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Il post-PNRR e il nuovo assetto delle tlc italiane per il 2026



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Dopo la fase di trasformazione sostenuta dai fondi pubblici, il comparto affronta una fase di consolidamento industriale e infrastrutturale. Operazioni societarie, avanzamento dei piani di copertura, scelte regolamentari e nuove priorità tecnologiche delineano gli scenari di sviluppo per i prossimi anni

Pubblicato il 27 gen 2026



post-PNRR tlc italiane

Il 2025 si è confermato come un anno di transizione per le telecomunicazioni italiane, che ha visto il consolidamento delle grandi operazioni strutturali (la separazione della rete fissa di TIM in FiberCop e la fusione FastwebVodafone), la prosecuzione dei piani di copertura in fibra e un mercato sempre più legato alla dinamica delle componenti di spesa ICT. Sullo sfondo compare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ma con effetti ancora relativamente marginali sui conti dei principali attori del settore.

Le decisioni regolamentari e i nuovi equilibri di mercato

Gli effetti delle operazioni straordinarie annunciate nel 2024 si dispiegheranno di fatto pienamente solo nel 2026, a valle delle decisioni regolamentari che riguardano FiberCop e della piena integrazione tra Fastweb e Vodafone. Mentre quest’ultima fa nascere un operatore leader sia sul mercato fisso che mobile, con una presenza rilevante sia sul mercato B2C che B2B, le decisioni relative a FiberCop definiranno le nuove regole del gioco sul mercato wholesale italiano, che è diventato un punto di riferimento in Europa.

Il rafforzamento del polo B2B e le nuove aggregazioni

Nel corso del 2025 sono state finalizzate altre due importanti operazioni societarie che riguardano il rafforzamento di un terzo polo del mercato B2B attorno a Retelit: quest’ultima e il MEF (70%) hanno firmato con TIM un accordo per l’acquisizione di Sparkle per 700 milioni di euro. Dall’acquisizione degli asset italiani di BT Italia è inoltre nata Retelit-X. Rimane elevato l’interesse per l’aggregazione di operatori minori, ma anche di operazioni che riguardano competenze nell’ambito del cloud, della cybersecurity e dell’Internet of Things.

L’avanzamento dei piani PNRR per le reti ultraveloci

Ma qual è lo stato di avanzamento dei 6,7 miliardi di euro stanziati nel PNRR per le reti ultraveloci?
Il piano Italia 1 Giga per la connettività a almeno a 1 Gbit/s nelle aree grigie è arrivato al 70% del target (3,4 milioni di civici), con il 23,2% di civici in lavorazione. Il piano 5G-Densificazione per realizzare siti 5G nelle aree scoperte vede il completamento del 54,5% delle 1.200 aree previste a bando, con 332 siti attivati (33,8%) e 440 in lavorazione (44,8%).
Nell’altro filone del piano 5G (Backhauling) sono 7.818 i siti rilegati in fibra ottica (83,6%) e ulteriori 111 sono in lavorazione (1,2%), su un totale da piano di 9.196.

Scuole, sanità e infrastrutture pubbliche

Le scuole connesse sono arrivate a 7.014 (77,9% del target), mentre le strutture sanitarie connesse sono 7.795 (89,6% del totale), oltre alle 1.961 in lavorazione (22,5%).

Il bilancio del Piano Aree Bianche

E il Piano Aree Bianche, avviato nel lontano 2017? Al 30 novembre 2025 il piano realizzato da Open Fiber vede la disponibilità dei servizi (FTTH e/o FWA) in 6.859 comuni. Le unità immobiliari in vendibilità FTTH sono 5,9 milioni (su 6,3 milioni pianificate) e quelle FWA 2,3 milioni. Gli operatori che utilizzano tali servizi sono 294 e gli ordini sono arrivati a 1,2 milioni, con un tasso di KO del 29,9%, in parte successivamente conclusi positivamente.
Il piano Isole Minori risulta infine completato.

Oltre il 2026: ritardi e scelte strategiche

Nonostante sembri verosimile che la scadenza di giugno 2026 non venga rispettata, lo stato di avanzamento di tutti i Piani è molto vicino al target desiderato. Andranno gestiti i probabili ritardi, ma anche sviluppata una nuova strategia per lo sviluppo del settore. In particolare, l’orientamento per il rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029 è fondamentale per dare ossigeno al comparto e definire un modello di crescita sostenibile. Allo stesso tempo, è auspicabile affrontare in modo strutturato il tema dello switch-off della rete in rame.

Data center e competitività infrastrutturale

Oltre al tradizionale dibattito sulle infrastrutture a banda larga e ultra-larga, oggi la sfida per la competitività infrastrutturale coinvolge almeno altri due ambiti.
In primis, i data center di nuova generazione, infrastruttura strategica per l’evoluzione dei servizi cloud e per la sovranità digitale. Secondo i dati del Polimi, la potenza energetica installata ha raggiunto i 513 MW nel 2024 (+17% sul 2023), con investimenti previsti per 10 miliardi di euro nel biennio 2025-2026, che potrebbero quadruplicare la potenza entro fine decennio.

Il completamento della “promessa 5G”

Il secondo ambito riguarda il completamento della “promessa 5G” e della “tripla A” (Anything, Anywhere, Anytime), con il passaggio alle reti 5G SA-Standalone. WindTre ha lanciato il servizio slicing 5G, ma restano incerte le tempistiche per il completamento delle coperture e la piena disponibilità del servizio su scala nazionale.

Investimenti, domanda e trasformazione del mercato

Rimangono sostenuti gli investimenti per la rete fissa, con un incremento dell’8,7%, a fronte di una crescita a due cifre e di un calo del 3,6% per la rete mobile. Il mercato della rete fissa cresce del 7,9% nel segmento residenziale e del 3,3% in quello affari, mentre si accentua la marginalizzazione dei servizi voce a favore degli accessi dati e dei servizi ICT, che crescono del 15,2%.

Le prospettive per il 2026

A fine 2025 l’incidenza degli accessi FTTH raggiungerà circa un terzo del totale, con un ruolo sempre più rilevante degli accessi FWA (circa 13%), a scapito delle tecnologie in rame. Il 2026 confermerà i trend in atto, con l’auspicio di una riduzione della forbice tra fisso e mobile. Take-up della fibra e monetizzazione dell’intelligenza artificiale saranno due temi centrali per l’anno appena iniziato.

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