Delleani: "IoT e Cloud per le Pmi, così Olivetti punta al rilancio" - CorCom

Delleani: “IoT e Cloud per le Pmi, così Olivetti punta al rilancio”

L’Ad dell’azienda di Ivrea spiega le prospettive di crescita legate alla fusione con Tids: “Vogliamo diventare leader nei servizi evoluti per le piccole e medie imprese perché la digitalizzazione del Paese deve partire da lì”

05 Giu 2015

Federica Meta

Rilanciare Olivetti e farla diventare un “gioiello” nel mercato dei servizi evoluti. A questo mira il piano di fusione tra Telecom Italia Digital Solutions (Tids) e l’azienda di Ivrea per il quale Telecom Italia ha messo sul piatto 60 milioni di euro. Si punta a una radicale trasformazione dell’azienda che sarà un asset fondamentale del prossimo “polo unico” in pancia a TI che presidierà l’innovazione nel digitale e i verticals di interesse strategico. “Olivetti e Tids rappresentano già, per il Gruppo Telecom Italia, i principali poli di presidio in ambito Ict. Sul segmento Business – spiega a CorCom Riccardo Delleani, Ad di Olivetti – Olivetti presidia la realizzazione di soluzioni hardware specializzate e sta operando un progressivo riposizionamento nell’ambito delle soluzioni digitali integrate. Tids si focalizza sulla parte alta della catena del valore promuovendo la realizzazione e lo sviluppo di soluzioni PaaS, Cloud per Pmi, M2M e IoT.
Una delle aziende “storiche” dell’innovazione made in Italy cambia pelle. Non si snatura la sua peculiarità?
Se non cambiassimo rotta all’interno di un mercato, quello digitale, che si sta rapidamente trasformando, rischieremmo di affogare. Invece nel nuovo scenario, dove si sta passando velocemente da logiche di prodotto a logiche di servizio, la combinazione tra Olivetti e Tids è determinante. E poi la natura di Olivetti non è mai stata ancorata a un unico approccio. L’operazione è l’ultima di una lunga serie di innovazioni di cui l’azienda è stata protagonista e che l’ha progressivamente portata ad abbandonare il mondo della manifattura – Olivetti non produce e non assembla più – per quello dell’ingegnerizzazione. E questo know how unito alle competenze di piattaforma di Tids crea un soggetto unico per conquistare i settori della “Digital Life”
Telecom ci mette 60 milioni. Dove e come verranno investiti?
Olivetti al momento ha sette linee di business che, onestamente, sono troppe. L’intenzione è quella di focalizzare attenzione e risorse in particolar modo alla linea Office, al Retail e ai servizi di Advanced Caring.
Perché queste linee di business e non i tablet o i device?
Perché in quelle tre linee che Olivetti dà il suo massimo e perché sono quelle dalle quali ci aspettiamo sviluppo e crescita. Prendiamo, ad esempio, l’Office: qui l’azienda è leader nell’Mps (managed print services), ossia nelle stampanti evolute per il mercato Enterprise, che abbiamo intenzione di “calibrare” a misura di Pmi per sostenerne la digitalizzazione. Si pensi ad esempio alla possibilità che quelle stampanti, non limitandosi a stampare, siano un terminale “connesso” all’interno di un’impresa. È un modo per innovare le Pmi – tipicamente quelle che hanno più difficoltà a digitalizzare – tramite la dematerializzazione dei processi interni.
Olivetti è forte nel Retail. C’è una leadership indiscussa nel settore dei registratori di cassa…
Olivetti ha una bella storia lì e crediamo che possa diventare ancora più interessante alla luce della delega fiscale che prevede lo scontrino digitale da gennaio 2017. Si tratta di una scadenza che, oltre a garantire un controllo fiscale più efficace e capillare, potrà fare da traino al processo di digitalizzazione del Paese, partendo da Pmi e piccole imprese.
In che senso?
Nella nostra filosofia, per un’impresa commerciale, avere un registratore di cassa digitale non significa solo gestire gli incassi ed emettere lo scontrino fiscale, ma possedere uno strumento in grado di collegare le attività offline con quelle online nell’ottica di affinare la customer experience. Mi spiego: immagino il registratore come una sorta di hub che connette cose, che sfrutta le potenzialità del cloud e, più in generale, abilita l’innovazione laddove è più difficile farlo ovvero nelle piccole e medie imprese. Ma non c’è solo l’Italia: abbiamo recentemente arricchito la partnership in Turchia – lì siamo leader da 30 anni nel settore dei registratori di cassa – con Panaroma Bilişim Teknolojileri (Pbt) per la distribuzione di macchine Olivetti PBT990.
Qual è la particolarità di queste macchine?
Possono supportare applicazioni a valore aggiunto permettendo ai commercianti, attraverso l’uso di diverse applicazioni, di incrementare gli introiti e di avviare campagne di fidelizzazione. Inoltre, trattandosi di un dispositivo compliant con applicazioni di gestione elettronica documentale, Olivetti PBT990 può essere integrato con applicazioni di settore, quali farmacia, retail e parcheggi.
Niente tablet nel futuro dell’azienda. È del tutto svanito il sogno di Adriano Olivetti di fare dell’azienda di Ivrea un gioiello dell’informatica?
Non è svanito un sogno, ma è cambiato con l’evoluzione del mercato. Come dicevo, la sfida è vincere sul fronte servizi evoluti. Per quanto riguarda la produzione di tablet e altri device abbiamo deciso di uscire perché oramai il mercato è presidiato da produttori globali – Apple e Samsung, tanto per dirne due – che investono miliardi di dollari nella ricerca e nello sviluppo. In questo scenario Olivetti avrebbe un ruolo marginale, se non addirittura confinato nel segmento di prodotti di seconda scelta, a cui francamente non abbiamo alcuna intenzione di associare il nostro brand.
Olivetti ha investito anche nel mercato dei terminali – quelli da gioco o a quelli per i tabaccai – ma anche nel banking e postal. Quale futuro per queste realtà?
In entrambi i casi dovremo gradualmente supportare un passaggio che è ineluttabile e che porterà i clienti a un processo di dematerializzazione; pertanto, l’impegno è quello di orientare la nostra attività dai prodotti ai servizi. Manterremo naturalmente le core competence di ingegneria e la proprietà intellettuale.
La R&S è il fiore all’occhiello di Olivetti. La fusione con Tids che effetti avrà?
Di grande sinergia. Porteremo la nostra linea di business Solutions e Services dentro Tids e con essa tutte le soluzioni sviluppate in questi anni, a cominciare dalla grafometrica che, fra l’altro, Forrester Research cita come soluzione di firma elettronica avanzata a livello europeo.
Il governo ha varato due piani strategici per lo switch off del Paese: il piano banda ultralarga e il Crescita digitale. Come può contribuire un’azienda come Olivetti?
La fusione con Tids risponde proprio a questa domanda. Perché Telecom Italia, player di riferimento per lo sviluppo delle reti, è stata tra le prime aziende a capire che per fare la rivoluzione digitale non bastano solo le infrastrutture ma servono servizi avanzati e allo stesso tempo di facile uso. Ecco, il ruolo di Olivetti “dentro” Telecom Italia si focalizzerà su questo, permettendo al Gruppo di rispondere sia alla necessità di banda ultralarga sia a quella di servizi avanzati.