Censis, il 90% dei giovani italiani è in Rete - CorCom

RAPPORTO ANNUALE

Censis, il 90% dei giovani italiani è in Rete

Dal Rapporto annuale emerge che il 75% degli under 30 è iscritto a Facebook e il 66% usa lo smartphone. Quasi la metà guarda la web tv e il 32% ascolta la radio da cellulare

06 Dic 2013

L.M.

Quasi tutti i giovani italiani sono connessi a Internet mentre solo una ridotta percentuale di anziani è utente della Rete. Nel 2013 tra gli under 30 la quota di utenti web arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani. Lo rileva il Censis nel suo 47esimo Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese per il 2013.

Il divario digitale tra le due fasce di età è sottolineato da una serie di altri dati. Il 75,6% dei giovani è iscritto a Facebook contro appena il 9,2% degli anziani, il 66,1% degli under 30 usa smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65. I giovani che guardano la web tv (il 49,4%) sono diciotto volte di più degli anziani (il 2,7%); il 32,5% dei primi ascolta la radio attraverso il cellulare, contro solo l’1,7% dei secondi; e mentre il 20,6% dei giovani ha già un tablet, solo il 2,3% degli anziani lo usa.

Connessi tradizionali, mobili e supermobili – Per quanto riguarda la connettività alla Rete, l’adsl è il tipo di connessione a Internet al momento più diffuso: la utilizza il 62,9% degli internauti. Il wifi cresce notevolmente (40,9%, tra i giovani il 46,7%) e la connessione mobile ha ormai raggiunto una quota significativa (23,5%). Chi ha fatto ingresso a passo spedito nell’era biomediatica impiega smartphone e tablet attraverso connessioni wifi o mobili. Ci sono i «connessi mobili» (l’8,1% degli internauti italiani), che si collegano per un periodo di tempo che arriva alle tre ore giornaliere, e i «supermobili», che fanno ricorso alla connessione mobile per oltre tre ore ogni giorno e quindi sono always on (11,5%).

Probabilmente a causa del costante notevole uso di Internet da parte delle giovani generazioni, più del 60% dei giovani fino a 29 anni che vivono in città chiedono “che la connessione sia gratuita e accessibile” grazie al wi-fi. A loro parere il wireless “dovrebbe essere garantito al pari dell’illuminazione pubblica”, mentre un altro 27% lo considera “utile ma limitatamente a determinati luoghi della città”.

Più semplificazione grazie alla Rete – La tecnologia applicata può essere anche fonte di forte semplificazione per chi vive nei centri urbani: grazie ai nuovi dispositivi, evidenzia il Censis, “sempre meno italiani debbono recarsi in un ufficio postale per operazioni elementari come il pagamento delle bollette, dato che ormai il 48% ha la domiciliazione bancaria delle utenze, un altro 9% si reca in una qualsiasi tabaccheria e il 5% opera online”.

Consumi mediatici: vince sempre la tv – Quanto alla fruizione di tv e dispositivi mobili, si confermano trend già indicati da numerose ricerche. La quasi totalità della popolazione guarda la tv, con un rafforzamento però del pubblico delle nuove televisioni: +8,7% di utenza complessiva per le tv satellitari rispetto al 2012, +3,1% la web tv, +4,3% la mobile tv.

Non solo tv ma anche radio: si conferma una larghissima diffusione di massa del mezzo (l’utenza complessiva corrisponde all’82,9% degli italiani), nonostante la riduzione dell’uso dell’autoradio dipendente dalla diminuzione del traffico automobilistico, mentre l’ascolto per mezzo dei telefoni cellulari risulta in forte crescita (+5,4%).

Smartphone in costante ascesa – L’uso dei cellulari continua ad aumentare (+4,5%), soprattutto grazie agli smartphone sempre connessi in rete (+12,2% in un solo anno), la cui utenza è ormai arrivata al 39,9% degli italiani (e al 66,1% dei giovani).

Gli utenti di internet, dopo il rapido incremento registrato negli ultimi anni, si assestano al 63,5% della popolazione (+1,4%). Al tempo stesso non si arresta la crisi della carta stampata: -2% i lettori dei quotidiani a pagamento, -4,6% la free press, -1,3% i settimanali. Stabili i quotidiani online (+0,5%), in crescita gli altri portali web di informazione, che contano l’1,3% di lettori in più rispetto allo scorso anno. Infine, si segnala una ripresa della lettura dei libri (+2,4%), dopo la grave flessione dello scorso anno, benché gli italiani che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno siano solo il 52,1% del totale. E gli e-book arrivano a un’utenza del 5,2% (+2,5%).

E intanto cresce la voglia di informarsi degli italiani: nel 2011 l’89,8% della popolazione dichiarava di avere consultato una qualche fonte di informazione nella settimana precedente la rilevazione, nel 2013 questa quota è salita al 95,4%. Lo strumento di informazione condiviso da quasi tutti è ancora il telegiornale, che raggiunge un’utenza pari all’86,4% degli italiani (erano l’80,9% nel 2011), così come registrano un incremento le tv all news (35,3%).

In ascesa il search – Nel web prende piede la consultazione dei motori di ricerca che operano anche da aggregatori di notizie, come Google (al 46,4% di utenza per informarsi nel 2013), così come salgono gli impieghi di Facebook (37,6%) e YouTube (25,9%). A un incremento delle app informative per smartphone e tablet (che praticamente raddoppiano l’utenza, attestandosi al 14,4%) e di Twitter (passato dal 2,5% al 6,3%) fa riscontro un calo dei siti web di informazione (scesi dal 29,5% al 22,6%), dei quotidiani online (dal 21,8% al 20%) e dei siti web dei telegiornali (dal 17,4% al 12,9%).

Gli strumenti preferiti dai giovani under 30 sono i telegiornali (ma la percentuale scende al 75%), seguiti da vicino da Facebook (71%), dai motori di ricerca sul web (65,2%) e da YouTube (52,7%). L’85,1% degli italiani crede che ognuno può trovare facilmente le notizie di cui ha bisogno. Il 70% ritiene che gli apparati dell’informazione tradizionale manipolano le notizie. Per il 56,7% chiunque sia testimone di un evento può fare informazione, ma per il 45% per fare informazione è necessario un apparato complesso e costoso per la raccolta e la verifica delle notizie. Nello stesso tempo, per il 44,5% è la stessa partecipazione degli utenti a garantire l’affidabilità delle notizie che circolano in internet, ma il 33,5% degli italiani ritiene non professionale, quindi inattendibile, l’informazione diffusa in rete, mentre il 36,1% considera il sistema dell’informazione tradizionale superato.

Internet sempre più usato per la risoluzione di problemi quotidiani – L’attività più frequente svolta dagli utenti di internet è la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi: il 68% degli internauti svolge questo genere di ricerche, che corrisponde al 43,2% della popolazione complessiva. Il 67,3% degli utenti del web si avvale dello stradario online (il 42,7% della popolazione italiana). E Internet è ormai uno strumento insostituibile nella risoluzione dei problemi di organizzazione della vita quotidiana: dallo svolgimento delle operazioni bancarie (il 48,6% degli internauti ne usufruisce, percentuale che corrisponde al 34,5% della popolazione, con un incremento del 5,2% nell’ultimo anno) alle pratiche burocratiche (il 22,7%, ovvero il 14,4% della popolazione, con un incremento annuo del 4,8%), alla prenotazione delle visite mediche (il 15,2%, cioè il 9,7% degli italiani). La rete serve anche per cercare lavoro per il 15,3% della popolazione, con un aumento del 5,3% nell’ultimo anno, e nel caso dei disoccupati la percentuale si impenna al 46,5%. Allo stesso tempo, è diffusa nella popolazione la convinzione che la privacy sia un elemento imprescindibile dell’identità personale: è pari al 96% la quota di italiani che dichiarano di considerare inviolabile il diritto alla riservatezza dei propri dati. Gli italiani sono convinti che sul web sia meglio non lasciare tracce (è l’opinione dell’83,6%) e temono che molti siti web estorcano i dati personali senza che gli utenti se ne accorgano (l’83,3%). Pur non rinunciando a fare shopping online, l’82,4% teme di esporsi al rischio di truffe il 76,8% è convinto che usare la carta di credito su internet sia rischioso.

Come cambia la comunicazione aziendale: dalla réclame alla web reputation. Per quanto riguarda la comunicazione aziendale un numero crescente di imprese, soprattutto di medio-grandi dimensioni, è oggi impegnato nella costruzione di un’immagine aziendale 2.0 che passi attraverso un’articolata presenza del brand sul web, l’interazione telematica con gli utenti-consumatori, la costruzione di una good reputation online. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a internet è entrato in contatto via web con un’azienda negli ultimi due mesi. Di questi, il 75,6% lo ha fatto per reperire informazioni prima di effettuare un acquisto, il 31,2% per localizzare i punti vendita più vicini, il 27,5% per trovare notizie di carattere generale sull’azienda, il 22% per fare confronti tra prodotti o tra aziende simili, il 19,6% per utilizzare al meglio i prodotti o servizi già acquistati, il 5,7% per inviare direttamente lamentele, il 5,3% per esprimere pareri e suggerimenti, il 4,4% per entrare in relazione con la community di persone che condividono gli stessi gusti.

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