Il carrier billing continua a generare volumi rilevanti nell’economia digitale europea, ma cambia il modo in cui le telco riescono a monetizzarlo. Nel 2025 i consumatori europei hanno acquistato beni e servizi per circa 14 miliardi di dollari attraverso sistemi di pagamento collegati alla fattura o al credito telefonico, secondo le nuove stime del Mobile Ecosystem Forum (MEF).
Il dato più significativo riguarda però la composizione di questo mercato. Dei 14 miliardi complessivi, 5 miliardi arrivano dal Direct Carrier Billing (DCB) e dai Premium SMS (PSMS), mentre 8,8 miliardi sono riconducibili a servizi aggiuntivi legati alle tariffe e ad abbonamenti venduti in bundle dagli operatori. È proprio quest’ultima componente ad aver accelerato maggiormente: negli ultimi sette anni i ricavi degli add-on in abbonamento e dei pacchetti sono aumentati a un ritmo doppio rispetto al DCB implementato direttamente dai merchant.
La fotografia anticipa alcuni dei dati del prossimo dataset MEF dedicato al mercato Payments & Commerce e segnala come il carrier billing stia progressivamente ampliando la propria funzione. Da strumento utilizzato soprattutto per pagare singoli contenuti digitali attraverso il conto telefonico, sta diventando anche un canale per distribuire e monetizzare servizi ricorrenti, con gli operatori impegnati direttamente nell’aggregazione delle offerte.
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Oltre il 10% dei ricavi digitali passa dal conto telefonico
Nel mercato complessivo dei pagamenti europei il peso del carrier billing resta contenuto. La situazione cambia restringendo l’analisi ai beni e ai servizi digitali. Secondo MEF, poco più del 10% dei ricavi generati in Europa nel 2025 da questa categoria di acquisti deriva da transazioni effettuate attraverso il carrier billing.
Una presenza particolarmente rilevante emerge nello streaming video, dove questa modalità è diventata il terzo sistema di pagamento per importanza, alle spalle delle carte e dei digital wallet.
Il meccanismo offre agli operatori un vantaggio legato alla relazione già esistente con il cliente. Nel Direct Carrier Billing il costo del servizio viene addebitato direttamente sulla fattura mobile oppure scalato dal credito disponibile sulla sim prepagata, evitando all’utente di inserire i dati di una carta o di utilizzare un conto bancario. Ai pagamenti puntuali si sono progressivamente affiancate formule in cui l’operatore integra nella propria offerta abbonamenti a piattaforme di streaming e altri contenuti o servizi.
È proprio su questo secondo modello che il mercato sta spostando una parte crescente del proprio valore. La fatturazione dell’operatore diventa così anche un’infrastruttura per distribuire servizi di terzi, aggregare offerte e costruire pacchetti destinati alla propria base clienti.
Per il DCB tradizionale aumenta la pressione competitiva
La crescita dei bundle convive però con una maggiore difficoltà del Direct Carrier Billing a guadagnare terreno nell’intero universo dei pagamenti online. Considerando tutti i beni e servizi acquistati via Internet, DCB e Premium SMS rappresentano meno dello 0,11% del volume complessivo delle transazioni dei consumatori europei.
Il confronto competitivo si è ampliato con la diffusione dei wallet digitali, dei pagamenti account-to-account, che consentono di trasferire il denaro direttamente tra conti bancari, e delle soluzioni Buy Now Pay Later. Per merchant e consumatori aumenta quindi il numero delle alternative disponibili.
A questa pressione si aggiungono, secondo il MEF, requisiti regolamentari più articolati e una maggiore attenzione dei merchant alle condizioni economiche e alle prestazioni tecniche dei sistemi di pagamento. Elementi che obbligano gli operatori e gli intermediari del DCB a migliorare l’esperienza di acquisto e a trovare ambiti nei quali le caratteristiche del pagamento attraverso la rete mobile continuino a offrire un vantaggio.
La sfida riguarda dunque la capacità di trasformare una relazione di billing già consolidata con milioni di clienti in una piattaforma utilizzabile per nuovi servizi.
App store, un equilibrio destinato a cambiare
Un altro fronte riguarda il commercio attraverso le applicazioni. Google Play e App Store hanno rappresentato negli anni uno dei principali canali di generazione dei ricavi del Direct Carrier Billing, consentendo agli utenti di acquistare applicazioni, contenuti e servizi digitali tramite il proprio operatore.
L’evoluzione dei modelli di distribuzione delle app potrebbe incidere su questo equilibrio. L’apertura a nuovi store, sistemi di pagamento e modalità di vendita crea una maggiore frammentazione del mercato, ma può contemporaneamente allargare gli spazi nei quali integrare direttamente il carrier billing.
Per gli operatori diventa quindi rilevante riuscire a inserirsi nei nuovi percorsi di acquisto digitali, mantenendo semplice l’esperienza per il cliente e ampliando le partnership con merchant e fornitori di contenuti.
Dal commercio fisico all’RCS, dove si cercano nuovi ricavi
Il settore sta già valutando diverse direttrici di espansione. Una riguarda l’estensione del carrier billing all’acquisto di beni e servizi fisici, andando oltre i contenuti che hanno rappresentato storicamente il suo principale terreno di applicazione.
Un secondo ambito è quello dei nuovi ecosistemi di distribuzione delle applicazioni e delle esperienze commerciali costruite direttamente all’interno delle app. Tra le opportunità indicate dal MEF compare anche il conversational commerce attraverso l’RCS, Rich Communication Services, tecnologia che permette di integrare nelle conversazioni funzionalità multimediali e interattive più evolute rispetto agli sms tradizionali.
Per le telco significa poter collegare comunicazione, relazione con il cliente e transazione nello stesso ambiente, utilizzando il canale mobile anche per accompagnare l’utente lungo il percorso di acquisto.
Resta inoltre centrale il modello degli abbonamenti. I dati sui 2025 mostrano che la componente subscription e bundling è già quella che produce la quota maggiore della spesa europea intermediata attraverso il carrier billing. Per i merchant, le formule ricorrenti possono inoltre favorire una maggiore continuità della relazione con il cliente rispetto alle transazioni una tantum.
Betti: “L’industria è a un punto di svolta”
“I dati mostrano che il carrier billing rimane una forza significativa nell’economia digitale europea, ma evidenziano anche un settore arrivato a un punto di svolta”, afferma Dario Betti, ceo del Mobile Ecosystem Forum.
Secondo Betti, il cambiamento è già visibile nella distribuzione dei ricavi: “La crescita più forte arriva ora dal bundling degli abbonamenti e dai servizi digitali gestiti dagli operatori. La sfida per il settore è creare la prossima ondata di opportunità, capace di estendere il carrier billing oltre i suoi tradizionali punti di forza e aprire nuove fonti di ricavo per operatori, merchant e fornitori tecnologici”.








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