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Tlc, in Europa serve un budget ad hoc per una politica industriale ambiziosa



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Dai chip al software, dal cloud all’intelligenza artificiale: è necessario sostenere l’intera catena del valore delle telecomunicazioni per dare vita a un ecosistema competitivo. In un “vision paper” tutte le azioni da portare avanti per accelerare la roadmap. Il punto della situazione a Telco per l’Italia il 26 giugno

Pubblicato il 6 mag 2024



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Allocare un budget dedicato per una politica industriale ambiziosa, coprendo l’intera catena del valore delle telecomunicazioni dai chip all’equipaggiamento di rete, dal software al cloud, dall’intelligenza artificiale allo sviluppo di applicazioni. È questa una delle azioni chiave messe nero su bianco nel “vision paper” sulle reti di nuova generazione realizzato dall’Etno in collaborazione con Cisco, Ericsson, Ibm, Intel, Kyndryl, Mavenir, Nokia, Qualcomm e Samsung.

Come stanno evolvendo le reti di Tlc

Basate sul cloud, virtualizzate e software defined: la trasformazione delle reti è già in atto e abiliterà la prossima generazione di tecnologie basate sui dati, come l’intelligenza artificiale, la robotica, l’Internet of things, il Web 3.0. Sviluppi tecnologici che genereranno a loro volta cambiamenti significativi nell’ecosistema digitale anche sul fronte del modelli di business. I player “tradizionali” dovranno evolvere per rimanere competitivi e nuovi attori emergeranno da questa trasformazione. “Le nuove tecnologie richiederanno infrastrutture di connettività stabili, affidabili e resilienti, con pesanti investimenti in 5G standalone e fibra ubiqua – si legge nel paper -. A loro volta, tecnologie come la virtualizzazione della rete, la softwarizzazione e l’automazione, le interfacce di programmazione delle applicazioni standardizzate, l’edge cloud, il network slicing e le reti aperte e interoperabili, incluso l’Open Ran, permetteranno l’evoluzione delle reti in architetture altamente programmabili e disaggregate”. Nel ricordare la pubblicazione, lo scorso 21 febbraio, del Libro Bianco Ue sul futuro delle infrastrutture digitali, Etno e le aziende firmatarie del vision paper evidenziano le azioni chiave da intraprendere.

L’evoluzione del quadro normativo

Il quadro normativo deve adattarsi ai cambiamenti tecnologici per sostenere sempre più gli investimenti, non solo nel dispiegamento della rete ma anche nella sua modernizzazione. “Senza la necessaria scala e capacità di investimento, l’industria europea mancherà delle risorse necessarie per garantire la competitività e il raggiungimento degli obiettivi di connettività al 2030”. Si rende dunque necessario semplificare la regolamentazione rimuovendo le “barriere” alla crescita. “Gli attuali requisiti e obblighi normativi non corrispondono più alla realtà dei mercati odierni e necessitano di una revisione. Standard legali variabili e mercati nazionali frammentati ostacolano l’innovazione”. Secondo Etno & co bisogna evitare inoltre oneri normativi aggiuntivi.

La catena del valore dell’infrastruttura digitale

Assicurare investimenti a prova di futuro in nuove tecnologie per favorire l’innovazione e rafforzare la competitività: questa deve essere la bussola da seguire affinché si possa sviluppare una politica industriale ambiziosa per la catena del valore dell’infrastruttura digitale. Di qui la necessità di allocare un budget dedicato ed elaborare una strategia pan-europea che possa riunire l’ecosistema delle telecomunicazioni e semplificare le misure di finanziamento.

Il punto della situazione a Telco per l’Italia il 26 giugno a Roma

L’evoluzione dello scenario delle Tlc in Europa e in Italia sarà il focus dell’edizione 2024 di Telco per l’Italia in programma a Roma il prossimo 26 giugno. Focus sulla monetizzazione degli investimenti, il ruolo dell’intelligenza artificiale, il consolidamento. Cliccare qui per agenda e iscrizione

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