Italtel, sciolto il nodo contratto integrativo: "Ora riprenda confronto coi sindacati" - CorCom

LA VERTENZA

Italtel, sciolto il nodo contratto integrativo: “Ora riprenda confronto coi sindacati”

L’azienda propone la riapertura del tavolo in Assolombarda già il 21 gennaio. Fim, Fiom e Uilm chiedono incontri con i rappresentanti del Mise e di Unicredit. Verso la riapertura la trattativa sulla riduzione dei costi e i 160 esuberi

14 Gen 2015

Antonello Salerno

La trattativa tra Italtel e i sindacati riprenderà con ogni probabilità nei prossimi giorni: una volta rimossa con una sospensione temporanea la disdetta unilaterale del contratto integrativo che l’azienda aveva annunciato a fine dicembre, tutto è pronto per la riapertura del tavolo in Assolombarda, per il quale manca soltanto l’ufficializzazione della data, con Italtel che ha proposto la convocazione il 21 gennaio. Intanto le segreterie nazionali dei sindacati hanno predisposto e stanno per inviare due lettere con le richieste di incontro da una parte al Mise e al sottosegretario Antonello Giacomelli e dall’altra al management di Unicredit, che è il principale azionista dell’azienda.

“L’azienda ci ha proposto di riprendere il confronto il 21 gennaio per presentare un piano alternativo che preveda, oltre alla riduzione dei costi, anche un percorso per i lavoratori attualmente in cassa integrazione. Oggi e domani nei siti di Castelletto (Mi), Roma e Carini (Pa) si svolgeranno le assemblee con i lavoratori per decidere insieme se e come riprendere la trattativa”, afferma Roberta Turi, segretario nazionale della Fiom Cgil. “Questo è il primo risultato delle iniziative di sciopero e mobilitazione dei lavoratori messe in campo nei giorni scorsi per reagire ad un’iniziativa che rischiava di produrre una profonda riduzione dei loro salari e dei loro diritti – continua – La Fiom ritiene positiva quest’apertura, pur essendo consapevole che sull’eventuale ripresa della trattativa pesa la richiesta dell’azienda di effettuare un taglio complessivo dei costi a nostro parere insostenibile, che non può essere scaricato tutto sulle spalle dei lavoratori”.

I metalmeccanici della Cgil tornano poi sulla loro intenzione di coinvolgere nella vertenza il ministero dello Sviluppo economico e Unicredit: “Italtel è candidata, insieme ad altre aziende – sostiene Roberta Turi – a possibili interventi pubblici, anche attraverso lo strumento di un fondo pubblico-privato per la ristrutturazione dei debiti, che il governo potrebbe costituire insieme alle banche e alla Cassa depositi e prestiti. Tale fondo dovrebbe intervenire su aziende indebitate ma ritenute strategiche e con una situazione finanziaria in via di miglioramento. Si potrebbe inoltre individuare l’intervento del Fondo strategico italiano. Per questo – conclude – abbiamo chiesto un incontro urgente al sottosegretario Giacomelli e all’amministratore delegato di Unicredit”.

“Nella lettera ufficiale che ha indirizzato a Fim, Fiom e Uilm l’azienda propone una serie di incontri a partire dal 21 gennaio. Riteniamo che questo passo non risolva il problema – afferma Enrico Vacca, delegato Italtel per la Fim Cisl nazionale – ma accetta il prerequisito che avevamo chiesto all’azienda per riprendere la trattativa. Così a partire dai prossimi giorni potrà iniziare il confronto con l’obiettivo di cercare insieme un accordo. Nel frattempo – conclude Vacca – continueremo con lo stato di mobilitazione dei lavoratori e con le iniziative già predisposte”.

La trattativa si era interrotta la scorsa settimana proprio sullo scoglio del contratto integrativo, dopo la decisione di prorogare per altri tre mesi la Cigs, con l’accordo raggiunto in dicembre al Mise. Il tavolo di trattativa con i sindacati in Assolombarda era stato convocato a inizio gennaio, ma proprio alla vigilia dell’incontro l’azienda aveva annunciato la disdetta del contratto integrativo, “per poter perseguire il proprio target di costi industriali in un mercato ancora molto difficile”. Così la riunione era stata brevissima: giusto il tempo per i sindacati di fare appello all’azienda affinché accettasse di tornare sui propri passi prima di riprendere il confronto, e per Italtel di chiedere tempo per formulare una nuova proposta che potesse consentire alla trattativa di ripartire.