Consiglio Agcom sul tema asta 5G slitta a giovedì prossimo quando verrà lanciata la consultazione sulle regole della gara che l’authority deve approntare entro fine aprile. Dunque l’autorità guidata da Marcello Cardani avrà 30 giorni di tempo (dal lancio della consultazione) per delineare il perimetro della strategia italiana che punta allo sviluppo dello standard mobile allineando il Paese all’Europa.

Le regole dell’asta dovranno trovare il punto di equilibrio tra le esigenze dello Stato e le richieste dei vari operatori in campo – le telco, ma anche i produttori di apparati: da un lato serve ottemperare l’esigenza di rispettare almeno la previsione d’incasso della gara (2,5 mld), dall’altra le richieste degli operatori – Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Open Fiber, ma anche Iliad non ancora sbarcato in Italia – che chiedono di non essere “strozzati”. Ma serve anche delineare la struttura del prossimo scenario frequenziale in modo da favorire lo sviluppo del 5G seguendo le indicazioni degli organismi tecnici di alto livello – l’Itu, per esempio – e le lezioni impartite dagli altri Paesi sullo stesso fronte.

Il campo da gioco più immediato riguarda la banda 3,4-3,8Ghz, una delle tre bande “pioniere” individuate dall’Europa, una parte della quale (3,4-3,6) non andrà a gara perché già in uso da alcuni operatori (Eolo, Linkem, Go Internet, Tiscali e Tim) per effettuare l’Lte Fixed Wireless. Secondo alcune testate Fastwb, Iliad, Wind Tre temono che due soli operatori possano aggiudicarsi le fette più grandi dello spettro a gara: si teme che Vodafone Tum possano mettere le mani sui 200 Mhz della banda 3,6-3,8. Rimarrebbero poi i 40Mhz della 3,4-3,6.

Gli operatori chiedono in una lettera inviata sia ad Agcom che al Mise, che le frequenze a gara siano “frammentate” “spacchettado” in lotti “medio-piccoli” (20 mega) e con un tetto al numero massimo di spettro  di 60 mega. Così da “accontentare” tutti gli attori in gara,  scongiurare il rischio accaparramento e rilanci ritenuti troppo onerosi per le casse delle tlc.

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