Telecom, Asati: “Dipendenti non sono solo costi, ripristinare premi di risultato”

L’associazione in una lettera al Cda evidenzia le “ingiustizie economiche” fra top manager e altri lavoratori e richiama l’azienda a ristabilire un clima di fiducia: “Per la crescita della società i lavoratori sono indispensabili”

Pubblicato il 13 Lug 2016

Telecom, Asati: “Dipendenti non sono solo costi, ripristinare premi di risultato”
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Erogare il premio di risultato 2015, ripristinare il clima di fiducia all’interno dell’azienda e puntare sui dipendenti in qualità di risorse per la crescita. Queste secondo Asati le leve su cui Telecom Italia dovrà fare forza anche e soprattutto tenendo conto della difficile situazione di mercato e del piano di austherity a cui è chiamata l’azienda.

Nell’evidenziare le “ingiustizie economiche” – premi per pochi e agli alti livelli aziendali – Asati chiede che sia riconsiderata la possibilità di erogare il premio di risultato 2015 ai dipendenti e che siano rivisti i progetti di People Strategy “che facevano di Tim un’azienda lanciata verso la leadership delle aziende innovatrici con un importante valore aggiunto, l’orgoglio e la determinazione dei dipendenti di lavorare in un’azienda leder nel settore e attenta alle esigenze dei clienti sia interni che esterni”. I dipendenti, evidenzia l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti di Telecom Italia, “non vanno visti solo come costi, bensì come risorse importanti, con cui lavorando insieme si ottengono i risultati previsti e la relativa crescita della società”.

Secondo le stime effettuate l’importo del premio di risultato è pari a 60 milioni di euro “che analizzando anche l’attuale valore del titolo potrebbe essere dato anche mediante azioni della società”. Ma soprattutto “senza un sensibile miglioramento del clima e quindi un tangibile riconoscimento ai dipendenti sarà molto difficile portare a termine un piano triennale che deve portare soprattutto oltre ad una riduzione dei costi, un aumento dei ricavi e una sensibile riduzione del debito, i veri problemi della società, in uno scenario con la concorrenza già di Enel e la discesa in Italia di Niel che richiede la massima coesione dei dipendenti alle strategie e al nuovo piano industriale dell’azienda”. L’agenzia di rating Moody,s intanto ha confermato l’outlook negativo proprio a causa dello scenario, affatto positivo, in cui dovrà muoversi l’azienda capitanata da Flavio Cattaneo.

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