Il 78% degli italiani riconosce che esiste un gap nelle competenze digitali e manifesta un bisogno di formazione, ma tra quelli con un livello di istruzione più basso solo uno su quattro accede a strumenti di formazione. E solo il 44% dichiara di sentirsi preparato all’intelligenza artificiale. Sono alcuni dei risultati del rapporto “Governare le competenze – il punto di vista degli italiani sulla formazione”, commissionato da Fastweb Digital Academy e realizzato da Youtrend in occasione del decimo anniversario della scuola per le competenze digitali di Fastweb + Vodafone. Lo studio è incentrato, appunto, sullo stato dell’alfabetizzazione digitale in Italia.
Indice degli argomenti
L’evento di Fastweb Digital Academy: chi ha partecipato
I risultati della ricerca sono stati illustrati da Lorenzo Pregliasco, Founding Partner di Youtrend, nel corso di una tavola rotonda, alla presenza dell’On. Walter Rizzetto, Presidente Commissione XI Lavoro Camera, dell’On. Chiara Tenerini, Commissione XI Lavoro Camera, del Dott. Pasquale Staropoli, Capo Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Dott. Paolo Vicchiarello, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Marco Bentivogli, Docente presso POLIMI Graduate school of Management e Fondatore di Base Italia e di Walter Renna, Amministratore delegato di Fastweb + Vodafone.
Cos’è Fastweb Digital Academy
A dieci anni dalla sua nascita Fastweb Digital Academy si conferma un punto di riferimento nazionale per la formazione e l’inclusione digitale. La scuola ha formato oltre 1 milione e 380 mila persone attraverso i suoi corsi gratuiti sulle competenze più richieste dal mercato. Negli anni il suo impatto è cresciuto esponenzialmente, solo nel 2025 la scuola ha generato un beneficio per il Paese di oltre 7 milioni di euro stimato sulla base di un modello di valutazione dell’impatto sociale. Da questa esperienza consolidata nasce il rapporto realizzato da Youtrend con l’obiettivo di contribuire a comprendere e affrontare la sfida delle competenze digitali in Italia.
La ricerca di Youtrend
Il bisogno di formazione
La formazione continua è percepita come una necessità. Il 78% degli italiani riconosce un gap formativo, evidenziando una spinta culturale verso il bisogno di formazione e l’apprendimento continuo. La formazione è vista principalmente come strumento per migliorare la qualità del lavoro quotidiano, ma anche come utile per cambiare settore o professione e per aumentare la propria retribuzione a parità di lavoro svolto.
Tra chi ha investito su se stesso seguendo almeno un corso nell’ultimo anno, la modalità preferita è l’online (55% degli intervistati), con un forte apprezzamento per la flessibilità oraria, a testimonianza della maggiore praticità dei contenuti fruiti digitalmente. Tuttavia, mentre il 70% dei laureati ha già intrapreso percorsi di formazione, la quota crolla al 24% tra chi possiede solo la licenza media. Un divario che diventa ancora più allarmante considerando che quasi la metà di questi ultimi non ha alcuna intenzione di formarsi, rischiando di perdere competitività nel mercato del lavoro. C’è inoltre un effetto “saturazione” sulle competenze di base: oltre il 76% del campione si sente preparato sulle competenze digitali fondamentali, motivo per cui l’interesse a formarsi in queste aree cala.
I trend di AI e Cybersecurity
Sulla formazione, la distanza più significativa riguarda l’Intelligenza Artificiale, dove solo il 44% degli intervistati dichiara di sentirsi preparato, a fronte del 45% che la indica come la competenza più rilevante per il lavoro e la più richiesta in termini di formazione. L’atteggiamento degli italiani verso questa tecnologia è diviso a metà tra chi teme l’impatto dell’IA sulla propria carriera e chi non è preoccupato degli impatti sul suo lavoro. Dall’analisi, emerge inoltre che chi si è già formato è significativamente più preoccupato degli impatti (54% contro il 41% di chi non si è formato), suggerendo che la maggiore consapevolezza sia il motore principale che spinge verso l’aggiornamento e l’adattamento ad un cambiamento percepito come reale e immediato.
La cybersicurezza è ritenuta la competenza più rilevante per il mercato del lavoro solo dal 26% degli italiani e attira appena il 19% di interesse formativo, evidenziando un significativo disallineamento con i principali report sul mercato del lavoro che indicano la cybersecurity tra le competenze chiave del 2030.
Il divario Pubblico vs Privato
A conferma di come il divario non sia solo tecnico, ma anche strutturale, due terzi degli intervistati (66%) percepiscono differenze significative tra settore pubblico e privato nelle competenze digitali richieste a parità di mansione. Questa percezione evidenzia la necessità di un approccio sempre più coordinato per garantire sempre più opportunità di crescita professionale.
La parola ai protagonisti
“Sulle competenze digitali abbiamo molti dati sull’offerta e pochi sulla domanda, cioè su come le persone percepiscono se stesse rispetto a ciò che il mercato chiede” ha sottolineato Lorenzo Pregliasco, Founding Partner di Youtrend. “La nostra ricerca indaga proprio l’autopercezione di quella fascia di popolazione più interessata dalla formazione, cioè chi ha tra i 18 e i 60 anni. Lo scarto tra questi due elementi mi pare l’informazione più utile per chi deve progettare politiche formative, perché dice dove la domanda c’è già e dove invece va costruita. Dalla ricerca emerge la consapevolezza dell’esistenza di un gap, ma anche una domanda di formazione distribuita in modo molto diseguale per titolo di studio e per area di competenza”.
“La collaborazione tra pubblico e privato nell’ambito digitale deve promuovere un utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, mettendo le persone al centro dell’innovazione e dei processi decisionali” ha dichiarato l’On. Walter Rizzetto, Presidente Commissione XI Lavoro Camera dei Deputati. “Per questo è fondamentale rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e sistema formativo, individuando i nuovi fabbisogni professionali e sviluppando percorsi di aggiornamento adeguati. L’obiettivo è accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro, affinché l’innovazione diventi un’opportunità di crescita professionale e non un fattore di esclusione o disuguaglianza”.
“Abbattere le barriere di accesso al digitale non significa solo portare reti di nuova generazione nel paese ma dare a tutti la possibilità di beneficiarne.” Ha affermato Walter Renna, CEO di Fastweb + Vodafone. “È l’idea da cui è nata la Digital Academy dieci anni fa e che ad oggi ha formato più di un milione e trecentomila persone, molte delle quali nella Pubblica Amministrazione. Dieci anni fa abbiamo iniziato a fare formazione sulle nuove professioni digitali, a diffondere competenze di base per l’uso di Internet e delle nuove piattaforme. Oggi la sfida è l’intelligenza artificiale. Mettere a disposizione strumenti e stimolare la domanda di formazione sono due aspetti chiave per rendere la trasformazione digitale inclusiva e alla portata di tutti”.



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