Google Cloud ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona un portfolio di nuove soluzioni studiate per supportare gli operatori di telecomunicazioni che vogliono migliorare la gestione delle proprie risorse dati e adottare l’intelligenza artificiale agentica.
“L’anno scorso abbiamo presentato il nostro framework Autonomous Network Operations, un modello per i Communication Service Provider progettato per superare l’automazione a compartimenti stagni verso reti ‘zero-touch’ in grado di autoripararsi. Oggi stiamo passando da reti che utilizzano semplicemente l’intelligenza artificiale per ottenere informazioni ad agenti intelligenti in grado di rilevare, ragionare e intraprendere azioni autonome”, hanno scritto sul blog aziendale Muninder Sambi e Dave Weissman, rispettivamente vp, pm and gm, Networking e principal engineer di Google Cloud.
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Gli strumenti per l’automazione di rete
Per aiutare le aziende di telecomunicazioni a uscire dalla logica a silo, che continua a impaludare i workflow, Google Cloud intende mettere a disposizione del mercato il suo sistema di data warehouse, BigQuery, con l’obiettivo di semplificare l’integrazione della piattaforma di intelligenza artificiale, Gemini direttamente nei cicli di vita dei dati.
Anche il Cloud Spanner Graph dell’hyperscaler svolgerà un ruolo determinante in tal senso, fungendo da gemello digitale e fornendo all’intelligenza artificiale il contesto necessario, ovvero una mappa temporale in grado di unificare in real time le relazioni all’interno della rete. Inoltre, Google Cloud ha annunciato di aver stretto una partnership con lo specialista di gestione dei dati DigitalRoute per lanciare pipeline di dati riutilizzabili che fungono da sistemi di filtraggio ad alta velocità per trasformare “i segnali di rete caotici in un’unica fonte di verità”.
Verso network sempre più intelligenti
L’hyperscaler mira del resto a costruire soluzioni che permettano agli operatori a “colmare il divario tra investimenti e ricavi nel 5G” utilizzando il suo framework evoluto Autonomous Network Operations, che potrebbe aiutare le telco raggiungere il livello 4 o addirittura il livello 5 nel framework Autonomous Networks del TM Forum (misurato nei livelli da 0 a 5).
Quest’ultima versione del framework, presentata per la prima volta lo scorso anno, include Cloud Spanner Graph che, con le sue funzionalità di gemello digitale, consente agli agenti di intelligenza artificiale di “vedere” lo stato della rete e di interrogare i dati storici per eseguire un’analisi delle cause profonde. Google Cloud sta inoltre addestrando reti neurali grafiche in Vertex AI non solo per monitorare la rete, ma anche per prevedere i problemi.
I manager di Google Cloud precisano che uno degli obiettivi chiave del settore è “dare vita a una rete che identifica, diagnostica e risolve i propri problemi senza l’intervento umano. Per raggiungere questo obiettivo, la piattaforma dati sottostante deve essere dinamica quanto la rete stessa. Nell’ultimo anno, abbiamo sviluppato Cloud Spanner Graph e Vertex AI per gestire la ‘duplice natura’ delle aziende di telecomunicazioni: la necessità di una risposta ad alta velocità e in tempo reale per la correlazione degli allarmi, combinata con un rilevamento approfondito dei pattern storici”.
Gli use case e i progetti sperimentali già partiti
A utilizzare il framework Autonomous Network Operations per consentire alla sua rete di riparare automaticamente le connessioni interrotte c’è già Vodafone, mentre – sottolinea Google Cloud – Deutsche Telekom opera con gli agenti di Mindr (Multi-Agentic Intelligent Network Diagnostics & Remediation) per risolvere simultaneamente i problemi su diversi domini di rete.
Tra le altre collaborazioni in corso c’è quella con MásOrange e NetAI: “Insieme, abbiamo lanciato un progetto pilota che dimostra come i modelli di partner specializzati possano essere eseguiti sullo stack di intelligenza artificiale di Google Cloud per risolvere gli incidenti di rete, garantendo al contempo la sicurezza per un’azione autonoma”.
Con Nokia invece Google Cloud sta lavorando per rendere le reti completamente programmabili, trasformando codice tecnico complesso in agenti di intelligenza artificiale che comprendono il linguaggio di tutti i giorni. “Questo consente alle compagnie telefoniche di chiedere semplicemente alla rete di eseguire attività complesse, come assegnare priorità alle risorse di rete per servizi critici come la risposta alle emergenze o l’assistenza sanitaria a distanza, senza bisogno di alcuna ingegneria manuale”.
Prospettive per il futuro: accelerare il time-to-value
Secondo gli esperti di Google Cloud, uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento dell’autonomia di Livello 4-5 è costituito dai ritardi manuali causati da sistemi legacy disconnessi. Tra i nuovi strumenti pronti al lancio, il colosso tecnologico sta rilasciando il codice sorgente della propria pipeline dati e dei modelli di dati per le telecomunicazioni su GitHub. “I Csp possono ora implementare ontologie unificate standard di settore senza la mappatura manuale degli schemi”.
In collaborazione con FutureConnections, infine, Google introdurrà due nuovi agenti: il primo è il Data Steward, in grado di automatizzare la governance dei dati per garantire l’accuratezza dei gemelli digitali. Il secondo, attualmente in fase di sperimentazione da parte di One Nz, è programmato per gestire le reti vocali core e Oss, andando oltre il monitoraggio per arrivare all’esecuzione attiva, ad esempio reindirizzando autonomamente il traffico o ripristinando le impostazioni di rete per ripristinare la qualità delle chiamate nel momento in cui viene rilevata una caduta.












