Rete spaziale europea, la Commissione Ue vara lo studio di fattibilità - CorCom

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Rete spaziale europea, la Commissione Ue vara lo studio di fattibilità

Costituito un consorzio formato da Airbus, Arianespace, Eutelsat, Hispasat, Ohb, Orange, Ses, Telespazio e Thales Alenia Space per valutare costi e opportunità di progettazione, sviluppo e lancio di un sistema comunitario per le comunicazioni

23 Dic 2020

Domenico Aliperto

La Commissione Europea punta a un sistema spaziale comunitario per le comunicazioni e per questo ha selezionato un consorzio composto da società manifatturiere, operatori e fornitori di servizi satellitari, aziende di telecomunicazioni e fornitori di servizi di lancio europei per studiarne la progettazione, lo sviluppo e il lancio. I membri del consorzio sono Airbus, Arianespace, Eutelsat, Hispasat, Ohb, Orange, Ses, Telespazio e Thales Alenia Space.

Le finalità dello studio

Lo studio, si legge in una nota diramata da Telespazio, valuterà la fattibilità di una nuova iniziativa volta a rafforzare la sovranità digitale europea e fornire connettività sicura per i cittadini, le imprese e le istituzioni pubbliche, oltre a garantire una copertura globale per le aree rurali e attualmente non servite. Complementare a Copernicus e Galileo, questo nuovo programma faro dell’Unione Europea, una volta avuto il via libera, potrà sfruttare in pieno il potenziale tecnologico fornito dalle industrie digitali e spaziali. Il valore del contratto sullo studio di fattibilità, della durata di un anno, è di 7,1 milioni di euro.

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Il sistema di connettività spaziale europeo, sostenuto dal Commissario Breton, è concepito per fornire servizi per le comunicazioni sicure all’Unione e ai suoi Stati membri, oltre a fornire connettività a banda larga per i cittadini, le aziende e i settori della mobilità europei, rafforzando così l’autonomia digitale della UE. Il nuovo sistema sarà basato sul programma GovSatCom dell’Unione Europea, ideato per la messa in comune e la condivisione di servizi satellitari, e garantirà un livello di affidabilità, resilienza e sicurezza attualmente non disponibile sul mercato. Il progetto, inoltre, farà leva sull’iniziativa EuroQci, che promuove la ricerca e l’utilizzo dell’innovativa tecnologia di crittografia quantistica.

Più in dettaglio, la fase di studio assegnata dalla Commissione Europea consoliderà i requisiti degli utenti e della missione, oltre a fornire la progettazione preliminare dell’architettura e della fornitura dei servizi e le relative stime sui costi. Durante questa fase sarà preso in considerazione e valutato uno schema di partenariato pubblico-privato (Ppp).

Lo studio esaminerà come il sistema spaziale potrà migliorare e connettere le attuali e future infrastrutture critiche, incluse le reti terrestri, rafforzando la capacità dell’Unione di accedere al cloud e fornire servizi digitali in modo indipendente e sicuro, condizione essenziale per creare fiducia nell’economia digitale e garantire l’autonomia strategica e la resilienza dell’Europa. Il progetto, inoltre, farà leva e rafforzerà il ruolo dei satelliti nell’ecosistema 5G, valutandone l’interoperabilità e creando le condizioni per l’evoluzione verso le prossime tecnologie 6G.

Cosa permetterà di fare la nuova infrastruttura

La nuova infrastruttura di proprietà europea sarà concepita per dare benefici a un’ampia gamma di settori, tra cui il trasporto stradale e marittimo, il controllo del traffico aereo, la mobilità a guida autonoma, così come a molte applicazioni dell’Internet of Things (Iot). L’infrastruttura spaziale, inoltre, offrirà una maggiore sicurezza nella trasmissione e nello stoccaggio di informazioni e dati a supporto delle esigenze di utenti come agenzie governative, società finanziarie e bancarie, network scientifici, infrastrutture critiche e data center.

“È di grande importanza per Telespazio far parte del consorzio selezionato dalla Commissione Europea che studierà il progetto del nuovo sistema di comunicazioni satellitari dell’Unione Europea”, dichiara Luigi Pasquali, Coordinatore delle Attività Spaziali di Leonardo e Amministratore Delegato di Telespazio. “Il maggiore utilizzo dei satelliti per le comunicazioni migliorerà la resilienza, la sicurezza e le capacità dell’intera infrastruttura di rete, aumentando al contempo la sua copertura in Europa e anche nel mondo. Questo traguardo rappresenta un ulteriore passo verso l’autonomia europea, già raggiunta nei settori della navigazione satellitare e dell’osservazione della Terra con i programmi Galileo e Copernicus”.

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