Tlc volano di crescita per l'economia - CorCom

TELCO PER L'ITALIA!

Tlc volano di crescita per l’economia

Operatori contro Ott, Agenzia digitale, scorporo della rete Telecom, connessioni mobili e rete in fibra, investimenti. La geografia di un settore che rischia il “paradosso delle telco”

18 Giu 2013

Patrizia Licata

I Servizi Telco come volano di crescita: la tavola rotonda con cui si è aperto oggi il convegno Telco per l’Italia!, organizzato dal Corriere delle Comunicazioni con l’obiettivo di fornire un tavolo di confronto per l’innovazione del sistema-paese tra i rappresentanti dell’intero settore, dalle aziende al mondo della politica, ha chiarito una volta per tutte che l’apporto del mondo delle telecomunicazoni alla crescita dell’Italia è trasversale: un’innovazione che abilita sviluppo e occupazione in tutta l’economia e la società.

Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori Ict&Management School of Management del Politecnico di Milano: “Introduco questa tavola rotonda lanciando quello che possiamo definire il paradosso delle telco. Da un lato l’economia digitale cresce a due cifre, dall’altro le grandi telco europee vedono restringersi i loro guadagni. Il confronto tra telco europee e Ott parla chiaro: le prime subiscono un forte calo del business, mentre il valore degli Ott cresce. Le telco americane, al contrario di quelle europee, restano dinamiche”.

Federico Ciccone, Direttore Strategie e membro del Comitato direttivo Fastweb: “Il paradosso delle telco esiste ma le aziende delle telecomunicazioni hanno ancora un ruolo chiave nel portare connessione e servizi: Fastweb sta già investendo in banda ultra-larga in 20 città e anche gli altri operatori si muovono. Il governo deve fare la sua parte risolvendo i colli di bottiglia, per esempio sui prezzi, permettendo alle telco di continuare a investire”.

Antonio Cirillo, Responsabile Sales Clienti Top e Pubblica Amministrazione Centrale Telecom Italia: “Nel mondo delle telco, a fronte di segmenti ad altissima crescita, come mobile, apps, cloud, segmenti più tradizionali sono in frenata. Compito delle telco è dunque intercettare le aree ad alto potenziale di sviluppo. L’Italia si è anche dotata dei giusti strumenti, come l’Agenzia digitale, ma è importante anche guardare agli esempi esteri: negli Usa gli open data e l’open government sono grande volano di crescita (si prevedono 1 milione di posti di lavoro, 4 punti di Pil in più).

Michelangelo Suigo, Head of Public Affairs Vodafone: “L’Italia delle telecomunicazioni viaggia a due velocità: ha un primato nel mobile, dove si sta già investendo nel 4G, grazie a condizioni di mercato che hanno favorito la concorrenza, mentre nel fisso esiste un gap infrastrutturale – non per scarsa domanda, ma per scarsa concorrenza – che andrà colmato con la fibra. Anche il mobile ha le sue sfide: come monetizzare i dati, e come fronteggiare la concorrenza degli Ott. Gli Ott sono alleati delle telco nel processo di digitalizzazione, ma devono giocare ad armi pari”.

Luca Torrigiani, Sales Director, BT Italia: “Il settore delle telco è traino dell’intera economia: le telecom sono facilitatori per tutti i segmenti industriali. Noi puntiamo da sempre sulle imprese, dove è altissimo il potenziale di crescita e dove regolatori e governo possono incidere. Per agevolare gli investimenti in banda larga e l’adozione dei servizi da parte delle imprese non serve l’assistenzialismo, ma una politica industriale chiara e coerente”.

Domenico Tudini, Presidente Infratel: “Come società in-house del ministero dello Sviluppo economico, da sei anni, grazie a sei interventi attuativi, lavoriamo per abbattere in Italia il digital divide, che prevediamo di eliminare del tutto entro la prima metà del 2014. Il prossimo obiettivo è la banda ultra-larga: a questo scopo è stato già approvato un regime d’aiuto quadro che coordina centralmente gli interventi, accorciando i tempi, è stata realizzata una mappatura del territorio, e proponiamo modelli di intervento in cui i fondi pubblici si uniscono alla partecipazione dei privati”.

Maurizio Dècina, commissario Agcom: “Il paradosso delle telco è presto spiegato: i prezzi retail in Italia sono tra i più bassi d’Europa. La concorrenza ha funzionato, i consumatori sono contenti, ma il mercato non è in buona salute. Negli Usa invece il regolatore difende i campioni nazionali, anche a costo che siano i consumatori a rimetterci. L’arrivo delle nuove offerte di ultra banda larga può far ripartire il mercato: in Uk i prezzi retail sono in aumento da quando i carrier hanno lanciato i nuovi servizi avanzati. Il ruolo del regolatore resta fondamentale: non possiamo pensare a una regolazione imposta dall’Europa per tutti; inoltre, il dialogo col regolatore è fondamentale ora che si avvia il processo dello scorporo della rete di Telecom Italia”.

Paolo Gentiloni, Commissione Affari Esteri e Comunitari, Camera dei Deputati: “Carrier, Ott ma anche fornitori di contenuti: sono questi i player che si contendono oggi il mercato telecom e che sempre più sconfinano gli uni nel business dell’altro; l’evoluzione porta a un’ibridazione. Ma certo occorre un’opera di riequilibrio su tutta la catena. Il mondo della politica dovrà dire la sua anche nel processo di scorporo della rete di Telecom Italia: non si tratta di ingerenza, ma di far presente qual è il punto di vista del sistema-paese su questa operazione, quali i tempi, quale la politica industriale, quali i benefici attesi”.

Paolo Romani, Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato: “Il mercato unico europeo delle telco può suscitare qualche perplessità, quando pensiamo che una regolazione unica del mondo telco per tutti i paesi Ue può essere problematica e che gli Usa sono riusciti a proteggere le loro telco dall’assalto degli Ott. Questi devono partecipare all’evoluzione delle infrastrutture: oggi sfruttano gratis la rete e non pagano le tasse in Italia, mentre il paese ha bisogno di fondi da investire. Finora l’assenza di fibra in Italia ha spinto il mobile ma è venuta l’ora di pensare a portare la fibra su tutto il territorio: infrastrutture, bilanciamento fondi pubblici/privati, ruolo degli Ott, scorporo della rete Telecom, Agenzia digitale: sono tutti temi sui cui la politica dirà la sua”.