la piattaforma

Sinfi, il catasto delle reti scende sott’acqua: nella mappa anche i cavi sottomarini


Indirizzo copiato

Si amplia il perimetro del sistema nazionale alle opere presenti nei fondali e nella colonna d’acqua, con accessi protetti per quelle strategiche. Via anche al nuovo piano da 27 milioni per portare fibra e 5G nelle isole minori

Pubblicato il 2 ott 2026

Federica Meta

Direttrice



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
cavi_sottomarini_corcom, cavo sottomarino I-2SEA


Punti chiave

  • Sinfi estende il catasto alle infrastrutture subacquee con un modello dati dedicato, adeguamento al Reg. UE 2024/1309 e decreto ministeriale del 28/08/2026.
  • Dati strategici riservati, accesso solo ad enti autorizzati; Infratel Italia e MIMIT finanziano la piattaforma e un Digital Twin del sottosuolo.
  • Piano Isole minori: 27 mln per backhaul ottico, sei collegamenti progettati (100 km); valutata la ridondanza per aumentare resilienza.
Riassunto generato con AI


l Sinfi allarga il proprio raggio d’azione alle infrastrutture subacquee. Il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture, la piattaforma del ministero delle Imprese e del Made in Italy coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e gestita da Infratel Italia, potrà rappresentare anche le reti collocate sotto la superficie dell’acqua. Una novità che porta nel catasto nazionale una componente sempre più rilevante per la connettività e la resilienza del Paese: quella dei collegamenti sottomarini.

L’estensione è prevista dal decreto ministeriale del 28 agosto 2026, che modifica la disciplina istitutiva del Sinfi e la adegua al regolamento europeo 2024/1309 e al quadro introdotto dalla legge italiana sulla sicurezza delle attività subacquee. Il provvedimento è stato registrato dalla Corte dei conti il 18 settembre.

Nel Sinfi arriva il modello dati per l’ambiente subacqueo

Il decreto introduce un modello dati dedicato alle infrastrutture subacquee, che si affianca a quelli già utilizzati per il soprasuolo e il sottosuolo. Il perimetro comprende opere e reti situate sul fondo, nel sottosuolo e nella colonna d’acqua di laghi, corsi d’acqua e altre acque interne, oltre alle zone marittime sottoposte alla giurisdizione nazionale.

Per il Sinfi significa ampliare la rappresentazione digitale del patrimonio infrastrutturale italiano. Il sistema nasce infatti come catasto delle infrastrutture fisiche utilizzabili per la posa delle reti, detenute dagli operatori di telecomunicazioni e dalle utility, e negli ultimi anni è stato progressivamente rafforzato. A maggio Infratel aveva indicato in 69,9 milioni di euro gli investimenti del Mimit e del Dipartimento per la trasformazione digitale destinati alla piattaforma, con l’obiettivo di sviluppare anche un Digital Twin del sottosuolo nazionale attraverso tecnologie GeoAI.

L’ingresso della dimensione subacquea aggiunge quindi una nuova tipologia di infrastruttura alla base informativa nazionale, in una fase in cui i collegamenti posati nei fondali assumono un peso crescente sia per l’espansione delle reti sia per le politiche di protezione delle infrastrutture critiche.

Dati protetti per le infrastrutture strategiche

L’allargamento del catasto non comporterà però la pubblicazione indiscriminata delle informazioni. I dati relativi alle infrastrutture subacquee considerate strategiche non saranno accessibili al pubblico. Potranno consultarli esclusivamente gli enti competenti in materia di sicurezza, a seguito di richieste motivate e secondo modalità definite attraverso specifici accordi operativi.

La scelta tiene insieme due esigenze: migliorare la conoscenza del patrimonio infrastrutturale e preservare le informazioni che, per la loro natura, richiedono livelli più elevati di tutela. Lo stesso decreto del Mimit colloca l’aggiornamento del Sinfi nel nuovo quadro europeo e nazionale relativo alle infrastrutture digitali, alla sicurezza e alla resilienza delle reti.

Isole minori, 27 milioni per nuovi collegamenti in fibra

Il rafforzamento della mappatura delle infrastrutture sottomarine arriva negli stessi giorni in cui Infratel ha aperto la seconda consultazione pubblica sul Piano Isole minori, dedicata al secondo intervento per le aree non comprese nella prima fase. Il piano dispone di 27 milioni di euro: 8 milioni dal Fondo Innovazione e 19 milioni dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027. La consultazione resterà aperta fino al 30 ottobre 2026.

L’obiettivo è realizzare backhaul ottici sottomarini capaci di sostenere la banda ultralarga, aumentare la copertura delle reti mobili e accompagnare l’evoluzione verso il 5G. Il primo intervento, concluso entro il 31 dicembre 2024, aveva interessato 21 isole attraverso collegamenti in fibra ottica sottomarina. Il nuovo piano nasce invece dal fabbisogno rilevato successivamente in territori dove la capacità delle connessioni verso le dorsali della penisola non è sufficiente a sostenere pienamente servizi a 1 Gigabit e reti mobili di nuova generazione.

Sei collegamenti già progettati per 100 chilometri di rete

Dopo la prima consultazione del 2024, Infratel ha completato le attività preliminari per sei collegamenti: Bacoli-Procida, Procida-Ischia, Massa Lubrense-Capri, Levanzo-Favignana, Argentario-Giglio e Palau-La Maddalena. Complessivamente il progetto considera 67,5 chilometri di tratte sottomarine e 32,5 chilometri terrestri, per un totale di 100 chilometri.

La consultazione serve ora anche a verificare che sulle stesse tratte non siano previsti investimenti privati nel periodo 2026-2030. Un approfondimento specifico riguarda l’Isola d’Elba, dove il collegamento pubblico era stato sospeso dopo che FiberCop aveva dichiarato di aver avviato l’ammodernamento della tratta Piombino-Elba. Infratel chiede agli operatori di fornire anche informazioni sulle condizioni tecnico-economiche dei collegamenti disponibili.

Il piano apre inoltre un approfondimento su 14 isole della laguna veneta, fra cui Lido, Murano, Pellestrina, Burano e Sant’Erasmo. Secondo il documento sottoposto a consultazione, alcune dispongono di collegamenti ottici saturi o obsoleti, mentre altre ne sono prive.

Ridondanza dei cavi per aumentare la resilienza

Un altro capitolo riguarda la possibilità di realizzare collegamenti aggiuntivi per garantire la ridondanza delle infrastrutture. Tra le tratte prese in considerazione figurano, fra le altre, San Pietro-Portoscuso, Capraia-Livorno, Lampedusa-Gela, Stromboli-Milazzo, Pantelleria-Mazara, Capri-Ischia e Favignana-Marsala.

La loro eventuale realizzazione sarà valutata anche alla luce della Raccomandazione Ue 2024/779 sui cavi sottomarini sicuri e resilienti e delle risorse che resteranno disponibili dopo la valorizzazione dei collegamenti principali. Una volta costruite e collaudate, le nuove infrastrutture resteranno di proprietà del Dipartimento per la trasformazione digitale e saranno gestite e manutenute da Infratel. Il backhaul sarà aperto agli operatori attraverso punti di accesso dedicati e l’utilizzo della rete potrà proseguire per la vita utile dei cavi, stimata dal piano in 20 anni.

L’evoluzione del Sinfi e il secondo intervento sulle isole seguono quindi due percorsi distinti ma convergenti: ampliare la conoscenza delle infrastrutture presenti sotto la superficie dell’acqua e sviluppare nuovi collegamenti ottici dove la capacità disponibile non è sufficiente. Una base informativa più estesa diventa così parte degli strumenti con cui pianificare reti, interventi e misure di protezione in un segmento della connettività sempre più rilevante.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x