Banda ultralarga, salta la prenotazione delle aree di interesse - CorCom

PIANO DEL GOVERNO

Banda ultralarga, salta la prenotazione delle aree di interesse

Il termine scadeva oggi, ma non è ancora pronto il decreto attuativo per il credito d’imposta concesso agli operatori che investiranno nel piano. Possibile slittamento al 31 maggio

31 Mar 2015

Deborah Appolloni

Salta la scadenza di oggi per la prenotazione delle aree di interesse per gli investimenti in banda ultralarga. Gli operatori che avrebbero dovuto manifestare il loro interesse sulla piattaforma Infratel, pubblicata dal ministero dello Sviluppo economico, non hanno potuto farlo a causa del ritardo del decreto attuativo per la definizione del credito d’imposta previsto dallo Sblocca Italia. L’assenza dell’entrata in vigore del provvedimento di fatto rinvia questa prima scadenza, per lo più formale, ma propedeutica a quella del 31 maggio prossimo, quando andranno presentati i piani di investimento degli operatori telefonici interessati allo sviluppo della bandalarga.

Il provvedimento sugli incentivi fiscali, di concerto tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia, sarebbe stato licenziato dal dicastero di Via Veneto più di 20 giorni fa.Ora è al palo alla Ragioneria del Mef che starebbe cercando il modo per limitare l’esborso pubblico a copertura del credito d’imposto concesso agli operatori che presenteranno i piani di investimento per la banda ultralarga. Tra le ipotesi, la possibilità di mettere un tetto agli incentivi.

Un’altra scadenza per la prenotazione delle aree di interesse dovrebbe essere decisa, dopo l’approvazione definitiva del decreto interministeriale, con un emendamento a un provvedimento in corso di approvazione in Parlamento. Altrimenti, un’altra possibilità – sulla quale sta ragionando lo Sviluppo economico – sarebbe quella di concentrare tutto il 31 maggio. Una data che, sempre secondo Via Veneto, non dovrebbe slittare ulteriormente.

Quindi a fine maggio, gli operatori dovrebbero presentare direttamente i piani di investimento, che potranno beneficiare dei 6 miliardi di fondi pubblici (Fesr e Feasr, Fondo di Sviluppo e Coesione) previsti dal Piano nazionale banda ultralarga che il Governo ha varato lo scorso 3 marzo, ma che dovranno comunque essere sostenuti con altrettanti fondi privati. Il piano dell’esecutivo punta a raggiungere gli obiettivi europei, finalizzati a fornire a tutti Internet veloce alla popolazione, che prevedono, entro il 2020, 30 Mbps di banda disponibili per tutti e 100 Mbps per un cittadino su due, pari all’85% del territorio nazionale.

Nei giorni scorsi Telecom Italia aveva dichiarato l’interesse all’intero pacchetto di 94mila aree, mentre sono trapelate indiscrezioni anche su altri operatori. Sarebbero pronti alla sfida anche Fastweb, Vodafone e Metroweb. Fastweb, in quanto operatore nazionale – secondo una fonte della società interpellata dall’Ansa – potrebbe prenotare tutte le aree o quasi tutte. Vodafone intenderebbe concentrarsi sulle tre tecnologie ftth (fibra fino all’appartamento), fttb (fibra fino all’edificio) e fttc (fibra fino all’armadio). Metroweb si concentrerebbe su 600 comuni, quelli interessati alla tecnologia ftth.