Il Capex delle telecomunicazioni è aumentato del 5% anno su anno nella prima metà del 2026, ma è troppo presto per salutare un ritorno agli investimenti per un’industria ancora in affanno. Le ultime rilevazioni di Dell’Oro Group misurano un semestre più forte del previsto dopo anni di investimenti in calo ma, come sottolineano gli stessi analisti, “il miglioramento della traiettoria a breve termine non cambia sostanzialmente la storia del Capex a lungo termine“.
Per Stefan Pongratz, vicepresidente di Dell’Oro Group, “Dopo i cicli di investimento in 5G e fibra, l’attenzione degli operatori si sta gradualmente spostando dalla copertura alla capacità, alla modernizzazione, all’automazione e all’efficienza. Allo stesso tempo, il miglioramento dei ricavi degli operatori sta aiutando a ridurre i rapporti di intensità del capitale. Ma gli investimenti di rete rimangono piatti”.
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Capex Tlc, fibra e 5G piatti, traina il cloud
Di conseguenza, nel report Telecom Capex di settembre 2026, Dell’Oro Group ha apportato solo revisioni trascurabili alle sue previsioni a lungo termine. Gli analisti prevedono che il capex delle telecomunicazioni in tutto il mondo crescerà da 0 a 1% tra il 2025 e il 2030, riflettendo un ambiente di investimento più maturo a seguito dei principali cicli di copertura 5G e fibra.
L’intensità del capitale, che ha raggiunto il picco del 18% nel 2022, dovrebbe scendere a circa il 14% nel 2028, prima di aumentare modestamente man mano che emergeranno i primi investimenti in 6G.
Inoltre – ed è questo il dato che descrive meglio l’andamento del mercato – i ricavi delle apparecchiature per le telecomunicazioni cresceranno di un Cagr dal 2 al 3% tra il 2025 e il 2030, superando i capex delle telco (o Csp): segno che la domanda che cresce è quella dei fornitori di cloud.
Il traino viene dagli operatori del cloud
In un’analisi parallela che Dell’Oro ha pubblicato sui ricavi degli apparati nel primo semestre, il mercato risulta al sesto trimestre consecutivo di crescita su base annua (+5%), dopo il più 4% del 2025 che aveva chiuso un ciclo di cali a due cifre tra il 2022 e il 2024. Ma la composizione della crescita è cambiata: gli operatori tradizionali restano di gran lunga i primi clienti, con oltre il 90% dei ricavi, ma sono i fornitori di cloud a generare il 55% della crescita del semestre, per via degli investimenti in intelligenza artificiale e data center che richiedono connettività potenziata.
I segmenti forti sono dunque il trasporto ottico, cresciuto a doppia cifra grazie alla domanda di collegamenti fra data center, e i router di fascia alta, mentre il Ran e il core mobile restano “relativamente piatti”.

Il dato “eccezionale” del primo semestre 2026
La crescita del 5% del capex telco nel primo semestre è il linea con i numeri del business delle apparecchiature per le telecomunicazioni: i ricavi aggregati dei produttori nei sei settori monitorati da Dell’Oro Group – Broadband Access, Microwave & Optical Transport, Mobile Core Network (Mcn), Radio Access Network (Ran) e High End Router & Aggregation – sono aumentati di circa il 5% su base anni su base annua nello stesso periodo.
Questa crescita oltre le previsioni è dovuta principalmente agli investimenti in fibra ottica; in particolare, i giganti americani del settore hanno concluso accordi multimiliardari. Verizon ha finalizzato l’acquisizione di Frontier Communications per 20 miliardi di dollari a gennaio, mentre AT&T ha registrato guadagni con l’acquisto, per 5,75 miliardi di dollari, della divisione fibra per consumatori di Lumen Technologies. Più recentemente, entrambe le società hanno stipulato accordi pluriennali con Corning per potenziare la propria offerta di fibra e cavo.
Al contrario la Cina sta andando peggio delle attese, perché la spesa per le infrastrutture si sta spostando dalle reti di telecomunicazione tradizionali al calcolo. I tre maggiori operatori cinesi puntano a far crescere del 40% il capex per il computing nel 2026, mentre quello per la connettività tradizionale è atteso in calo del 24%: gli investimenti vanno verso i server.
Le variabili in azione: AI e 6G
Verizon ha presentato l’accordo con Corning come un modo per soddisfare la crescente domanda di intelligenza artificiale. Ed è probabile che l’Ai abbia un impatto reale sulla spesa in conto capitale delle telecomunicazioni nel settore radio: Dell’Oro Group prevede che le reti di accesso radio basate sull’Ai (Ai-Ran) rappresenteranno un terzo del mercato Ran entro il 2029.
Anche il passaggio al 6G potrebbe fornire un valido supporto. Un separato studio di Dell’Oro Group prevede che i ricavi cumulativi delle reti Ran 6G supereranno i 100 miliardi di dollari entro il 2034, con una spesa in conto capitale globale per il wireless che raggiungerà i 500 miliardi di dollari.
Capex: perché la cassa non “si libera” così in fretta
Un’analisi di Ing Think di inizio anno aveva già sottolineato come il nodo strategico del 2026 ruoti attorno agli investimenti. Da tempo circola l’idea che, con la fibra in avvicinamento al traguardo in molti Paesi, i capex possano scendere e allargare il free cash flow, offrendo agli operatori un margine di manovra più ampio per remunerare gli azionisti e accelerare l’innovazione. L’analisi riconosce che questa lettura ha una base, ma la ridimensiona con due osservazioni che, prese insieme, spiegano la complessità della fase: collegare le aree residue è sempre più costoso, e soprattutto passare davanti a una casa non significa trasformarla automaticamente in cliente, perché la conversione dipende da prezzo, esperienza e necessità percepita.
A rendere più difficile una discesa lineare dei capex si aggiunge un secondo passaggio tecnologico che chiede risorse. Finora, in molte realtà, l’Ftth ha avuto priorità sugli investimenti in 5G Standalone, ma nel 2026 il 5G SA diventa più urgente, sia per abilitare nuovi servizi, sia per sostenere l’evoluzione della rete radio con aggiornamenti di antenne e, in alcuni casi, con l’aggiunta di siti. In questa logica si colloca una stima che mantiene il rapporto capex/ricavi nell’area del 20%, fotografando un settore chiamato a investire mentre cresce poco e, proprio per questo, deve eseguire con precisione.



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