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6G, Optus e Nokia aprono la strada ai network di nuova generazione



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Condotta su una stazione base dell’operatore australiano, la sperimentazione ha raggiunto con successo velocità di download di picco di 3,5 Gbps, dimostrando che le future implementazioni nella banda di frequenza superiore a 6 GHz potrebbero fare leva su gran parte dell’attuale infrastruttura di rete mobile

Pubblicato il 6 ago 2026



6G e reti AI native
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Optus, operatore Tlc australiano, ha completato una sperimentazione sul 6G che dimostra le potenzialità della tecnologia in termini di capacità, prestazioni e intelligenza rispetto allo sviluppo dell’economia digitale.

Condotta in collaborazione con Nokia su una stazione base Optus in Australia, il test ha permesso di raggiungere con successo velocità di download di picco di 3,5 Gbps utilizzando lo spettro a 6 GHz superiore utilizzando l’antenna Massive Mimo a 6 GHz di Nokia e uno smartphone di prova equipaggiato con processore MediaTek. A queste velocità, un film in HD di due ore potrebbe essere scaricato in pochi secondi, oppure si potrebbero supportare fino a 140 flussi video 4K simultanei.

Il trial ha dimostrato che le future implementazioni del 6G nella banda di frequenza superiore a 6 GHz potrebbero potenzialmente sfruttare gran parte dell’attuale infrastruttura di rete mobile, contribuendo a fornire maggiore capacità e prestazioni migliorate, pur mantenendo un’ampia copertura.

Si rafforza la roadmap del 6G

La conferma arriva in un momento in cui governi, autorità di regolamentazione e organismi di settore di tutto il mondo stanno valutando come lo spettro a 6 GHz superiore possa supportare le future esigenze di connettività mobile, con una domanda in continua crescita da parte di applicazioni di intelligenza artificiale, servizi video, cloud computing e dispositivi connessi.

Sri Amirthalingam, Chief Technology Officer di Optus, spiega che questo risultato si inserisce nel programma di innovazione di rete di Optus e nel suo impegno a lungo termine per contribuire a definire le tecnologie, gli standard e i framework di spettro che saranno alla base dell’evoluzione dal 5G al 6G.

“Il raggiungimento di 3,5 Gbps utilizzando lo spettro a 6 GHz superiore dimostra le significative opportunità che questa banda potrebbe offrire per le reti future, in un contesto di crescente domanda di applicazioni ad alta intensità di dati come servizi di intelligenza artificiale, video immersivi, applicazioni cloud e dispositivi connessi”, precisa Amirthalingam. “Con la crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nelle reti, questa maggiore capacità sbloccherà una nuova generazione di esperienze basate sull’AI, da assistenti digitali più intelligenti in grado di comprendere l’ambiente circostante, a percorsi formativi più coinvolgenti e al supporto in tempo reale per gli operatori in prima linea. Il nostro obiettivo è trasformare queste innovazioni in vantaggi concreti per gli australiani”, ha aggiunto.

Mark Atkinson, responsabile delle reti radio e delle infrastrutture mobili di Nokia, aggiunge: “Intelligenza artificiale e connettività sono sempre più interconnesse, con reti native per l’AI e AI-RAN che consentono agli operatori di offrire maggiore efficienza, migliori esperienze per i clienti e la piattaforma necessaria per applicazioni basate sull’intelligenza artificiale su larga scala. Grazie alla continua innovazione e alla collaborazione con Optus, stiamo promuovendo la connettività attraverso l’innovazione di rete guidata dall’AI, contribuendo a plasmare il futuro delle comunicazioni mobili e supportando la leadership australiana nelle tecnologie digitali e di intelligenza artificiale di nuova generazione”.

I principali risultati della sperimentazione

Oltre ad aver dimostrato il notevole potenziale di capacità della banda superiore dei 6 GHz per le future reti 6G, il test ha anche messo in luce, come accennato, il modo in cui l’infrastruttura esistente potrebbe supportare l’evoluzione alle tecnologie di sesta generazione: la banda di spettro superiore dei 6 GHz con il sistema di antenna Massive Mimo offre infatti una copertura esterna simile a quella dell’attuale banda 5G a 3,5 GHz di Optus. Il che suggerisce che i futuri servizi 6G potrebbero essere implementati utilizzando gran parte dell’infrastruttura di rete odierna, contribuendo a fornire prestazioni migliori mantenendo un’ampia copertura. I test in ambienti interni hanno anche dimostrato come l’infrastruttura mobile all’interno degli edifici potrebbe essere progettata per supportare un’esperienza 6G senza interruzioni.

Il trial apre anche la strada alla progettazione di reti basata sull’intelligenza artificiale: Optus e Nokia hanno infatti utilizzato una piattaforma robotica basata sull’intelligenza artificiale per misurare automaticamente la copertura mobile indoor, un approccio che potrebbe rendere la pianificazione di rete più rapida, efficiente e precisa.

I risultati di questa sperimentazione contribuiranno alla ricerca 6G in corso e alle future attività di pianificazione di Optus, supportando al contempo discussioni più ampie nel settore e lo sviluppo di standard internazionali attraverso organizzazioni come l’Itu-R e il 3GPP.

Sulla base di questo lavoro, Optus e Nokia continueranno a utilizzare il banco di prova di Sydney, creato grazie a questa sperimentazione, per promuovere la ricerca futura sul 6G, aiutando l’Australia a rimanere all’avanguardia nello sviluppo delle tecnologie mobili di nuova generazione e preparandosi alla prossima evoluzione della connettività mobile.

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