ROAM LIKE AT HOME

Roaming Ue, il Berec lancia la consultazione in vista della revisione del 2027



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Le parti interessate sono invitate a indicare la loro posizione. Il Berec giudica il roaming positivo, ma evidenzia le difficoltà per operatori piccoli e virtuali (Mvno) di negoziare i prezzi all’ingrosso e differenze di qualità nel servizio

Pubblicato il 4 giu 2026



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Il Berec ha pubblicato l’invito a presentare contributi a supporto della preparazione del parere del gruppo sul regolamento sul roaming per il 2027.

L’’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Body of European Regulators for Electronic Communications) sta, infatti, preparando un parere da presentare alla Commissione europea entro il primo trimestre del 2027, nell’ambito della prossima revisione del regolamento Ue sul roaming e del regolamento di attuazione in materia di politica di utilizzo equo e sostenibilità.

Berec, consultazione sul prossimo parere sul roaming

Come punto di partenza per il suo lavoro, il Berec si baserà sul parere presentato alla Commissione europea nel 2025. Il gruppo ritiene che molti dei pareri e delle conclusioni forniti dalle parti interessate durante la precedente consultazione pubblica sulla regolamentazione del roaming del 2024, nonché le relative conclusioni del Berec contenute nel suo parere del 2025, rimangano pertinenti.

Inoltre, ha invitato le parti interessate a fornire qualsiasi nuova informazione, prova o parere che possa contribuire alla preparazione del parere del 2027, inclusi gli sviluppi intervenuti dalla precedente consultazione.

Il termine ultimo per la presentazione dei contributi: 21 agosto 2026.

Il successo del Roam Like At Home

Il Berec ha fin dall’inizio giudicato il regime Roam Like At Home” europeo come un successo sia per i consumatori sia per il mercato unico. Tuttavia, nel parere espresso nel 2025, ha individuato alcune criticità, che richiedono possibili interventi regolamentari.

Tra i principali punti evidenziati c’è il fatto che alcuni operatori virtuali (Mvno) e piccoli operatori incontrano difficoltà nelle negoziazioni dei prezzi all’ingrosso e che persistono problemi legati alla qualità del servizio in roaming (ad esempio accesso a 5G e tecnologie avanzate). Per il Berec occorre anche monitorare con attenzione l’evoluzione dei costi all’ingrosso e gli effetti sui diversi modelli di business.

Ciò non toglie che, per il gruppo dei regolatori Ue, il roaming senza sovrapprezzi continui a produrre benefici concreti per cittadini e imprese.

I prezzi all’ingrosso per gli operatori

Il regolamento vigente sul roaming è il Regolamento (UE) 2022/612, in base al quale chi viaggia in Paese un Ue/See possa telefonare, inviare sms e utilizzare Internet alle stesse condizioni del piano nazionale di un altro Paese Ue/See, salvo del regole di fair use. Anche la qualità del servizio deve essere la stessa, per esempio nell’uso del 5G.

L’attuale regolamento è stato prorogato per 10 anni, fino al 30 giugno 2032. Il regolamento ha già stabilito una riduzione progressiva dei massimali dei prezzi all’ingrosso tra operatori: per il traffico dati, il tetto massimo all’ingrosso scenderà gradualmente fino a 1 euro per GB nel 2027.

La strategia del Berec al 2030

Alla fine del 2025 il Berec ha adottato la nuova strategia quinquennale (2026-2030) basata su cinque pilastri: connettività, concorrenza, ecosistemi digitali aperti, responsabilizzazione degli utenti finali e sviluppo di reti digitali sostenibili, sicure e resilienti.

Questi pilastri, ha indicato il Berec, “tengono conto dei nuovi sviluppi di mercato e tecnologici, dei cambiamenti politici e legislativi e della cooperazione istituzionale e internazionale”.

In particolare per il 2026 l’organismo ha indicato che continuerà a concentrarsi sul sostegno all’espansione della connettività a banda larga Gigabit, sul supporto all’implementazione del 5G in tutte le regioni dell’Ue e sul rafforzamento della responsabilizzazione degli utenti finali nelle comunicazioni elettroniche. Inoltre, il Berec fornirà contributi e analisi sulla proposta di legge del Dna, ovvero il Digital networks act.

In materia di competizione, il Berec si concentrerà sul processo di cambio fornitore che “svolge un ruolo cruciale nel garantire una concorrenza effettiva nei mercati delle comunicazioni elettroniche. La sua efficienza, semplicità e trasparenza sono essenziali per costruire la fiducia degli utenti finali”.

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