Starlink Mobile è pronta a diventare “un importante operatore di telefonia mobile negli Stati Uniti“. L’ha detto la presidente Gwynne Shotwell durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre, Più nello specifico, Shotwell ha spiegato che lo spettro in banda bassa, che SpaceX ha concordato di acquistare all’inizio di ottobre, insieme all’autorizzazione della Federal Communications Commission al lancio di 15mila satelliti V2 di nuova generazione, spianeranno nel corso del 2027 la strada a questa ambizione, che potrebbe concretizzarsi già all’inizio del 2028.
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L’accelerazione della strategia di SpaceX
L’8 ottobre, infatti, SpaceX ha siglato con Grain Management un accordo per l’acquisizione di un massimo di 14 MHz di spettro accoppiato nella banda 800 MHz, a supporto dei propri piani. Il perfezionamento del deal è previsto per la prima metà del 2027, previa approvazione delle autorità competenti.
Shotwell ha fatto riferimento a quanto già discusso nel trimestre precedente riguardo a dispositivi radio più compatti per il servizio D2D – non paragonabili a vere e proprie torri di trasmissione – che SpaceX potrebbe installare presso abitazioni e sedi aziendali dove è già presente un sistema Starlink. “Non si tratta solo dello spettro in banda S di cui abbiamo parlato”, ha affermato la manager. “Sfrutteremo, in sostanza, le infrastrutture esistenti presso i siti in cui è installato Starlink, oltre ad altre torri”.
SpaceX intende dunque integrare i propri satelliti con apparati radio terrestri per fornire copertura mobile 5G; un progetto che però molti esperti del settore ritengono poco realistico.
Interrogato sul ruolo che le reti satellitari e quelle terrestri svolgeranno nel servizio D2D, l’amministratore delegato Elon Musk ha suggerito che potrebbe essere necessaria una presentazione più dettagliata per illustrare la strategia di connettività di Starlink e spiegare le ragioni per cui l’azienda ritiene che, a lungo termine, tale servizio possa generare ricavi annui nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari.
“Vi mancano alcuni tasselli di cui noi siamo a conoscenza internamente”, ha detto il tycoon. “Posso affermare che vediamo una strada chiara verso ricavi da connettività nell’ordine di diverse centinaia di miliardi di dollari l’anno; tuttavia, ritengo che dovremmo approfondire questo aspetto in una sede diversa da una conference call sui risultati trimestrali, che per sua natura è limitata a pochi minuti”.
Verso il testa a testa tra Amazon Leo e Starlink?
È forse la stessa strada che intravede anche Amazon Leo, che proprio in queste settimane ha raggiunto il traguardo dei mille satelliti prodotti, e ora accelera verso il debutto commerciale, con l’obiettivo di conquistare spazio in un mercato dominato per l’appunto da Starlink.
Il rafforzamento della capacità industriale del gruppo di Jeff Bezos, in aggiunta alle manovre di Elon Musk, segna un nuovo passaggio nella competizione per la connettività satellitare, destinata a coinvolgere sempre più da vicino anche gli operatori mobili. Le costellazioni in orbita bassa stanno infatti ampliando il proprio raggio d’azione verso servizi finora presidiati dalle telco, attraverso accordi commerciali, acquisizioni di frequenze e tecnologie che permettono di collegare direttamente gli smartphone ai satelliti.
Il programma industriale di Amazon Leo comprende un’ulteriore direttrice di sviluppo. Nell’aprile 2026 il gruppo ha annunciato un accordo per comprare Globalstar, operatore specializzato nelle comunicazioni satellitari che dispone di infrastrutture orbitali e frequenze dedicate.
L’operazione permetterebbe ad Amazon di sviluppare servizi direct-to-device (D2D), una tecnologia che consente ai dispositivi mobili compatibili di comunicare direttamente con i satelliti, senza utilizzare una stazione radio cellulare nelle immediate vicinanze.
Il progetto prevede l’integrazione di comunicazioni vocali, messaggi e servizi dati nelle future generazioni della rete. Amazon ha inoltre raggiunto un accordo con Apple per supportare le comunicazioni satellitari su alcuni modelli di iPhone e Apple Watch.
L’iniziativa amplia le opportunità commerciali del gruppo, che ha già avviato collaborazioni con operatori di telecomunicazioni. Vodafone ha scelto Amazon Leo per collegare stazioni radio 4G e 5G in aree difficili da raggiungere attraverso le infrastrutture di trasporto tradizionali, con applicazioni previste in Europa e Africa.
Negli Stati Uniti, AT&T ha annunciato un accordo per integrare i servizi della costellazione nelle offerte di connettività destinate a imprese e pubbliche amministrazioni. L’operazione consente all’azienda telefonica di ampliare le soluzioni disponibili per i clienti che necessitano di collegamenti affidabili anche in località remote.
Amazon sta quindi sviluppando due distinti canali di accesso al mercato delle telecomunicazioni: la fornitura di capacità satellitare agli operatori e i futuri servizi che potranno raggiungere direttamente i dispositivi mobili. Il secondo modello, in particolare, potrebbe aprire la strada a nuove offerte commerciali costruite attraverso accordi con produttori di smartphone e fornitori di servizi digitali.
L’impatto potenziale sul settore delle Tlc
L’evoluzione dei progetti di Amazon Leo e Starlink riguarda direttamente le strategie delle compagnie telefoniche. La disponibilità di servizi satellitari integrabili con le reti 4G e 5G consente di estendere la copertura in territori nei quali la costruzione di nuove infrastrutture presenta costi particolarmente elevati rispetto alla domanda potenziale.
Le partnership già avviate dimostrano l’interesse delle telco per queste soluzioni, soprattutto nei mercati caratterizzati da ampie aree scarsamente popolate. Il ricorso alla connettività spaziale permette inoltre di rafforzare la continuità delle comunicazioni in presenza di interruzioni delle reti terrestri.
Sul piano commerciale, però, la diffusione del D2D introduce una variabile ulteriore. Quando una compagnia telefonica integra servizi satellitari nella propria offerta, mantiene generalmente la gestione del rapporto con l’abbonato, dalla tariffazione all’assistenza. L’eventuale vendita diretta di servizi mobili da parte di Amazon o SpaceX potrebbe invece spostare una parte dei ricavi e della relazione commerciale verso i nuovi fornitori.
L’impatto sarà differente a seconda delle caratteristiche dei mercati. Nei territori scarsamente popolati, i sistemi satellitari possono offrire vantaggi economici grazie alla capacità di coprire superfici molto estese. Nelle città, invece, la densità delle reti cellulari consente di distribuire il traffico tra numerosi siti radio, assicurando capacità e prestazioni elevate.
Per le telco europee, comprese quelle italiane, la trasformazione del mercato americano rappresenta un’indicazione delle possibili evoluzioni del settore. Le condizioni regolatorie e la disponibilità dello spettro determineranno le modalità con cui queste soluzioni potranno essere sviluppate nei diversi Paesi.
Anche le strategie di investimento potrebbero risentirne. Le compagnie telefoniche sostengono costi significativi per l’assegnazione delle frequenze e il potenziamento delle reti 5G, in un mercato caratterizzato da una forte pressione sui margini. L’arrivo di nuovi soggetti dotati di risorse finanziarie e infrastrutture globali potrebbe accentuare la competizione nei segmenti nei quali la copertura satellitare presenta maggiori vantaggi.
Le aree rurali, i collegamenti professionali e i servizi di continuità della copertura rappresentano i mercati nei quali questa concorrenza potrebbe manifestarsi per primi. L’eventuale ingresso su larga scala nella telefonia mobile urbana richiederà invece investimenti molto più consistenti, con risultati ancora da dimostrare sul piano delle prestazioni e dei costi. Da questo passaggio dipenderà la capacità di Amazon Leo e Starlink di trasformare le proprie infrastrutture spaziali in un’alternativa commerciale alle reti degli operatori tradizionali.
I risultati del terzo trimestre di SpaceX: connettività a +69%
Parlando dei risultati divulgati da SpaceX, nel terzo trimestre (chiuso il 30 settembre) la società ha registrato un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, a fronte di una perdita di 1,1 miliardi di dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato è più che raddoppiato, raggiungendo i 14,6 miliardi di dollari, trainato principalmente dal segmento legato all’intelligenza artificiale.
I ricavi derivanti dalla connettività sono cresciuti del 69%, attestandosi a 5,2 miliardi di dollari, mentre il risultato operativo è salito del 99%, raggiungendo i 2,4 miliardi di dollari.
Starlink ha raggiunto quota 13,6 milioni di abbonati al servizio a banda larga per consumatori, con un incremento di 1,6 milioni nel trimestre e una crescita rispetto ai 7,2 milioni registrati nel terzo trimestre del 2025.
Per quanto riguarda il servizio “direct-to-device”, Shotwell ha dichiarato che Starlink Mobile ha superato i 22 milioni di utenti mensili alla fine del trimestre, segnando un aumento del 37% rispetto al trimestre precedente.
Nonostante questi progressi, dall’inizio dell’esercizio SpaceX continua a registrare perdite, con un passivo netto di 413 milioni di dollari nei primi nove mesi.







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