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L'ORDINANZA

Tim, il Tar sospende multa da 74 milioni per il Golden Power

La Presidenza del Consiglio l’aveva fatta scattare per mancata notifica dell’assunzione di controllo di Vivendi. La decisione di merito a maggio 2019

05 Lug 2018

Sospesa l’esecuzione del provvedimento con la quale la Presidenza del Consiglio ha inflitto a Tim una maximulta dal 74,3 milioni per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali, il Golden Power, legata alla mancata comunicazione da parte del socio Vivendi dell’assunzione del controllo di fatto del gruppo. L’ha deciso il Tar del Lazio con un’ordinanza con la quale ha accolto la richiesta della società telefonica, fissando al contempo l’8 maggio 2019 l’udienza di merito.

Col ricorso in questione Tim chiedeva la sospensione dell’efficacia, e l’annullamento in sede di giudizio di merito, del decreto della Presidenza del Consiglio con il quale l’8 maggio scorso, in seguito alla conclusione dell’istruttoria relativa a un procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di Tim recante “Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni”, è stata imposta alla società una sanzione amministrativa pecuniaria di importo di 74.312.342 euro.

Il Tar, “salva la necessità di approfondire nella successiva fase di merito, la cui udienza pubblica si fissa con la presente ordinanza, tutte le complesse e nuove questioni di diritto dedotte”, ha ritenuto che “l’invocata tutela cautelare di sospensione può essere accordata, in quanto legata alla spontanea prestazione da parte della società ricorrente e in favore dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di una cauzione di importo pari a quello della sanzione irrogata, come risulta dalla documentazione depositata in giudizio, contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente”.

Per l’effetto, i giudici amministrativi hanno disposto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento sanzionatorio impugnato, fissando la discussione di merito del ricorso l’8 maggio 2019.

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