Ofcom interviene sulle politiche commerciali di Openreach e blocca uno degli sconti messi a punto dall’operatore wholesale controllato da BT per accelerare la migrazione dei clienti sulla fibra. Al centro della decisione c’è l’offerta “Incremental New to Openreach”, che avrebbe riconosciuto agli Internet service provider una riduzione mensile fino a 9,50 sterline per cliente per un massimo di 30 mesi sulle nuove attivazioni FTTP eccedenti i normali volumi di acquisizione.
Ofcom ritiene che il meccanismo possa ostacolare lo sviluppo della concorrenza tra infrastrutture, mettendo in difficoltà gli operatori alternativi impegnati nella costruzione di proprie reti in fibra. Le altre offerte commerciali presentate da Openreach potranno invece proseguire.
“Confermiamo il nostro intervento per imporre a Openreach di ritirare l’offerta ‘Incremental New to Openreach’, poiché le condizioni economiche non sono eque e ragionevoli e potrebbero danneggiare lo sviluppo della concorrenza tra reti”, afferma Ofcom nella decisione sulle offerte commerciali di Openreach.
Secondo l’Authority, lo sconto previsto “potrebbe comportare che altri operatori ragionevolmente efficienti non siano in grado di eguagliarlo riuscendo allo stesso tempo a recuperare i propri costi”.
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Lo sconto fino a 9,50 sterline per 30 mesi
L’offerta era stata concepita per incentivare gli operatori retail a portare nuovi clienti sulla rete FTTP di Openreach. Il meccanismo prevedeva uno sconto mensile fino a 9,50 sterline per ciascun nuovo utente, applicabile per un periodo massimo di 30 mesi, a condizione che il numero di attivazioni superasse il livello normalmente raggiunto dal singolo provider.
La questione non riguarda quindi un taglio generalizzato dei prezzi wholesale, ma un incentivo condizionato alla crescita dei volumi. È proprio questa caratteristica ad aver attirato l’attenzione di Ofcom.
Openreach dispone infatti di un significativo potere di mercato e, nell’ambito del nuovo quadro regolatorio britannico, è tenuta a notificare preventivamente determinate offerte commerciali affinché l’Authority possa valutarne l’impatto sulla concorrenza.
Già a luglio Ofcom aveva manifestato dubbi sulla proposta, sostenendo che una politica di sconti particolarmente aggressiva e rivolta soltanto ad alcune categorie di clienti avrebbe potuto indebolire la sostenibilità economica degli operatori concorrenti.
L’Authority aveva avvertito Openreach che la propria posizione sul mercato non avrebbe dovuto essere utilizzata per “spingere altre reti fuori dal mercato”.
Il regolatore aveva quindi avviato una consultazione prima di arrivare, il 28 settembre, alla decisione definitiva di imporre il ritiro dell’offerta.
Il nuovo quadro regolatorio della fibra britannica
L’intervento si inserisce nel nuovo ciclo di regolamentazione definito dalla Telecoms Access Review 2026-31, il quadro attraverso il quale Ofcom disciplina i mercati britannici delle telecomunicazioni fisse nel periodo compreso tra aprile 2026 e marzo 2031.
L’obiettivo dichiarato è creare condizioni che consentano di proseguire gli investimenti nelle reti gigabit mantenendo al tempo stesso una concorrenza infrastrutturale sostenibile.
Negli ultimi anni il mercato britannico si è infatti trasformato con la crescita delle cosiddette altnet, gli operatori alternativi che hanno costruito proprie infrastrutture FTTP in concorrenza con Openreach.
La regolamentazione deve quindi affrontare un equilibrio delicato: consentire all’incumbent di competere sui prezzi e aumentare l’utilizzo della propria rete evitando che politiche commerciali difficilmente replicabili riducano gli incentivi a investire dei nuovi entranti.
Openreach difende l’offerta
Openreach contesta però l’interpretazione secondo cui il piano avrebbe danneggiato la concorrenza.
James Lowther, managing director commercial dell’azienda, ha spiegato che Openreach aveva “presentato questa offerta in buona fede”.
“Continuiamo a ritenere che l’offerta avrebbe portato benefici ai clienti e alla concorrenza, ma esamineremo attentamente la decisione e continueremo a confrontarci in modo costruttivo con Ofcom e con i nostri clienti”, afferma Lowther.
Il gruppo procederà invece con gli altri programmi commerciali che non sono stati bloccati dall’Authority.
“Lanceremo le nostre altre offerte e continueremo a competere in modo corretto, compresa la nostra offerta FTTP nelle aree coperte da VMO2 e un’offerta Ethernet per le imprese. Continueremo a investire nell’infrastruttura digitale del Regno Unito, sostenendo la crescita in ogni area del Paese e aiutando i nostri clienti a servire famiglie e aziende”, aggiunge Lowther.
Nexfibre: “Il regolatore dovrebbe andare oltre”
La decisione ha raccolto reazioni differenti nel mercato britannico della banda ultralarga.
Nexfibre, joint venture controllata da InfraVia insieme agli azionisti di Virgin Media O2, Liberty Global e Telefónica, considera l’intervento un “passo positivo” per la concorrenza, ma chiede a Ofcom di intervenire con maggiore decisione.
“La tattica di Openreach di introdurre progressivamente modifiche ai prezzi attraverso offerte speciali deve finire, in una fase in cui la concorrenza è ancora agli inizi. Garantire agli operatori alternativi gli incentivi per investire, crescere e raggiungere una scala adeguata sarà essenziale per creare una concorrenza credibile e sostenibile”, afferma un portavoce di Nexfibre.
La società è a sua volta impegnata in un processo di consolidamento del mercato britannico: la proposta di acquisizione di Netomnia per circa 2 miliardi di sterline è attualmente sottoposta all’esame della Competition and Markets Authority.
Il nodo degli effetti sui prezzi finali
Anche Broadband Genie, sito britannico di comparazione delle offerte broadband, ha accolto positivamente la scelta dell’Authority perché riduce, a suo giudizio, il rischio che gli operatori alternativi vengano progressivamente espulsi dal mercato.
“I consumatori dipendono da una reale possibilità di scelta. I provider indipendenti che operano al di fuori della rete Openreach sono spesso in prima linea su velocità, prezzi e servizio clienti rispetto agli operatori più conosciuti”, afferma Alex Tofts, strategist di Broadband Genie.
Lo stesso Tofts invita però a considerare anche un possibile effetto collaterale dell’intervento regolatorio.
“La sfida principale ora consiste nell’assicurare che questo intervento non finisca involontariamente per far aumentare le bollette in un momento di forte pressione sul costo della vita. La storia dimostra che gli interventi di Ofcom possono facilmente produrre conseguenze opposte a quelle desiderate per gli stessi clienti che intendono proteggere”.
La partita tra prezzi wholesale e investimenti nelle reti
Il caso Openreach mette così al centro una delle questioni più delicate della transizione verso la fibra nel Regno Unito: quanto margine debba avere l’operatore dominante per utilizzare il prezzo come leva competitiva senza compromettere la sostenibilità degli investimenti degli altri operatori infrastrutturali.
Per Openreach gli incentivi commerciali possono favorire la migrazione verso l’FTTP e aumentare l’utilizzo di reti già realizzate. Per gli operatori alternativi, sconti difficili da replicare rischiano invece di ridurre la base di clienti necessaria per recuperare gli investimenti effettuati nella posa della fibra.
La scelta di Ofcom indica la direzione del nuovo quadro regolatorio britannico: la competizione sui prezzi rimane possibile, ma viene valutata anche in funzione della sua capacità di preservare nel lungo periodo più infrastrutture concorrenti e gli incentivi a continuare a investire nelle reti gigabit.








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