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Operazione T-Mobile: At&t rilancia sulla forza lavoro

La telco al contrattacco promette di riportare negli Usa le attività di call center attualmente esternalizzate all’estero se la Fcc e il dipartimento di Giustizia approveranno l’acquisizione. La partita vale 5mila lavoratori

02 Set 2011

Messa alle strette dal regolatore antitrust, At&t, desiderosa di
portare a termine l’accordo per l’acquisizione di T-Mobile Usa,
ha fatto sapere che riporterà negli Stati Uniti 5.000 posti di
operatori call center wireless che aveva dato in outsourcing
all’estero.

At&t ha garantito anche che, se le autorità che vigilano sulla
concorrenza daranno il disco vede al mega-merger da 39 miliardi di
dollari, non effettuerà più tagli sugli occupati nei suoi call
center per i clienti mobili. Ma, ha sottolineato il portavoce Brad
Burns, i posti di lavoro torneranno in America solo se la U.S.
Federal communications commission e il Department of Justice
approveranno il takeover.



Il carrier statunitense sta cercando in tutti i modi di arrivare a
una conclusione del deal, nonostante le feroce opposizione dei
concorrenti, tra cui Sprint Nextel, e di alcuni deputati. Nel
frattempo una commissione della California sta esaminando
l'offerta di At&t per le licenze mobili di Qualcomm (che la
telco ha proposto di comprare per 1,9 miliardi di dollari) e questa
transazione sarà considerata contemporaneamente con l’accordo
per T-Mobile, il che potrebbe ulteriormente rallentare il processo
di approvazione della mega-acquisizione.



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