Il campo Telco AI diventa il nuovo terreno di competizione per il comparto a livello globale. L’ultimo report di Omdia, “Telcos’ Strategic Investments in AI Infrastructure”, traccia il profilo di una trasformazione accelerata dal boom della domanda di capacità di calcolo e dai crescenti requisiti di sovranità digitale che spingono governi e istituzioni a favorire ecosistemi locali. Il risultato è un cambio di passo: i gestori ampliano la propria impronta nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale e cercano di occupare spazi che, fino a poco tempo fa, sembravano riservati ai grandi hyperscaler. In Europa, iniziative come le Gigafactory digitali aprono scenari nuovi e invitano gli operatori a uscire dal perimetro tradizionale della connettività, assumendo un ruolo di guida in programmi nazionali e sovranazionali.
Secondo Omdia, la monetizzazione Telco AI comincia a emergere. In Corea del Sud, il data center vale già il 4% del fatturato di Skt e la società punta a raggiungere 1 trilione di won entro il 2030. Anche Ooredoo accelera: la componente infrastrutturale digitale dovrebbe passare dal 3% dei ricavi del 2025 al 12% nel 2030. L’analisi dello scenario globale mostra investimenti consistenti in cloud, data center, Gpu as a Service e AI Ran, con impegni pluriennali sulle spese in conto capitale. La tendenza è confermata anche da altre analisi di mercato. Secondo le valutazioni più recenti, citate da TelecomTechNews, gli operatori europei, statunitensi e asiatici stanno aumentando in modo deciso gli investimenti in sistemi ad alte prestazioni per rispondere alla crescita del traffico generato da applicazioni avanzate di intelligenza artificiale.
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Telco AI: l’evoluzione dei modelli industriali
Gli operatori non adottano un unico schema. La scelta varia in base alla strategia, alla tolleranza al rischio e alla maturità dei singoli mercati. Alcuni gruppi creano società dedicate per separare l’infrastruttura dalle attività tradizionali. È il caso di Stc, che con Center3 concentra data center, submarine cable e cloud in un’unica piattaforma, e di Iliad, che affida a Scaleway lo sviluppo delle infrastrutture ad alte prestazioni, comprese quelle ottimizzate per i carichi di lavoro legati all’AI. Altri operatori privilegiano partnership e joint venture, come SingTel con il suo progetto internazionale per costruire cluster di calcolo dedicati ai clienti enterprise e governativi.
Per realtà come Skt, SoftBank e la stessa Ooredoo, l’investimento nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale si inserisce in una revisione complessiva del modello di business. Gli operatori cercano nuove fonti di crescita in mercati saturi, riducono l’esposizione verso la connettività tradizionale e destinano una parte crescente del capitale alla creazione di asset digitali scalabili. L’evoluzione non è solo tecnologica, ma anche finanziaria: la riallocazione della spesa in conto capitale diventa uno strumento per preparare la rete agli sviluppi futuri e, al tempo stesso, per partecipare alla catena del valore emergente.
Le nuove opportunità abilitate dalla sovranità digitale
La combinazione di crescita del traffico e sovranità digitale genera un contesto particolarmente favorevole. Per gli analisti, la necessità di mantenere localmente i dati sensibili e garantire trasparenza nelle catene di approvvigionamento apre spazio a player radicati nei mercati nazionali. Gli operatori di telecomunicazioni possiedono infrastrutture diffuse, capacità di gestione di ambienti mission-critical e relazioni consolidate con governi e grandi imprese. Un mix che, secondo Omdia, consente loro di diventare protagonisti nella realizzazione di infrastrutture dedicate all’ai.
I progetti europei e mediorientali lo confermano. La crescita dei data center regionali, la progettazione di cluster Gpu controllati localmente e lo sviluppo di piattaforme cloud sovrane segnano un cambio nei rapporti di forza. Le gigafactory digitali europee, menzionate nel report, rappresentano un esempio della volontà di creare un network industriale autonomo, capace di sostenere la crescita dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale con risorse interne al continente.
Le parole degli analisti e le prospettive a breve
In questo scenario, il ruolo dei gestori acquisisce un valore inedito. Come osserva Julia Schindler, Principal Analyst di Omdia: “L’infrastruttura per l’intelligenza artificiale è diventata una scommessa strategica per le telco. La crescita rapida del traffico, insieme alle iniziative nazionali per la sovranità digitale, crea un’opportunità unica che sempre più operatori vorranno cogliere”.
Secondo gli esperti citati da TelecomTechNews, l’impatto dei modelli generativi e delle applicazioni edge aumenta ulteriormente la pressione sugli operatori, chiamati a offrire piattaforme in grado di garantire prestazioni elevate e costi prevedibili. Gli investimenti nelle architetture di rete per l’AI, compresa la trasformazione della Ran, segnalano che la direzione è tracciata. La centralità delle reti di accesso nell’elaborazione distribuita richiede nuove infrastrutture, maggiore efficienza energetica e soluzioni di orchestrazione intelligenti.
La traiettoria di crescita appare dunque definita. Gli operatori cercano un equilibrio tra rischio e ritorni, sperimentano modelli industriali inediti e ampliano la presenza lungo la filiera dell’intelligenza artificiale. Le prospettive indicano che la competizione con gli hyperscaler cambierà natura, con un approccio più orientato alla cooperazione in alcuni segmenti e alla specializzazione in altri. Il punto di contatto resta la necessità di rispondere, in tempi rapidi, a una domanda che continua ad aumentare e che determina nuove priorità di investimento.












