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IL PIANO

Turbo alla banda ultralarga, oltre 100 mega nelle aree bianche

In Abruzzo, Molise, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto si azzera la distinzione tra zone a 100 megabit e zone a 30 megabit. Si stringe sulla firma delle convenzioni con i Comuni per velocizzare i permessi. Da Mise e Regioni monitoraggio sui tempi di realizzazione

20 Apr 2017

F.Me

Banda ultralarga a oltre 100 Megabit (Mbps) nelle aree a fallimento di mercato. Nelle aree bianche delle sei Regioni interessate dal primo bando Infratel (Abruzzo, Molise, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto) si azzera di fatto la distinzione inizialmente operata tra zone a 100 Megabit e zone a 30 Megabit. È quanto emerge dai dati Infratel relativi all’offerta tecnica sulla copertura da parte del concessionario vincitore del primo bando, illustrati oggi nel corso di un tavolo di coordinamento riunitosi presso il Mise con i rappresentanti delle sei Regioni. Sulla base dell’offerta di Open Fiber, che si è aggiudicata tutti e 5 i lotti del bando, sarà garantita una velocità di oltre 100 Megabit a più di 4 milioni di unità immobiliari (erano 1,5 milioni inizialmente previste) rispetto ai circa 4,6 milioni di unità immobiliari interessate dai lavori. Ma c’è di più: nelle aree di intervento definite dal bando facoltative (le cosiddette case sparse), che interessano 65 comuni per un totale di 609.752 unità immobiliari, la banda ultralarga arriverà per 1/3 a oltre 100 Mega e per 2/3 a 30 Mega; resteranno non coperte appena 30 mila unità immobiliari pari allo 0,66% del totale.

L’incontro odierno con i rappresentati delle sei Regioni coinvolte ha consentito di fare il punto sullo stato dell’arte dopo l’esito della gara e di definire le prossime azioni per rendere più celere possibile la fase dell’implementazione nel corso della quale gli enti locali giocano un ruolo molto importante al fine di evitare intoppi burocratici e organizzativi. Dopo l’accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza Stato Regioni e gli accordi di programmi con le singole Regioni, si stanno ora progressivamente firmando le convenzioni con i comuni e le province coinvolte dal bando che dovrebbero velocizzare i permessi per la realizzazione dei lavori.

Il Mise e le Regioni monitorano costantemente questa fase proprio per evitare che ci siano ritardi nella realizzazione dell’infrastruttura pubblica dando priorità a quei comuni virtuosi che sono pronti a facilitare la fase preparatoria dei lavori. In base al primo bando di gara del valore di 1,4 miliardi di euro, sono stati previsti 123 milioni per il Lotto 1 (Abruzzo e Molise), 232 milioni per il Lotto 2 (Emilia Romagna), 439 milioni per il Lotto 3 (Lombardia), 222 milioni per il Lotto 4 (Toscana) e 388 milioni per il Lotto 5 (Veneto). In questo modo la banda ultra larga arriverà in poco meno di 3.000 comuni italiani, coinvolgendo circa 6,5 milioni di cittadini, 3,5 milioni di unità immobiliari e oltre 500.000 sedi di imprese e pubbliche amministrazioni. La rete resterà di proprietà pubblica ma sarà data in concessione per 20 anni.

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