Net neutrality, così Netflix rallenta i video degli utenti mobili - CorCom

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Net neutrality, così Netflix rallenta i video degli utenti mobili

La società ammette di aver ridotto la qualità di film e serie Tv sui dispositivi dei clienti Usa di AT&T e Verizon: “Salvaguardiamo gli utenti dai sovrapprezzi praticati da alcuni operatori”. E promette una feature anti bolletta-shock per controllare il consumo di dati

25 Mar 2016

Patrizia Licata

Netflix ha pubblicato per la prima volta i dettagli su come si regolerà per lo streaming mobile a livello globale, indicando il massimo di dati che ogni utente scaricherà al minuto. L’obiettivo è “proteggere” gli abbonati da bollette-shock, perché il provider di rete mobile può far pagare salato il superamento del tetto dati mensile e un solo film in Hd può consumare anche 6 gigabyte in un colpo solo.

In un post sul suo blog ufficiale, Netflix scrive: “Ora che i consumatori guardano in misura crescente il video in mobilità, stiamo cercando di trovare modi per dare ai nostri utenti più controllo sulla loro Netflix experience e presto introdurremo una funzione salva-dati disegnata per le app mobili. Questa funzione dà ai nostri iscritti più controllo su quanti dati consumano mentre fanno streaming su rete mobile, permettendo loro o di vedere più contenuti all’interno di un piano dati più restrittivo, o di aumentare la qualità del video streaming all’interno di un piano dati più ampio. Renderemo questa funzione disponibile a maggio”.

Netflix scrive ancora: “Noi pensiamo che i tetti dati restrittivi siano un danno per i consumatori e Internet in generale, creando un dilemma per coloro che in misura crescente usano i loro dispositivi mobili per l’intrattenimento, per lavorare o altro”. La società spiega che “nel tentativo di proteggere i nostri utenti dai sovrapprezzi che i provider di rete mobile applicano quando si superano i tetti dati” il bit-rate di default di Netflix per lo streaming sulle reti mobili è fissato per tutti i paesi a 600 kilobyte al minuto. Si tratta di “un compromesso che assicura una buona esperienza di streaming ma evita anche tariffe-shock dai provider mobili”.

Il post conclude: “Siamo consapevoli del fatto che alcuni dei nostri utenti non hanno il problema del tetto dati o sono abbonati a piani tariffari di carrier che non impongono sovrapprezzi se si superano i limiti mensili. Man mano che sviluppiamo nuove tecnologie, daremo a tutti i nostri utenti la possibilità di adeguare le impostazioni del loro consumo dati in base a come vogliono vedere i video e ai piani tariffari del loro provider mobile“.

Insomma, una frecciata alle telco mobili che si indirizza precisamente a At&t e Verizon, e non a T-Mobile e Sprint, che hanno politiche più consumer-friendly e quando l’utente supera il limite mensile dei dati automaticamente gli rallentano la connessione ma non fanno pagare un extra.

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Questa strategia potrebbe anche sollevare alcune questioni legate alla net neutrality. Le regole della net neutrality vietano ai fornitori della banda larga e dei servizi mobili di fornire diversi livelli di accesso per servizi diversi: tutti i siti web e tutte le app vanno trattati in modo uguale. In quanto content provider, però, tali regole non si applicano a Netflix e la società del video-streaming ha in teoria libertà di decidere in questo ambito come vuole. Pur avendo sempre sostenuto le ragioni della net neutrality, Netflix potrebbe ora dare l’idea di applicare due pesi e due misure.

Infatti, come ha spiegato anche il Wall Street Journal, quello che nella pratica accade è che Netflix degrada la qualità dei suoi video per gli utenti di At&t e Verizon per evitare che consumino troppi dati; non a caso il senior executive vice president of external and legislative affairs di At&t, Jim Cicconi, ha dichiarato: “E’ uno scandalo se Netflix degrada la qualità dei suoi video per gli utenti At&t senza che lo sappiano o abbiano dato il consenso” (E non ha caso Netflix ha poi spiegato tutto nel blog post).

Il fatto che Netflix, non il carrier, sia responsabile della bassa qualità del servizio porta alla luce il dilemma che si crea per le app mobili e i fornitori di contenuti di fronte ai piani dati delle telco. Ormai la maggior parte del traffico mobile è rappresentato dal video e i provider cercano un equilibrio tra qualità e consumo di dati, ma due ore di video Hd su Netflix che “succhiano” 6 gigabyte consumano tutta la dotazione mensile di un utente Verizon che paga 80 dollari al mese.

Jan Ozer, consulente che aiuta le aziende a ottimizzare il video online, dice però che la strategia di Netflix è intelligente: “Se parlano con chiarezza ai loro utenti, possono facilmente dimostrare che l’intento è solo di evitare che chi usa il sito di video-streaming mobile consumi tutti i dati in una volta”.