LA SFIDA

Il mondo dei “contenuti” compatto contro gli Ott

Dal summit degli editori di Torino e dall’assemblea di Confindustria Radio Tv la voce comune è l’appello alla tutela dai giganti del web. Pitruzzella (Antitrust): “Evitare concentrazioni mantenendo l’equilibrio”. De Laurentiis: “Competere alla pari con regole nuove ed eque”. De Benedetti: “Definire nuove linee, intervenga la politica”

11 Giu 2014

Antonello Salerno

Il mondo di chi produce “contenuti”, si tratti di editori tradizionali o di imprenditori del mondo radio televisivo, chiedono maggiori tutele contro lo “strapotere” dei giganti del web, appellandosi alle regole della concorrenza leale. E dall’Antitrust, a margine dell’assemblea di Confindustria Radio Televisioni, il presidente dell’Authority, Giovanni Pitruzzella, riconosce l’esistenza del problema e invoca la “necessità di mantenere una posizione equilibrata”, per “evitare le concentrazioni, garantendo la tutela della concorrenza, ed evitare di bloccare l’informazione”.

“E’ un settore in cui ci può essere crescita e posti di lavoro – ha aggiunto Pitruzzella – va stimolato e seguito. Occorre non penalizzare gli Over the top, ma evitare che blocchino la concorrenza nel settore”.

Critica la posizione di Rodolfo De Laurentiis (nella foto), presidente di Confindustria Radio Tv, che invoca nuove regole che mettano tutti i player del settore sullo stesso piano: “I giganti del web – ha sostenuto nel suo intervento in assemblea – capitalizzano guadagni senza sottostare alle regole degli editori tradizionali, e restituiscono pochissimo al sistema Paese in occupazione e tasse. Noi chiediamo di poter competere ad armi pari con regole nuove ed eque”.

Dura anche la posizione di Carlo De Benedetti, che a proposito degli Ott parla di “oligarchia digitale”. “Vanno trovate linee di collaborazione, in nome della democrazia, e per questo è importante che intervenga la politica – ha detto il presidente del Gruppo Espresso parlando dal palco del Lingotto di Torino dove ha concluso il forum mondiale degli editori – Abbiamo tutti paura di Google, l’oligarchia digitale mette a rischio la democrazia”.

“L’era digitale è sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto De Benedetti – Il digitale è il futuro, e le sue potenzialità sono straordinarie. Però la più grande società editoriale al mondo non potrà mia competere con soggetti come Google, che non sono considerati editoriali ma che, nello stesso tempo, hanno il monopolio del digitale. Occorre definire nuove linee certe di collaborazione. Perché una concorrenza editoriale sana è utile alla democrazia. E’ tempo che la politica intervenga”.

Gli Ott, secondo De Benedetti, dovrebbero rispettare “le regole che si applicano a tutti: penso a un sistema diverso di proprietà, oppure a un cambiamento dei motori di ricerca vietando la raccolta dati, oppure applicando rigorose regole antitrust. Google è un’azienda straordinaria, ma la sua non è concorrenza leale”.