Ansip (Ue): "Basta regole differenti tra telco e Ott" - CorCom

DIGITAL SINGLE MARKET

Ansip (Ue): “Basta regole differenti tra telco e Ott”

La Commissione presenta le priorità per il Digital single market: “Bisogna eliminare le barriere per l’utilizzo dei servizi online”. E rilancia: “Fondamentale investire sulle reti ultraveloci”. Bruxelles non molla la presa sul roaming: “Abolirlo presto”. Riflettori su big data, cloud computing ed e-commerce

25 Mar 2015

Federica Meta

Un equilibrio migliore tra telco e Ott nel mercato europeo del digitale. È questo l’obiettivo a cui punta la Commissione europea che oggi ha presentato le priorità per realizzare il mercato unico. “Tutti sanno oggi che tra telco e Ott ci sono rapporti sbilanciati e dobbiamo trovare un equilibrio migliore – ha sottolineato il commissario Ue al Mercato unico digitale, Andrus Ansip – In questo senso il finanziamento delle reti a banda larga è fondamentale”.

In questo senso il commissario ha anche indicato che i piani della Commissione potrebbero includere anche nuove tasse per l’uso di contenti protetti da copyright da parte di Google & co. “Come ottenere una remunerazione equa per i creatori di materiale protetto da copyright è uno degli obiettivi della strategie per il Digital Single Market”, ha sottolineato Ansip.

Nel presentare le priorità Ue Ansip, in occasione del Collegio dei Commissari, ha poi inviato a sbarazzarsi “di tutte le barriere che ci bloccano. Le persone devono poter attraversare liberamente i confini quando sono online, come già avviene offline. Bisogna aiutare le imprese innovative a crescere in tutta l’Ue, per evitare che restino confinate al loro mercato nazionale. Il percorso non sarà privo di ostacoli, ma abbiamo bisogno di un inizio ambizioso. L’Europa dovrebbe sfruttare pienamente i vantaggi dell’era digitale: servizi migliori, maggiore partecipazione e nuovi posti di lavoro”.

Bruxelles vuole abolire gli ostacoli che limitano per esempio l’uso di servizi online basati in altri paesi europei, come le boutique di Apple iTunes o le piattaforme di film di Netflix, al momento fruibili solo nei paesi Ue in cui hanno sedi legali e dagli utenti dei paesi stessi. Dall’Italia non si può accedere per esempio al servizio di Netflix in Francia. Queste barriere “non hanno giustificazioni,” si legge in una nota stampa distribuita oggi dall’Esecutivo Ue. “Questa discriminazione non può continuare in un mercato unico”.

Ansip ha poi annunciato che l’Europa intende riportare all’ordine del giorno l’abolizione delle tariffe roaming che i Governi non intendono accettare. Attualmente la questione è oggetto di negoziato tra stati membri e Parlamento europeo.

La Commissione punta inoltre ad abbassare i costi delle consegne dei prodotti comprati online per favorire gli acquisti via internet, ancora effettuati da appena il 44% degli europei. La percentuale scende al 15% per gli acquisti di prodotti o servizi in altri paesi Ue. Abolire queste frontiere digitali e legali permetterebbe risparmi fino a 11,7 miliardi di euro all’anno per i consumatori, stima la Commissione Ue. Le proposte presentate oggi da Ansip, confluiranno in un piano più articolato che sarà reso pubblico a maggio. La Commissione punta anche ad aumentare la trasparenza dei motori di ricerca, come Google; a gestire al meglio la rivoluzione dei Big Data e del cloud computing; e a riformare il mercato unico digitale in modo più ambizioso di quanto non abbiano proposto gli stati europei, che hanno rimandato recentemente la fine delle tariffe extra per il roaming.

Il dibattito orientativo odierno ha definito tre ambiti principali su cui si concentrerà l’azione della Commissione durante il suo mandato. Eccole in sintesi.

1. Migliore accesso ai beni e ai servizi digitali da parte di consumatori e imprese

  • Semplificazione del commercio elettronico transfrontaliero,soprattutto per le Pmi, grazie a norme armonizzate in materia di contratti e consumatori e a una consegna dei pacchi più efficiente ed economicamente accessibile. Oggi solo il 15% dei consumatori fa acquisti online da altri Stati membri, il che non dovrebbe sorprenderci, visto che le spese di consegna finiscono per essere superiori al prezzo effettivo del prodotto (ulteriori dati sono riportati nella scheda informativa).
  • Lotta al geoblocco: troppi europei non possono utilizzare i servizi online disponibili in altri paesi dell’Ue, spesso senza alcuna giustificazione, o sono reindirizzati verso un negozio locale con prezzi diversi. Una tale discriminazione non è concepibile in un mercato unico.
  • Modernizzazione delle norme in materia di diritto d’autore per garantire il giusto equilibrio tra interessi degli autori e interessi degli utenti o dei consumatori. Tale intervento migliorerà l’accesso alla cultura, sostenendo così la diversità culturale, e allo stesso tempo sbloccherà nuove opportunità per artisti e creatori di contenuti e garantirà una maggiore tutela dei diritti.
  • Semplificazione del regime Iva, fattore importante per incentivare le attività transfrontaliere delle imprese, soprattutto le Pmi. I costi e la complessità derivanti dal fatto di dover interagire con le norme tributarie di altri paesi rappresentano un grosso problema per le Pmi. Secondo le stime, i costi legati all’Iva derivanti dall’applicazione di disposizioni diverse ammontano a 80 miliardi di euro.

2. Creazione di un ambiente propizio che favorisca la diffusione delle reti e dei servizi digitali

  • Tutti i servizi, le applicazioni e i contenuti digitali dipendono da connessioni internet ad alta velocità e reti sicure: la linfa vitale dei nuovi servizi digitali innovativi. Al fine di incoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture, la Commissione rivedrà quindi le attuali norme in materia di telecomunicazioni e media, perché siano più adatte a far fronte alle nuove sfide, in particolar modo per quanto riguarda i servizi utilizzati dai consumatori (ad esempio, il numero crescente di chiamate vocali via internet) e i nuovi attori del settore.
  • Lo spettro è ossigeno per internet. Migliorare il coordinamento tra gli Stati membri è essenziale. L’Europa ha registrato forti ritardi nell’introduzione dell’ultima tecnologia 4G a causa dell’indisponibilità di spettro idoneo. Lo spettro non si ferma ai confini nazionali e va gestito secondo un approccio europeo per promuovere un vero mercato unico con servizi paneuropei.
  • La Commissione valuterà la crescente importanza delle piattaforme online (motori di ricerca, social media, app store, ecc.) per una florida economia di internet, esaminando in che modo rafforzare la fiducia nei servizi online attraverso una maggiore trasparenza, come inserirle nella catena del valore online e come agevolare la rapida rimozione dei contenuti illegali.
  • Oggi il 72% degli internauti europei è diffidente nei confronti dei servizi online perché teme di dover rivelare troppi dati personali. La rapida adozione del regolamento sulla protezione dei dati è fondamentale per rafforzare la fiducia.

3. Creazione di un’economia e una società digitali europee con potenzialità di crescita a lungo termine

  • L’industria è un asse portante dell’economia europea: nel settore manifatturiero dell’UE si contano 2 milioni di aziende e 33 milioni di posti di lavoro. La Commissione intende aiutare tutti i settori industriali a integrare nuove tecnologie e gestire la transizione verso un sistema industriale intelligente (“Industria 4.0”).
  • Standard: garantire l’interoperabilità per le nuove tecnologie è essenziale per la competitività dell’Europa ed è pertanto necessario svilupparli in fretta.
  • La Commissione desidera inoltre che l’industria e la società sfruttino al massimo l’economia dei dati. Ogni secondo vengono prodotte grandi quantità di dati, dalle persone o dalle macchine, ad esempio i sensori che raccolgono le informazioni sul clima, le immagini satellitari, le foto e i video digitali, le registrazioni delle operazioni di acquisto o i segnali Gps. I big data (megadati) sono una miniera d’oro, ma pongono anche importanti sfide, che riguardano ad esempio la proprietà, la protezione dei dati e gli standard,che vanno affrontate per sbloccarne il potenziale.
  • Lo stesso vale per il cloud computing, il cui utilizzo è in rapido aumento: pare che la percentuale di dati digitali memorizzati nella “nuvola informatica” sia destinata a passare dal 20% (2013) al 40% nel 2020. Le reti e le risorse condivise possono dare impulso alla nostra economia, ma hanno bisogno di un contesto adeguato che ne favorisca la diffusione e l’utilizzo da parte di persone, aziende, organizzazioni e servizi pubblici in tutta Europa.
  • Gli europei dovrebbero inoltre poter beneficiare pienamente di servizi elettronici interoperabili, dall’e-government all’e-health, e sviluppare le proprie competenze digitali per cogliere le opportunità offerte da internet e aumentare le probabilità di successo nella ricerca di un lavoro.