Open Fiber, fumata nera su Macquaire. Il dossier si complica? - CorCom

BANDA ULTRALARGA

Open Fiber, fumata nera su Macquaire. Il dossier si complica?

Il cda non si è espresso sul “gradimento” all’offerta del fondo australiano per rilevare il 50% in capo a Enel. Tutto fermo in attesa di una decisione del Governo sulla rete unica

22 Apr 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Fumata nera in casa Open Fiber sull’offerta presentata dal fondo australiano Macquaire per rilevare il 50% di quota in capo a Enel (il restante 50% è di Cdp). Il cda convocato oggi ha preferito non esprimersi in merito – l’azienda è comunque chiamata a dire la sua ossia a un “gradimento” sull’operazione- rimandando il tutto a data da destinarsi.

Si ripete dunque il copione andato in scena nel cda di Cassa Depositi e prestiti: nonostante il fondo Macquaire abbia da mesi presentato la propria offerta per rilevare la quota della wholesale company in capo a Enel la situazione si è arenata. Il dossier è legato a stretto filo alla decisione del Governo Draghi sulla rete unica di Tlc “AccessCo”, ossia del progetto di “fusione” delle reti Tim e Open Fiber che si è incagliato sullo scoglio della proprietà del network derivante dall’integrazione di cui Tim vuole la maggioranza nonostante il progetto sia focalizzato sul co-investimento a garanzia della concorrenza.

Determinante la questione della governance. In questi giorni sono circolate notizie riguardo a ipotesi alternative al progetto presentato da Tim e Cdp, fra cui il solo conferimento della rete secondaria Tim nella newco oppure una società a guida pubblica. Ma nessuna delle ipotesi al momento è stata confermata né smentita dalle parti in causa, il Governo, Tim e gli altri operatori di Tlc

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2