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Sonicatel allarga il raggio d’azione: dalla rete ai servizi digitali. E punta sui voucher Mimit


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Unified Communication, cybersecurity, backup e AI entrano in un’offerta integrata per le Pmi. L’Ad Angelo Torzi: “Vogliamo essere un partner tecnologico per le aziende”. Precompilazione delle domande dal 20 ottobre, apertura dello sportello il 10 novembre 2026

Pubblicato il 29 set 2026



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Punti chiave

  • Sonicatel evolve da operatore a partner tecnologico integrando connettività (fibra, wireless), Sonicloud, Unified Communication, cloud, cybersecurity e servizi gestiti per le Pmi.
  • Accreditata al Voucher Cloud & Cybersecurity del Mimit, Sonicatel guida le Pmi a progettare interventi (fino a 40.000€, contributo 50% → max 20.000€) e consiglia preparare il progetto in anticipo.
  • Approccio integrato: la connettività è punto di partenza; cybersecurity, backup e business continuity sono parte unica dell’infrastruttura; l’intelligenza artificiale richiede dati, cloud e sicurezza.
Riassunto generato con AI


La connettività resta il punto di partenza, ma intorno alla rete si sta costruendo un perimetro molto più ampio. Sonicatel sta evolvendo dal modello tradizionale dell’operatore di telecomunicazioni verso quello di partner tecnologico per le imprese, integrando fibra e wireless con telefonia, Unified Communication, cloud, cybersecurity, backup, disaster recovery e servizi gestiti.

Una trasformazione che guarda soprattutto al mercato business e alle Pmi e che trova ora un ulteriore terreno di sviluppo nel Voucher Cloud & Cybersecurity del Mimit, per il quale l’azienda si è accreditata come fornitore.

“Sonicatel nasce nel mondo delle telecomunicazioni, ma negli anni abbiamo progressivamente ampliato il nostro raggio d’azione seguendo l’evoluzione delle esigenze dei clienti”, spiega a CorCom Angelo Torzi, amministratore unico di Sonicatel. “Oggi la connettività rimane una componente fondamentale della nostra offerta, perché senza una rete performante e affidabile non può esistere una vera trasformazione digitale, ma rappresenta sempre più il punto di partenza e non quello di arrivo”.

Dalla connettività a un’infrastruttura digitale integrata

Il primo livello dell’offerta rimane quello delle telecomunicazioni. Sonicatel propone collegamenti in fibra FTTH e FTTC fino a 10 Gbps, connessioni wireless anche nelle aree non raggiunte dalle infrastrutture via cavo, linee dedicate punto-punto, sistemi di backup della connettività, reti WiFi professionali e servizi mobili per il mercato business. La società dispone inoltre di un accesso diretto al Milan Internet Exchange.  

Negli anni, però, il perimetro si è progressivamente ampliato. “Il nostro percorso ci ha portato a sviluppare un’offerta molto più ampia, che comprende connettività in fibra e wireless, telefonia e centralini in cloud, Unified Communication, infrastrutture e servizi cloud, backup e disaster recovery, cybersecurity e, più in generale, soluzioni ICT dedicate alle imprese”, sottolinea Torzi.

Alla base c’è l’idea di accompagnare l’azienda lungo l’intero percorso, anziché fornire singoli prodotti. Un cliente può rivolgersi all’operatore per migliorare la connessione Internet e scoprire successivamente di dover mettere in sicurezza i dati, spostare applicazioni nel cloud, modernizzare il centralino o predisporre soluzioni di continuità operativa.

“Il valore che vogliamo offrire consiste proprio nella possibilità di affrontare questi aspetti attraverso un interlocutore unico”, puntualizza Torzi.

Le Pmi chiedono più dei megabit

Il cambiamento dell’offerta riflette anche una trasformazione della domanda. La rete continua spesso a rappresentare il primo bisogno manifestato dalle aziende, ma la dipendenza crescente da applicazioni, dati e strumenti di collaborazione rende sempre più difficile separare la connettività dagli altri elementi dell’infrastruttura digitale.

“L’azienda non ci chiede semplicemente ‘quanti megabit posso avere?’, ma vuole sapere come garantire che i propri collaboratori possano lavorare in modo efficiente, come proteggere dati e sistemi, come comunicare da qualsiasi luogo e soprattutto come continuare a operare anche in caso di guasto, attacco informatico o indisponibilità di un’infrastruttura”, evidenzia Torzi.

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle Pmi che non dispongono di grandi strutture IT interne e hanno quindi bisogno di un soggetto in grado di progettare, implementare e gestire più componenti tecnologiche.

Connettività, cloud, Unified Communication, cybersecurity e business continuity diventano così, nella strategia di Sonicatel, parti della stessa infrastruttura, anziché compartimenti separati.

Sonicloud riunisce comunicazione, servizi IT e sicurezza

È in questo contesto che nasce Sonicloud, la piattaforma con cui l’azienda ha rafforzato l’offerta business. La soluzione integra connessione Internet, centralino in cloud, telefonia, chat, videoconferenza, mobility e protezione informatica e può dialogare con applicazioni diffuse come Microsoft 365 e Google Workspace.

Sul versante delle Unified Communication, le aziende possono gestire linee VoIP, centralino cloud, chiamate audio e video, messaggistica, videoconferenza e integrazione con smartphone. L’app Sonicloud consente inoltre di utilizzare il numero fisso aziendale anche in mobilità, gestendo contatti, gruppi, deviazioni e flussi di chiamata.

All’offerta si affiancano servizi di backup, disaster recovery e cybersecurity. Per la protezione dei dati, ad esempio, Sonicatel propone Hybrid Backup, che combina backup on site e cloud e comprende funzionalità legate alla business continuity. Secondo la documentazione aziendale, i data center utilizzati sono situati in Italia e alimentati con energia prodotta da fonti rinnovabili.

Voucher Mimit, Sonicatel tra i fornitori accreditati

L’ampliamento dell’offerta “incontra” il Voucher Cloud & Cybersecurity del Mimit. Sonicatel si è iscritta nell’elenco dei fornitori previsto dalla misura, passaggio necessario affinché i prodotti e i servizi dichiarati possano essere acquistati dalle imprese beneficiarie utilizzando l’agevolazione.

Il 20 ottobre 2026 parte la fase di precompilazione delle domande e il 10 novembre l’apertura dello sportello.

Per Torzi, tuttavia, l’accreditamento non deve tradursi semplicemente nella possibilità di vendere tecnologie finanziate dall’incentivo.

“Il nostro obiettivo, però, non è limitarci alla fornitura della tecnologia. Vogliamo aiutare le aziende a comprendere quali investimenti abbiano realmente senso per la loro struttura”, sottolinea. Una Pmi può avere bisogno di aumentare la protezione della rete, un’altra di adottare un sistema di backup cloud, un’altra ancora di trasferire applicazioni e dati verso infrastrutture più moderne. “Il punto di partenza deve essere sempre l’analisi della situazione esistente”.

Fino a 20mila euro per progetto, oltre 71 milioni destinati al Mezzogiorno

La misura prevede, secondo le indicazioni contenute nell’intervista, progetti fino a 40mila euro di investimento, con un contributo pari al 50% e quindi fino a un massimo di 20mila euro per progetto.

Fra i requisiti segnalati figura la disponibilità di una connessione Internet con almeno 30 Mbps in download. Gli investimenti devono inoltre riguardare tecnologie nuove e aggiuntive oppure soluzioni significativamente più evolute e sicure rispetto a quelle già utilizzate dall’impresa.

Le risorse complessive ammontano a 150 milioni di euro, dei quali oltre 71 milioni sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per Sonicatel il dato assume una rilevanza particolare per il radicamento dell’azienda in Abruzzo e per la presenza sul territorio di un tessuto diffuso di piccole e medie imprese.

C’è poi un altro elemento operativo da considerare. La procedura è a sportello e le graduatorie vengono predisposte seguendo l’ordine cronologico di presentazione. Torzi invita quindi le aziende interessate a valutare i propri fabbisogni prima dell’apertura, costruendo in anticipo il progetto da candidare.

Dalla protezione della rete al backup in cloud

Gli interventi finanziabili possono coprire diversi tasselli dell’infrastruttura IT.

Sul fronte cybersecurity, ad esempio, ci sono firewall, router e switch, antivirus e antimalware, sistemi di monitoraggio della rete, crittografia dei dati, vulnerability management e strumenti per la gestione degli eventi di sicurezza. Per il cloud rientrano invece virtual machine, storage, backup, database e applicazioni Software as a Service, insieme a determinati servizi di configurazione, monitoraggio, assistenza e supporto professionale.

Uno scenario possibile riguarda una Pmi che conservi ancora localmente buona parte dei propri dati e disponga di sistemi di protezione limitati. Il progetto può integrare backup cloud, sicurezza della rete, monitoraggio e strumenti di protezione, intervenendo contemporaneamente sul rischio di perdita delle informazioni e su quello di interruzione dell’attività.

Un’altra azienda può invece utilizzare l’incentivo per trasferire nel cloud una parte delle proprie applicazioni e dei dati, accompagnando la migrazione con strumenti più avanzati di accesso e sicurezza.

Torzi mette però in guardia dall’utilizzo del voucher come semplice leva per acquistare nuovi software. “Non crediamo che la digitalizzazione consista nell’aggiungere software semplicemente perché esiste un incentivo. Un investimento ha valore quando risolve un problema concreto, riduce un rischio oppure rende un processo più efficiente. Il progetto deve partire dal fabbisogno dell’impresa, non dal Voucher”.

L’AI entra nei processi delle Pmi

Tra le opportunità aperte dalla misura ci sono anche funzionalità di intelligenza artificiale per analisi e automazione e assistenti inseriti negli strumenti utilizzati quotidianamente dalle imprese.

Per Torzi il punto è trasformare l’interesse crescente per l’AI in applicazioni concrete. “Per una PMI, invece, il vero valore arriva quando l’intelligenza artificiale viene integrata nei processi che l’azienda utilizza quotidianamente”.

Le applicazioni possono riguardare l’automazione delle attività ripetitive, l’analisi di grandi quantità di informazioni, il servizio ai clienti o l’introduzione di assistenti all’interno di CRM, ERP e piattaforme collaborative. La misura considera inoltre il miglioramento sostanziale di soluzioni esistenti attraverso nuove funzionalità di automazione o AI.

L’intelligenza artificiale, però, secondo Sonicatel deve poggiare su una base tecnologica adeguata. “Prima ancora dell’algoritmo servono dati disponibili, infrastrutture affidabili, cloud, connettività e soprattutto sicurezza. È difficile parlare seriamente di intelligenza artificiale in un’azienda che non ha ancora risolto problemi fondamentali di protezione, backup o gestione dei dati”.

Cybersecurity e continuità del business diventano la stessa partita

Lo stesso approccio riguarda la sicurezza. La proposta di Sonicatel comprende security assessment, sicurezza perimetrale, protezione degli endpoint e sistemi di autenticazione.

La percezione delle aziende, secondo Torzi, è cambiata. “Per anni la cybersecurity è stata vista soprattutto come una questione tecnica: installare un antivirus, configurare un firewall e considerare il problema risolto. Oggi lo scenario è completamente diverso”.

La crescente dipendenza dai sistemi digitali rende infatti un attacco ransomware, una perdita di dati o l’indisponibilità di un’infrastruttura un possibile problema operativo prima ancora che informatico.

“Ed è questo il cambio di prospettiva che cerchiamo di trasferire ai nostri clienti: la cybersecurity non deve essere considerata soltanto come protezione da un attacco, ma come una componente della business continuity”, afferma Torzi. “Quando si pone il problema in questi termini, la sicurezza smette di essere semplicemente una voce di costo e diventa un investimento nella continuità dell’azienda”.

Come cambia il mestiere dell’operatore di telecomunicazioni

L’evoluzione dell’offerta Sonicatel riflette infine una trasformazione più generale del ruolo dell’operatore. “Credo che questo cambiamento sia già in corso”, osserva Torzi. “Il mestiere dell’operatore di telecomunicazioni non scomparirà, perché la connettività sarà ancora più importante in futuro. Ma il suo ruolo si sta ampliando”.

La rete diventa la piattaforma sulla quale transitano applicazioni, comunicazioni, dati e servizi digitali e, dal punto di vista dell’impresa cliente, diventa progressivamente meno naturale tenere separati telecomunicazioni, cloud, cybersecurity e collaboration.

Sonicatel punta quindi a continuare a investire nella connettività e, contemporaneamente, a rafforzare Sonicloud, i servizi gestiti, Unified Communication, backup, disaster recovery, cybersecurity e le future applicazioni dell’intelligenza artificiale.

“La nostra ambizione è quindi evolvere dal concetto tradizionale di operatore al concetto di partner tecnologico integrato”, conclude Torzi. Con un elemento che l’azienda considera centrale anche in uno scenario tecnologicamente più complesso: la vicinanza al cliente. “Il futuro, secondo noi, non sarà vendere più tecnologia. Sarà rendere la tecnologia più semplice da adottare e più utile al business delle imprese”.

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