L'AUDIZIONE

Banda ultralarga, per voucher serve ok Cobul. Tudini: “Lavoriamo a piattaforma informatica”

5mila euro per scuole e centri impiego, 3mila per le Pmi e 300 euro agli utenti residenziali: questa la proposta di Infratel per la ripartizione degli 1,3 miliardi fermi al Cipe dal 2017. Ma bisognerà evitare le “disdette-truffa”. Nella in-house del Mise si apre la partita nomine: i vertici verso la riconferma

04 Dic 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Stiamo predisponendo la piattaforma informatica che servire a censire gli utenti abbonati alla banda ultralarga e ad evitare disdette e riattivazione dei servizi nella stessa unità famigliare per accedere ai voucher”: è quanto ha annunciato l’Ad di Infratel Domenico Tudini in audizione alla Camera sul Piano voucher. Secondo i dati presentati dal numero uno della in house del Mise sarebbero 3,2 milioni gli italiani già dotati di connessioni ultrabroadband e che quindi bisognerà scomputare dal piano voucher.

Tudini ha ricordato la proposta di Infratel già sottoposta al precedente governo ma che ora necessiterà di “un ok del Cobul”, (il Comitato è convocato il 19 dicembre) visto il cambio di presidenza e l’assegnazione della stessa alla ministra dell’Innovazione Paola Pisano. La proposta per l’impiego degli 1,3 miliardi di euro dedicati a incentivare la domanda di banda ultralarga e fermi al Cipe dal 2017 è calcolata sugli anni 2020 e 2021 con coda sul 2022 ed è così ripartita: 5000 euro per scuole e centri impiego, 3.000 per le pmi (aziende sotto i 250 dipendenti) e 300 euro per gli utenti residenziali.

Stando alle stime di Infratel il target potenziale di soggetti destinatari dei voucher include 39.996 plessi scolastici, 561 centri impiego, 3,911 milioni di imprese e 13,8 milioni di linee residenziali. La proposta di Infratel prevede la seguente ripartizione delle risorse: 199 milioni per le scuole, 2,8 milioni per i centri impiego e che rimane equamente ripartito fra pmi e utenze residenziali, alias 548 milioni “pro-capite”. Infratel ha anche messo nero su bianco le stime in merito ai potenziali utenti raggiungibili: “Il Piano Bul prevede al 2020 il raggiungimento di almeno l’85% delle unità immobiliari con copertura di almeno 100 Mb. Su 32 milioni di civici totali e 36,5 milioni di unità immobiliari, prevediamo stando a quanto dichiarato dagli operatori che il 29% delle unità sarà coperto da collegamento over 100 e il 21% specificamente con la fibra. Quindi almeno il 50% delle unità immobiliari di qui al 2021 è potenzialmente incentivabile col piano voucher.

In occasione dell’audizione Tudini ci ha tenuto a sottolineare che “il piano ha già ricevuto ok dalla Ue ma nella misura in cui ci si attiene alla neutralità tecnologica”. Non si potrà dunque privilegiare una tecnologia, ossia non si potrà optare per i voucher solo per i collegamenti in fibra ma andranno considerate tutte le tecnologie in grado di erogare il servizio a 100 Mb, quindi anche Vdsl e Fwa. A meno di non voler stralciare il piano e presentarne un altro al vaglio dell’Europa. Prima di passare all’azione ha però puntualizzato il numero uno di Infratel “bisognerà avviare una consultazione che coinvolga gli operatori di Tlc”.

I vertici di Infratel verso la rinconferma

In Infratel intanto è tempo di nomine. Lunedì il Consiglio dei ministri ha riconfermato Domenico Arcuri alla guida di Invitalia – il manager è Ad dal 2007. Alla presidenza è invece stato nominato Andrea Viero. Paola Ciannavei, Stefania Covello e Sergio Maccagnani i consiglieri.

Spetta al Mise la nomina del presidente di Infratel mentre a Invitalia quella dell’amministratore delegato. Stando a quanto risulta a Corcom i vertici di Infratel, Maurizio Dècina (presidente) e Domenico Tudini (Amministratore delegato) – scaduti a giugno scorso e attualmente in regime di prorogatio – andrebbero verso la riconferma.

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