L’INTERVENTO

Frequenze, le telco europee: “Serve approccio equilibrato senza ricorerre all’asta”



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Nella risposta alla Call for comments sulla bozza di programma di lavoro del Radio Spectrum Policy Group, Gsma e Connect Europe delineano le richieste principali dell’industria mobile riguado il rinnovo. Nel documento anche le interferenze del D2D satellitare nelle bande mobili e la centralità dei 6 GHz superiori e della banda sotto i 700 MHz per lanciare il 6G entro la fine del decennio

Pubblicato il 8 gen 2026



banda 6 GHz alta in Europa

Politiche europee dello spettro radio al centro del commento inviato da Gsma e Connect Europe in risposta alla Call for comments dell’Rspg (Radio Spectrum Policy Group) per il suo Programma di lavoro del 2026 e oltre. Le associazioni che rappresentano l’industria delle comunicazioni mobili si dicono desiderose di avere ulteriori opportunità di contributo durante lo sviluppo del programma, “in modo che le discussioni possano riflettere l’esperienza pratica di coloro che forniscono connettività in tutta Europa”.

“Questo programma di lavoro giunge in un momento molto importante per il settore. L’Europa sta rivalutando il modo in cui supporta reti, servizi e investimenti digitali, e le decisioni prese ora definiranno il tono per i prossimi anni. Attraverso il Digital networks act e altre proposte legislative, l’Unione ha l’opportunità di affrontare una regolamentazione frammentata e una carenza di investimenti di lunga data”, si legge nella nota di Gsma e Connect Europe.

“Dato che lo spettro è un fattore chiave per la crescita digitale, l’innovazione e la connettività avanzata, è importante che le competenze dell’Rspg si riflettano pienamente nel più ampio processo politico. Grazie alle indicazioni dell’Rspg, l’Ue può garantire che le politiche sullo spettro radio attualmente in fase di sviluppo sostengano un quadro armonizzato, pro-investimento e a prova di futuro, per una connettività sicura e resiliente in tutta l’Unione”, conclude la nota.

Spettro mobile, la vision delle telco nei commenti all’Rspg

Le reti mobili sono infrastrutture critiche al servizio della società europea, scrivono Gsma e Connect Europe nei loro commenti, ed è essenziale che le licenze per lo spettro in ogni Stato membro creino le giuste condizioni per gli investimenti necessari per fornire servizi mobili di alta qualità in tutta l’Ue. L’Rspg può fornire un contributo significativo “sostenendo approcci coerenti e ben progettati per l’assegnazione” dello spettro.

In particolare, per le procedure di aggiudicazione competitive e comparative, è importante che le informazioni chiave siano condivise in modo chiaro e tempestivo, valutate apertamente e discusse con tutte le parti interessate. Il gruppo dovrebbe continuare a sollecitare il contributo delle parti interessate direttamente coinvolte in aggiudicazioni. Tuttavia, proseguono le due associazioni, “sarebbe utile per il gruppo compilare parametri comparabili sulle caratteristiche chiave dei quadri nazionali di concessione delle licenze, come le tipologie di assegnazione (concorrenziale, proroga), le tariffe per lo spettro, i prezzi di riserva e finali, nonché eventuali accantonamenti o relative giustificazioni. Una base di dati condivisa di questo tipo sosterrebbe pratiche più coerenti in tutta l’Ue e contribuirebbe a orientare le future decisioni politiche”.

Il focus sul rinnovo automatico delle licenze

Riguardo alle discussioni in corso a livello Ue in merito a una revisione o sostituzione dell’articolo 35 dell’Eecc (Codice delle comunicazioni elettroniche), per rafforzare la coerenza e promuovere le migliori pratiche negli approcci degli Stati membri alle autorizzazioni e alle assegnazioni dello spettro, Gsma e Connect Europe “sostengono linee guida Ue più chiare sugli aspetti chiave del quadro di autorizzazione (ad esempio l’approccio ai rinnovi e alla determinazione dei prezzi) e un processo di comunicazione più formale”.

In prospettiva, l’ambito di competenza del gruppo di Peer Review trarrebbe vantaggio anche dalla copertura dei rinnovi delle licenze e della determinazione del prezzo dello spettro. In molti mercati europei, spiega il documento rivolto all’Rspg, la concorrenza è già forte e la rimessa all’asta delle licenze esistenti non può essere giustificata dal valore aggiunto quando non migliora i risultati di mercato. È necessario un approccio equilibrato che rifletta le realtà del mercato senza ricorrere all’asta.

“Fornire certezza a lungo termine è fondamentale per gli investimenti e, secondo una recente ricerca di Gsma, i rinnovi automatici o a tempo indeterminato
rimangono il modo più affidabile per supportarli”
, scrivono le due associazioni. “In questo contesto, proponiamo che l’Rspg organizzi un workshop dedicato ai rinnovi delle licenze. Con oltre 500 licenze in scadenza in tutta l’Ue nel prossimo decennio, è essenziale stabilire un approccio chiaro e coerente che sostenga la stabilità per gli investitori, garantendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi nazionali”.

L’evoluzione dei servizi satellitari e mobili e le interferenze

Gsma e Connect Europe accolgono con favore anche i continui sforzi per migliorare il coordinamento transfrontaliero dello spettro. Con l’evoluzione dei servizi satellitari e mobili, questo è un settore che merita maggiore attenzione da parte
dell’Rspg, si legge nel documento.

“Proponiamo di avviare un processo strutturato per monitorare i nuovi sviluppi e
i possibili casi di interferenza relativi agli utilizzi del D2D satellitare nelle bande mobili”, scrivono Gsma e Connect Europe. “È importante garantire una protezione adeguata delle reti e dei servizi terrestri che forniscono connettività mobile affidabile e di alta qualità ai cittadini dell’Ue”.

Roadmap dello spettro 6G: oltre i 6 GHz

Il documento prosegue con i commenti sulle future reti 6G. Queste – si legge – richiederanno canali da 200 MHz per operatore (e successivamente 400 MHz), “rendendo i 6 GHz superiori l’unica opzione di spettro praticabile in Europa per lanciare il 6G alla fine di questo decennio“.

Considerando la domanda di capacità di rete anche dopo il lancio del 6G, una recente
ricerca di Gsma mostra che le reti in alcune parti delle principali città europee inizieranno ad affrontare limiti di capacità entro il 2030 (quando potrebbero iniziare le implementazioni del 6G) se la disponibilità dello spettro a banda media
rimarrà invariata. Per evitare questa congestione e far fronte alla domanda di traffico prevista per il 6G dopo il lancio del 6G, entro il 2035-2040 sarà necessario un fabbisogno medio globale di 2-3 GHz di spettro a banda media, e fino a 2,5-4 GHz nelle città europee con una domanda più elevata.

Di conseguenza, “Gsma e Connect Europe accolgono con favore l’inclusione della banda superiore dei 6 GHz (6425-7125 MHz) come banda chiave per i lanci 6G, in linea con il Parere Rspg sui 6 GHz, che già destina 540 MHz di tale intervallo all’uso mobile prioritario. Tuttavia, l‘intervallo di spettro della banda dei 6 GHz dovrebbe essere esteso a 6425-7250 MHz per rendere disponibili almeno 200 MHz
per operatore.
Ciò coprirebbe entrambe le opzioni delineate nel Parere Rspg sui 6 GHz e lo allineerebbe alle discussioni della WRC-27″.

L’importanza della banda sotto i 700 MHz

Gsma e Connect Europe ritengono inoltre importante che la banda inferiore ai 700 MHz sia inclusa nella Roadmap dello spettro 6G dell’Rspg. La banda inferiore ai 700 MHz consentirebbe servizi 6G e capacità aggiuntiva in aree scarsamente popolate e in luoghi difficili da raggiungere (ad esempio, in ambienti chiusi). Analogamente, parte della banda 7-8 GHz potrebbe potenzialmente contribuire a soddisfare la domanda generata da applicazioni come video, intelligenza artificiale generativa e realtà estesa a lungo termine.

“La Gsma e Connect Europe ritengono che l’Europa debba prepararsi all’uso futuro
della banda 470-694 MHz per soddisfare le esigenze in continua evoluzione. Mantenere l’uso esclusivo della Dtt oltre il 2030 risulta inefficiente in molti paesi. Di conseguenza, una graduale riallocazione di parte della banda Uhf per la telefonia mobile migliorerà la qualità e l’efficienza del servizio, ridurrà le esigenze di densificazione dei siti, supporterà l’inclusività del 6G e aumenterà la produttività”, affermano le due associazioni. “Gsma e Connect Europe sostengono la prosecuzione dei lavori sull’Uhf e accolgono con favore gli sforzi volti a formulare un parere che fornisca indicazioni sui potenziali approcci per la riqualificazione di questo spettro”.

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