L’Italia contribuisce con 531 milioni di euro di ricavi, pari al 18% del totale, ai risultati di Cellnex nei primi nove mesi del 2026. Il gruppo europeo delle infrastrutture per le telecomunicazioni porta il free cash flow a 474 milioni, più del doppio rispetto ai 186 milioni dello stesso periodo del 2025, grazie alla crescita organica, alla riduzione dei costi operativi e al calo degli investimenti per lo sviluppo.
Sul mercato italiano, l’Ebitda rettificato raggiunge 502 milioni di euro. Nel solo terzo trimestre i ricavi si attestano a 174 milioni e l’Ebitda rettificato a 165 milioni. La società gestisce nel Paese 22.878 torri e 51.404 punti di presenza, attraverso i quali ospita gli apparati degli operatori di telecomunicazioni.
“I risultati dei primi nove mesi riflettono la resilienza del nostro modello di business e il costante rafforzamento della nostra presenza nei principali mercati europei – afferma Federico Protto, presidente e ceo di Cellnex Italia – La solida crescita dei punti di presenza e il co-investimento in nuovi siti confermano la forza della nostra crescita organica e consolidano la posizione di Cellnex quale partner strategico di riferimento per gli operatori, supportandoli nello sviluppo di reti più dense, efficienti e pronte per il futuro”.
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I ricavi del gruppo superano i tre miliardi
A livello consolidato, i risultati gennaio-settembre 2026 registrano ricavi per 3,008 miliardi di euro, al netto delle componenti di costo riaddebitate ai clienti, indicate come pass-through. L’aumento è del 2,4% rispetto ai 2,937 miliardi dello stesso periodo del 2025. La crescita organica a perimetro omogeneo raggiunge il 4,9%, sostenuta dalla domanda dei clienti e dai meccanismi contrattuali di protezione dall’inflazione.
Le nuove ospitalità sulle infrastrutture esistenti e le attività build-to-suit, ossia la realizzazione di siti su richiesta degli operatori, generano 104 milioni di ricavi aggiuntivi. Il business delle torri resta la principale attività del gruppo, con 2,456 miliardi di ricavi e una crescita organica del 5,1%.
Il maggiore utilizzo delle infrastrutture emerge anche dal tenancy ratio, salito da 1,62 a 1,65, che esprime il numero medio di operatori ospitati per sito. I punti di presenza complessivi raggiungono quota 187.693.
Crescono anche le altre attività: i ricavi organici dei sistemi di antenne distribuite, delle small cell e dei servizi di rete di accesso radio aumentano del 5,2%. Fibra, connettività e servizi di housing avanzano dell’8%, mentre il broadcasting registra un incremento dello 0,9%.
Meno costi e investimenti, aumenta il free cash flow
Alla crescita commerciale si accompagna una riduzione delle spese. Cellnex taglia i costi operativi del 4,4% a perimetro omogeneo, per un risparmio di 22 milioni di euro, pur gestendo circa 2.900 torri aggiuntive. Il costo per torre scende così del 3,5%. Il confronto omogeneo esclude il contributo dell’Irlanda, dei data center francesi e delle attività di gestione e manutenzione in Spagna.
Il margine Ebitda rettificato sale all’84,8%, dall’83,1%, mentre quello dell’Ebitda dopo i canoni di locazione, indicato come EbitdaaL, raggiunge il 62,9%, dal 60,7%. Su base organica e a perimetro omogeneo, i due indicatori crescono rispettivamente del 6,5% e dell’8,9%. L’utile operativo aumenta da 353 a 410 milioni di euro.
Gli investimenti per lo sviluppo diminuiscono del 22%, a 860 milioni di euro, rispetto agli 1,114 miliardi dei primi nove mesi del 2025. Insieme alle efficienze e all’espansione delle attività, questa riduzione porta il free cash flow a 474 milioni, con un incremento di 288 milioni su base annua.
“Cellnex sta dimostrando di poter crescere impiegando meno capitale e gestendo il proprio portafoglio in modo più efficiente – sottolinea Marco Patuano, ceo di Cellnex – Stiamo convertendo la crescita organica in cassa, restituendo tale cassa agli azionisti e reinvestendo selettivamente laddove individuiamo opportunità contrattualizzate in grado di generare rendimenti interessanti nel lungo periodo”.
Il flusso di cassa ricorrente dopo gli oneri finanziari, il Recurring Leveraged Free Cash Flow, raggiunge 1,390 miliardi di euro, in crescita organica dell’11,2% a perimetro omogeneo. Il valore per azione aumenta del 18,3%, passando da 1,77 a 2,09 euro, sostenuto anche dai programmi di riacquisto di azioni proprie.
Un miliardo agli azionisti, migliora il rapporto di indebitamento
La maggiore generazione di cassa sostiene la remunerazione degli azionisti. Cellnex conferma per il 2026 un obiettivo di un miliardo di euro, suddiviso tra 500 milioni di dividendi, già interamente pagati, e 500 milioni di acquisti di azioni proprie. Al 30 settembre risultano erogati 924 milioni; restano 76 milioni nell’ambito del programma aggiuntivo di buyback annunciato a luglio.
Il debito finanziario netto si attesta a 21,044 miliardi di euro, rispetto ai 20,818 miliardi di fine 2025. La crescita dell’Ebitda consente comunque di ridurre il rapporto tra debito netto ed Ebitda rettificato da 6,28 a 6,13 volte. L’obiettivo per il 2027 resta compreso fra 5 e 6 volte.
La liquidità disponibile ammonta a circa 5 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi di cassa e 3,4 miliardi di linee di credito impegnate e inutilizzate. Il costo medio del debito rimane al 2,2%, con circa l’80% dell’esposizione a tasso fisso. Fitch conferma il rating a lungo termine “BBB-”, con prospettive stabili.
In Polonia più condivisione delle torri con Polkomtel
La selezione dei nuovi investimenti trova applicazione nell’accordo con Polkomtel in Polonia, dove Cellnex gestisce due portafogli di torri indipendenti e parzialmente sovrapposti. Il progetto combina nuove ospitalità, trasferimenti di antenne e dismissioni di siti per aumentare l’utilizzo delle infrastrutture e sostenere copertura, capacità e sviluppo del 5G, incluso il rinnovo della rete di accesso radio.
Sono previste circa 3.200 nuove co-locazioni entro il 2030, cui si aggiungono altre 2.000 già contrattualizzate per gli anni successivi. La razionalizzazione comprende circa 4.200 interventi di ricollocazione delle antenne e dismissione dei siti. Cellnex prevede di portare il tenancy ratio oltre quota 2 entro il 2035.
L’operazione richiede 500 milioni di euro di investimenti aggiuntivi fra il 2026 e il 2030. Il gruppo stima un tasso interno di rendimento del progetto, dopo le imposte e prima degli effetti della leva finanziaria, a doppia cifra e pari a circa due volte il costo del capitale.
«L’accordo in Polonia applica la medesima attenzione all’incremento del tenancy ratio sul nostro portafoglio esistente, combinando ulteriori co-locazioni con la razionalizzazione della rete. L’investimento aggiuntivo nel breve termine risponde a una chiara ambizione di lungo periodo, liberando un maggior valore dai nostri asset per cogliere rendimenti più elevati e garantire una più forte conversione in cassa», afferma Patuano.
Le previsioni per il 2026 e il 2027
Cellnex conferma per il 2026 ricavi al netto dei pass-through fra 4,075 e 4,175 miliardi di euro, un Ebitda rettificato fra 3,425 e 3,525 miliardi e un flusso di cassa ricorrente dopo gli oneri finanziari fra 1,9 e 2 miliardi. Il free cash flow atteso è compreso fra 600 e 700 milioni.
Per il 2027, le previsioni indicano ricavi fra 4,255 e 4,455 miliardi, Ebitda rettificato fra 3,605 e 3,805 miliardi e flusso di cassa ricorrente dopo gli oneri finanziari fra 1,945 e 2,145 miliardi. Il free cash flow a perimetro omogeneo resta previsto fra 975 milioni e 1,175 miliardi. Su quest’ultimo indicatore incideranno per 300 milioni gli investimenti in Polonia e l’accelerazione nella realizzazione dei siti già previsti dal programma Play.



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