Nel primo trimestre del 2026 Cellnex mette a segno ricavi pari a 984 milioni di euro, registrando una crescita organica pro forma del 4,7% su base annua, sostenuta dalla continua domanda di densificazione delle reti sull’intero perimetro del gruppo. L’Ebitda Adjusted è aumentato a 832 milioni, in crescita del 6,4% organico pro forma, mentre l’Ebitda after leases, l’EbitdaaL, è salito a 595 milioni, con un incremento del 7,2%. Il margine EbitdaaL è cresciuto al 60,5%, rispetto al 58,8% del primo trimestre 2025, grazie a nuove efficienze, alla gestione proattiva dei terreni e alla leva operativa.
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Patuano: “Cellnex ha superato il punto di flessione nella generazione di cassa”
Per Cellnex si tratta di “un solido avvio del 2026”, con una crescita organica coerente su tutte le principali metriche finanziarie core e un cambio di passo nella generazione di cassa. Il Recurring Levered Free Cash Flow ha raggiunto 378 milioni di euro, in aumento del 12,2% organico pro forma, mentre il Free Cash Flow è tornato positivo a 118 milioni, rispetto ai 66 milioni del primo trimestre 2025.
“Il Q1 2026 rafforza ulteriormente la prevedibilità del nostro profilo di utili e conferma che Cellnex ha superato il punto di flessione nella generazione di Free Cash Flow, attestando la robustezza del modello di business”, commenta Marco Patuano, ceo di Cellnex. L’accelerazione, sottolinea il manager, riflette disciplina operativa, espansione dei margini e una intensità di capex strutturalmente più bassa, mentre il gruppo continua a lavorare su ottimizzazione del portafoglio, rafforzamento della struttura patrimoniale e remunerazione disciplinata degli azionisti.
Cellnex conferma la guidance e spinge sull’allocazione del capitale
Nel corso del trimestre Cellnex ha portato avanti il proprio modello di allocazione del capitale. Il dividendo da 250 milioni di euro pagato a gennaio rappresenta la prima tranche della distribuzione complessiva da 500 milioni prevista per il 2026, con la seconda tranche, sempre da 250 milioni, in calendario il 15 luglio. Il programma di riacquisto di azioni proprie è avanzato in linea con il piano, con 60 milioni eseguiti nel primo trimestre e 260 milioni completati al 31 marzo sui 500 milioni annunciati.
L’ottimizzazione del portafoglio ha rafforzato la flessibilità finanziaria, con 373 milioni generati dalla cessione del business dei data center in Francia e 170 milioni dal fondo Div II. In parallelo, Cellnex ha affrontato le esigenze di rifinanziamento attraverso l’emissione di bond dual-tranche per 1,5 miliardi, estendendo le scadenze e fissando il costo del debito al 3,4%.
Al 31 marzo 2026 il gruppo ha riportato una liquidità pari a circa 6 miliardi di euro, composta da 3 miliardi di cassa e da altrettanti miliardi di linee di credito non utilizzate. Circa il 78% del debito lordo è indicizzato a tasso fisso, con un costo medio del debito del 2,1% e una scadenza media di 4,3 anni. Cellnex ha confermato anche la guidance finanziaria per il 2026 e il 2027, sostenuta da ricavi contrattualizzati a lungo termine, churn limitato, espansione dei margini e miglioramento della conversione in cassa.
Inwit, dividendo 2025 a 0,5543 euro per azione
Nel mercato italiano delle torri, intanto, l’assemblea degli azionisti di Inwit ha approvato il bilancio d’esercizio 2025, che evidenzia un utile netto pari a 362,6 milioni di euro, e ha preso atto del bilancio consolidato di gruppo, chiuso con un risultato netto di 360,8 milioni.
L’assemblea ha deliberato la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2025 pari a 0,5543 euro per azione, al lordo delle ritenute di legge applicabili, in crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente. La cedola sarà posta in pagamento dal 20 maggio 2026, con stacco il 18 maggio e record date il 19 maggio.
Inwit, via libera all’annullamento di 27,9 milioni di azioni proprie
In sede straordinaria, gli azionisti di Inwit hanno approvato l’annullamento di 27.895.167 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale, con la conseguente modifica dell’articolo 5 dello statuto sociale. Le deliberazioni avranno efficacia dalla data di iscrizione presso il Registro delle Imprese.
Il passaggio si inserisce in una strategia più ampia di attenzione alla remunerazione degli azionisti, in un settore in cui la prevedibilità dei flussi di cassa, la stabilità dei contratti di lungo periodo e la disciplina finanziaria restano elementi centrali per il mercato.
Favaro entra nel board, approvato il piano Lti 2026-2030
L’assemblea Inwit ha inoltre approvato la Relazione sulla politica di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti 2025, esprimendosi in senso favorevole anche sulla seconda sezione relativa ai compensi 2025. Via libera anche al Piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2030, riservato all’amministratore delegato e/o direttore generale, ai primi riporti, ai dirigenti con responsabilità strategiche, al direttore Internal Audit e ad altri ruoli chiave.
L’assemblea ha nominato Paolo Favaro consigliere di amministrazione fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027. Favaro era già stato nominato per cooptazione dal consiglio di amministrazione del 22 settembre 2025 e, sulla base delle informazioni disponibili alla società, non possiede azioni Inwit.
Intermonte: “La disputa Inwit è una controversia contrattuale tra privati”
Secondo gli analisti di Intermonte, Cellnex ha riportato risultati sostanzialmente in linea con il consensus su tutte le metriche. Sul consolidamento in Francia, la banca d’investimento sottolinea che il consorzio acquirente di Sfr è in trattative esclusive e che Cellnex, parte necessaria di qualsiasi riassetto dei Master Service Agreement, non siede ancora a un tavolo negoziale formale. Il management, secondo Intermonte, resta sereno ma ha ribadito che il processo sarà multi-anno e che il gruppo accetterà soltanto soluzioni in grado di preservare il pieno valore delle infrastrutture.
Sull’Italia, Intermonte ricorda che Patuano, reduce da una visita di tre giorni a Roma per confrontarsi con governo, regolatore e clienti, ha definito la disputa di Inwit con i propri anchor clients, Tim e Fastweb+Vodafone, una controversia contrattuale tra privati, senza implicazioni regolatorie per Cellnex e senza rischio di contagio sulla Francia. Il prossimo contratto in scadenza in Italia arriva nel 2030 e le interlocuzioni con WindTre procedono in modo costruttivo su spettro, permessi e investimenti futuri.
Torri tv, Rai Way ed Ei Towers verso il dossier decisivo
Nel comparto delle infrastrutture di trasmissione resta aperto anche il dossier sulla creazione di un operatore unico delle torri televisive. Rai, F2i e Mfe-MediaForEurope si sono impegnati a trovare un accordo entro il 15 giugno per integrare Rai Way ed Ei Towers in una società unica da circa 4.700 siti e oltre 500 milioni di euro di ricavi, mantenendo la quotazione in Borsa.
Il negoziato resta complesso. La Rai deve conservare per legge una partecipazione non inferiore al 30%, mentre restano da definire struttura azionaria, governance, debito e contratti di servizio. Secondo le ipotesi di Equita Group citate nell’articolo originario, l’operazione potrebbe includere un dividendo di 1,30 euro per azione per gli azionisti di Rai Way, seguito da un’aggregazione carta contro carta. Per Intermonte, la nuova entità potrebbe distribuire un dividendo straordinario, con circa 200 milioni alla Rai, 90 milioni a F2i e 60 milioni a Mfe, oltre a ulteriori 400 milioni per Mfe dalla monetizzazione della quota residua.






