IL MINI-BILANCIO

Copyright, Cardani: “Non abbiamo imbavagliato nessuno”

Il presidente dell’Authority annuncia il primo mini-bilancio dall’entrata in vigore del nuovo regolamento che fra l’altro ha consentito all’Italia di uscire dalla blacklist americana sulla pirateria. Venti i casi già esaminati, di cui la maggior parte relativi all’uso di immagini e di audiovisivi

09 Mag 2014

Michele Azzola, Segretario nazionale Slc Cgil

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Tre casi relativi a opere musicali, 9 a fotografie, 2 a libri elettronici e 8 ad audiovisivi questo il primo mini-bilancio dall’entrata in vigore del nuovo regolamento Agcom sul copyright annunciato dal presidente dell’Authority Marcello Cardani. “Finora si sono verificati relativamente pochi casi – ha detto il presidente in occasione del convegno Internet 2.0: nuovi profili della regolazione – ma in numero sufficiente per testare il procedimento”. “In due casi – ha puntualizzato Cardani – abbiamo avuto quello che spereremmo sia il risultato abituale e cioè adeguamenti spontanei”.

Ma soprattutto Cardani ci ha tenuto a sottolineare che l’Authority non solo “non ha imbavagliato nessuno”, a grazie all’entrata in vigore del nuovo regolamento “l‘Italia dopo 25 anni è uscita dalla blacklist americana sulla pirateria“, la lista dell’Office of Us trade representative, che nel cosiddetto rapporto 301 elenca i Paesi con norme inadeguate in materia di copyright. “Con l’uscita da questo gruppo, ha proseguito il presidente si avranno effetti sul commercio e sull’interscambio con gli Stati Uniti”.

Sul regolamento pendono però alcuni ricorsi. Da ultimo, Sky ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, con un atto firmato dal noto costituzionalista Roberto Mastroianni. Sostiene che alla base del regolamento ci sarebbe un eccesso di delega, anticostituzionale, da parte del legislatore (il decreto Romani sull’audiovisivo) a favore di Agcom. Avevano già fatto ricorso (al Tar del Lazio) varie associazioni dei consumatori (Altroconsumo, Movimento di difesa del Cittadino), Assoprovider, l’associazione Nazionale Stampa Online, la Federazione dei media indipendenti (Femi) e l’Open media coalition.

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