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L'INTERVENTO

Il mea culpa di Niel: “Siamo stati arroganti, in Italia tutto da fare”

Il patron di Iliad ha fatto il punto con gli investitori sui risultati 2018. Nel nostro Paese la strada è ancora lunga ma la vendita delle torri darà una boccata d’ossigeno per finanziare lo sviluppo

09 Mag 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

“Abbiamo probabilmente abbassato la guardia e siamo stati insolenti e arroganti. Abbiamo pensato che nessuno potesse batterci, ma abbiamo commesso degli errori”: è un vero e proprio mea culpa quello di Xavier Niel, il patron di Iliad. In un incontro con la comunità finanziaria a seguito della presentazione dei conti 2018 del Gruppo, Niel ha acceso i riflettori sulla fuoriuscita di abbonati nel mercato francese e sulla sofferenza dell’azione Iliad.

“Non ci siamo accorti che le cose non stavano andando –ha detto il fondatore di Iliad-. Abbiamo perso delle opportunità, ci siamo adagiati sugli allori, e sono io il primo responsabile davanti agli azionisti, ma anche il primo che ne ha subito le conseguenze”. Il piano quinquennale di rilancio presentato nei giorni scorsi dovrà servire a risalire la china e stando alle stime già a fine 2019 in Francia si tornerà alla crescita: nel primo trimestre 2019 si è registrato un leggero miglioramento dei conti anche se la perdita di abbonati resta importante.

Riguardo all’Italia “tutto resta da fare”, ha detto Niel. A un anno dal debutto l’azienda ha registrato buoni risultati in termini di utenza – è arrivata a quota 3,3 milioni di abbonati – ma sul fronte del business la partita è ancora da giocare. La vendita delle torri a Cellnex – ha evidenziato Niel – darà una boccata di ossigeno e consentirà all’azienda di avere risorse fresche per mandare avanti gli investimenti. E riguardo alla possibilità di entrare nel mercato del fisso- in Francia Free punta proprio sulla fibra per il rilancio (150mila i nuovi clienti conquistati nell’ultimo trimestre) –  l’ipotesi non si esclude ma non sul breve termine.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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