Cambiare operatore direttamente dallo smartphone, attivare un piano dati quando si arriva all’estero o collegare un’auto e uno smartwatch alla rete mobile con pochi passaggi. Sono alcune delle possibilità offerte dalla eSIM, la tecnologia che trasferisce nel dispositivo le funzioni della tradizionale scheda telefonica e consente di gestire la connettività da remoto.
La sua diffusione sta accelerando insieme alla crescita del 5G, dell’Internet of Things e dei servizi digitali per la mobilità. Secondo le stime di Fortune Business Insights, il mercato globale delle eSIM passerà da 1,76 miliardi di dollari nel 2025 a 2,12 miliardi nel 2026, fino a raggiungere 7,62 miliardi nel 2034. Il tasso medio annuo di crescita previsto per il periodo 2026-2034 è del 17,3%.
Smartphone, auto connesse, dispositivi indossabili, elettrodomestici intelligenti e macchinari industriali stanno ampliando il campo di applicazione. Per gli operatori di telecomunicazioni, questa evoluzione apre nuove opportunità nei servizi digitali e nella connettività internazionale, ma richiede anche di ripensare l’attivazione delle offerte, la gestione dei profili e il rapporto con i clienti.
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Dalla scheda fisica alla gestione da remoto
La eSIM consente di scaricare, attivare, cambiare o cancellare il profilo di un operatore senza sostituire materialmente la scheda inserita nel dispositivo. La configurazione avviene da remoto attraverso procedure over-the-air, rendendo più semplice il passaggio tra diversi fornitori e permettendo di conservare più profili sullo stesso terminale.
Per i produttori, la tecnologia permette di recuperare spazio all’interno degli apparecchi e di ridurre i componenti fisici. Per gli utenti offre maggiore flessibilità, soprattutto durante i viaggi internazionali o nell’utilizzo di dispositivi collegati a più reti. La riduzione della produzione e della distribuzione delle tradizionali tessere in plastica aggiunge anche un beneficio sul piano ambientale.
La crescita riguarda ormai un perimetro molto più ampio degli smartphone. Macchinari industriali, sensori, dispositivi indossabili, elettrodomestici intelligenti, sistemi di localizzazione e veicoli possono essere connessi e amministrati da remoto. La eSIM diventa così una componente abilitante dell’Internet of Things e dei modelli produttivi legati a Industry 4.0.
Il 5G amplia il campo di applicazione
L’integrazione con le reti di quinta generazione rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo. La maggiore velocità, la bassa latenza e la capacità di gestire un elevato numero di connessioni rendono il 5G particolarmente adatto alle comunicazioni machine-to-machine e agli impieghi industriali.
L’abbinamento tra 5G ed eSIM permette di digitalizzare l’intero percorso di attivazione e gestione della connettività, aprendo la strada a processi automatizzati, analisi dei dati e configurazioni dinamiche dei dispositivi.
Il fenomeno è già visibile anche negli smartphone. Secondo dati GSMA Intelligence riportati nell’analisi, tra i 60 modelli compatibili con la tecnologia integrata lanciati nel 2021, oltre la metà supportava il 5G. Samsung e Apple avevano presentato rispettivamente 19 e 15 varianti.
La convergenza riguarda inoltre il 5G Standalone, basato su un’architettura interamente di nuova generazione. Per gli operatori, la combinazione può facilitare la distribuzione di offerte differenziate e la gestione automatizzata dei clienti.
Gli MVNO spingono la connettività internazionale
Un altro fattore di crescita è rappresentato dagli operatori mobili virtuali. La possibilità di installare più profili e scegliere da remoto un fornitore disponibile nel Paese di destinazione rende la eSIM particolarmente adatta ai servizi internazionali.
Gli utenti possono acquistare un piano locale o regionale direttamente dal proprio dispositivo, riducendo il ricorso alle tradizionali tariffe di roaming. Secondo i dati di GSMA Intelligence citati da Fortune Business Insights, già nel dicembre 2021 più di 230 MVNO offrivano servizi basati su questa tecnologia.
Il cambiamento modifica gli equilibri del settore. Da una parte, può ridimensionare una quota dei ricavi tradizionalmente associati al roaming internazionale; dall’altra, offre agli operatori virtuali la possibilità di proporre una connettività globale attraverso piani attivabili digitalmente.
La semplificazione dell’attivazione abbassa le barriere all’ingresso e aumenta la concorrenza sui servizi destinati a viaggiatori, imprese e dispositivi mobili utilizzati su scala internazionale.
Auto connesse e wearable trainano la domanda
Nel 2026 le auto connesse dovrebbero rappresentare la principale applicazione, con una quota del 23,87%. La tecnologia permette ai veicoli di accedere alle reti di più operatori e di selezionare un fornitore locale quando attraversano confini nazionali. La connettività diventa una componente strutturale dell’automobile, necessaria per i servizi telematici, i sistemi di emergenza, l’infotainment e le funzioni digitali dedicate a conducente e passeggeri.
I dispositivi indossabili dovrebbero registrare il tasso di crescita più elevato tra le applicazioni. Smartwatch, visori per la realtà aumentata e virtuale, sistemi per il monitoraggio sanitario, rilevatori di caduta e localizzatori destinati a bambini o animali domestici ampliano progressivamente la platea degli oggetti collegati alle reti cellulari.
Nella classificazione per settore industriale, l’elettronica di consumo dovrebbe raggiungere nel 2026 la quota più alta, pari al 24,63%. La crescita sarà favorita dall’aumento degli smartphone privi di alloggiamento per la Sim tradizionale e dal miglioramento delle procedure digitali di onboarding e attivazione.
Nord America in testa, Asia-Pacifico più dinamica
Il Nord America mantiene la leadership in termini di fatturato. La regione valeva 630 milioni di dollari nel 2025, pari al 35,7% del totale mondiale, e dovrebbe salire a 750 milioni nel 2026. La presenza di produttori come Apple, Alphabet e Samsung e l’ampia disponibilità di terminali compatibili alimentano la domanda.
L’Europa rappresentava nel 2025 il 30,8% del valore globale, con 540 milioni di dollari, destinati a diventare 650 milioni nel 2026. Il quadro regolatorio in materia di telecomunicazioni, protezione dei dati e servizi digitali favorisce implementazioni sicure e standardizzate su scala transfrontaliera. Regno Unito e Germania dovrebbero raggiungere nel 2026 rispettivamente 150 e 165 milioni di dollari.
L’Asia-Pacifico, pur partendo da 280 milioni nel 2025, dovrebbe registrare il tasso di crescita più elevato durante il periodo di previsione. Nel 2026 il valore regionale è stimato in 350 milioni, sostenuto dalla digitalizzazione di Paesi come India, Corea del Sud e Giappone e dalla crescente diffusione degli smartphone. Per lo stesso anno, Fortune Business Insights prevede 94 milioni di dollari per la Cina, 82 milioni per l’India e 49 milioni per il Giappone.
America Latina, Medio Oriente e Africa completano lo scenario. Nel 2025 l’America Latina valeva 190 milioni di dollari, pari al 10,5% della domanda globale, mentre Medio Oriente e Africa si attestavano a 130 milioni. Nel 2026 le due aree dovrebbero raggiungere rispettivamente 220 e 160 milioni.
La conoscenza della tecnologia resta il principale ostacolo
Il potenziale di espansione si confronta con una consapevolezza ancora limitata tra i consumatori. Secondo un rapporto di Giesecke+Devrient ripreso dallo studio, in alcuni dei principali Paesi soltanto il 20% degli utenti conosce la tecnologia e le sue modalità di utilizzo. In Canada, pur essendo uno dei mercati che l’hanno adottata più rapidamente, la quota rilevata era pari al 12%.
Questa distanza tra disponibilità tecnologica e conoscenza da parte del pubblico può rallentare l’adozione su larga scala. Un ruolo decisivo spetterà quindi agli operatori e ai produttori di dispositivi, attraverso procedure di attivazione più immediate, informazioni trasparenti e una maggiore interoperabilità.







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