Alla vigilia dell’attesa presentazione del Digital networks act (Dna), il pacchetto di misure con cui Bruxelles punta a ridisegnare il quadro regolatorio delle telecomunicazioni, il dibattito tra operatori, industria e istituzioni non si ferma, come dimostrano gli interventi di aziende e politici al convegno “Shaping Horizons in Future Telecommunications” della Fondazione Restart (il partenariato esteso sulle telecomunicazioni del futuro finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr), dove – tra l’altro – sono tornati in primo piano con più urgenza che mai i temi della competitività europea e la sovranità digitale.
IL FUTURO DELLE TLC
Le telco pronte alla svolta: Digital Networks Act e sovranità Ue le colonne d’Ercole
Per gli operatori il Dna rappresenta un passaggio decisivo per correggere le distorsioni del mercato. Penalizzati dalla guerra dei prezzi mentre il valore dei dati è sottratto dalle big tech, non riescono a innovare. Tim intanto, col primo Cda del 2026, prepara l’aggiornamento del piano industriale
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