Wind-3, l’accordo è fatto: Ibarra alla guida della “newco”

Vimpelcom e Hutchison Whampoa hanno trovato la quadra. Via alla joint venture paritetica: 31 milioni di clienti e un giro d’affari di oltre 6,4 miliardi. Novari consulente senior per l’Italia. Attese sinergie annuali sui costi per 700 milioni. Cda a sei consiglieri con presidente a rotazione ogni 18 mesi

06 Ago 2015

Accordo fatto fra Vimpelcom e Hutchinson Whampoa per dare il via alla fusione fra Wind e 3 Italia. Lo ha annunciato il numero uno di Vimpelcom Jean Yves Charlie, in occasione della conference call sui dati finanziari. Tutti i dettagli dell’operazione in una nota in cui si annunciano anche i nuovi incarichi dei manager. La futura società sarà guidata da Maximo Ibarra, attuale ceo di Wind, e la joint venture – come previsto – sarà partitetica (50/50).

3 Italia porta in dote da parte della casa madre Hutchison 200 milioni di ‘cash’, mentre Vimpelcom apporta Wind con i suo debito attuale (10,1 miliardi nel secondo trimestre 2015). L’Ad di Vimpelcom ha sottolineato che dalla fusione, a pieno regime, sono attese 700 milioni di sinergie annuali sui costi, il 90% atteso dal terzo anno post-chiusura dell’esercizio; oltre 5 miliardi di euro di sinergie di costo NPV previsto, al netto degli oneri di integrazione. E’ stato calcolato un rapporto 4,9x Debito netto/ Ebitda alla firma dell’accordo, e un rapido deleverage nei prossimi 3 anni con l’obiettivo di arrivare a 3x.

Dopo l’operazione, precisano i vertici, “non ci saranno altri contributi cash”. Gli accordi prevedono inoltre un lock up di un anno, durante il quale nessuno potra’ scendere sotto il 50% mentre dopo tre anni i soci possono appellarsi a un meccanismo di ‘acquisto/vendita’.

“L’operazione consentirà a VimpelCom di migliorare significativamente la sua posizione patrimoniale”, ha sottolineato il presidente di Vimpelcom Alexei Reznikovich, mentre il ceo Jean-Yves Charlier: “Si tratta di un’operazione epocale per il mercato italiano. Le due aziende diventeranno l’operatore leader del quarto maggior mercato delle tlc in Europa, un player convergente in grado di accelerare gli investimenti sulla rete, sui servizi e sulle innovazioni digitali”. L’operazione Wind-3 Italia “rappresenta una pietra miliare per il nostro business in Italia”, commenta Canning Fok, Co-Group Managing Director di CK Hutchison.

La fusione, una volta completata, darà vita al quarto operatore europeo con oltre 31 milioni di clienti e revenue per circa 6,4 miliardi di euro (dato 2014). Obiettivo della nuova Wind-3 sarà quello di battere la concorrenza soprattutto sul fronte delle connessioni dati considerati anche i numeri al rialzo del traffico e della domanda di connessione da parte degli utenti mobili.

Annunciate anche le altre nomine: l’attuale Ad di 3 Italia, Vincenzo Novari, sarà nominato consulente senior per l’Italia di CK Hutchison ed entrerà nel cda della JV Holdco una volta completata l’operazione. Dina Ravera, Coo di 3 Italia, guiderà il processo di integrazione di fusione e avrà un ruolo operativo di alto livello nella nuova società. Stefano Invernizzi, attuale Cfo di 3 Italia, sarà il direttore finanziario della joint venture. Sei i consiglieri che comporranno il cda: tre di nomina Hutchison e tre Vimpelcom. Il presidente del Cda sarà nominato a rotazione ogni 18 mesi e avrà un voto decisivo su alcune questioni fondamentali di business.

Secondo una fonte vicina alla vicenda la joint venture 3 Italia-Wind sarà probabilmente quotata in Borsa attraverso un’Ipo. “E’ anche un modo per recuperare liquidità”.

Positivi i primi commenti a caldo. Michele Azzola, segretario generale della Slc Cgil si dice favorevole al consolidamento “ma ora servono politiche di settore”. Il sindacalista auspica che l’annunciata fusione faccia da apripista per un ripensamento dell’intero comparto: “Ribaltare la politica della riduzione dei costi e sviluppare una competizione che metta al centro il cliente”.

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Secondo l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffè l’operazione rappresenta “una svolta per lo scenario Tlc italiano”. “Vantaggi dalla razionalizzazione delle infrastrutture di rete. Per l’Italia la chance di tornare protagonista grazie alle reti mobili di nuova generazione”.

“La fusione è una buona cosa, poiché offre l’opportunità di avere un terzo gestore in Italia, particolarmente attivo dal punto di vista tecnologico, aumentando il livello di concorrenza nel settore”, è il commento di Franco Tatò, gia’ ad di Enel, Fininvest e Mondadori. Un terzo gestore “forte”, potrebbe “spingere gli altri due gestori, che da qualche anno dormono, a migliorare i propri servizi”.

Commenti positivi anche da parte dei competitor. “Osserviamo il comportamento dei nostri competitor. Più i soggetti del settore sono grandi e più hanno capacità di investire tanto più questo va a beneficio dei consumatori”, ha detto il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi. “Vediamo l’operazione “sicuramente con favore”. La fusione “Wind e 3Italia è un’ulteriore conferma dell’esigenza di consolidamento nel settore TLC, non solo in Italia, volto ad allentare la pressione competitiva ed a rafforzare la value proposition attraverso la sinergia degli investimenti”. Ora ”la partita si fa interessante” commenta Mimmo Zappi, AD di Colt Italia.

Intanto la società capitanata da Maximo Ibarra continua a registrare performance in forte rialzo per quel che riguarda i ricavi da servizi mobili di Wind. Nel primo semestre 2015 – ha comunicato oggi la società – si è registrata un’impennata a due cifre dovuta soprattutto ari ricavi da Internet mobile che crescono del 16% portando i clienti del web a quota 11 milioni, pari ad un aumento del 13,5% (la base clienti totale dell’azienda si attesta ad oggi a 21,4 milioni).

Per la compagnia capitanata da Maximo Ibarra l’Ebitda del primo semestre si attesta a 804 milioni di euro, in contrazione del 7,1%. Ma vero è che il brusco calo in realtà è frutto dell’impatto derivante dalla vendita del 90% della società delle torri Galata a Cellnex: al netto dell’operazione il calo dell’Ebitda sarebbe stato infattu in linea con il primo trimestre dell’anno. Il margine Ebitda si attesta al 37,2%, stabile rispetto all’anno precedente al netto sempre della vendita della società delle torri.

I ricavi totali, si legge in una nota, si attestano a 2,16 miliardi, in flessione del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2014, per effetto della riduzione dei ricavi da servizi (-4,5%) e di alcune partite non ricorrenti registrate nel secondo trimestre dell’anno precedente.

L’Arpu mobile raggiunge gli 11,0 euro mostrando un leggero aumento nel semestre e rispetto al trimestre precedente dopo alcuni anni di flessione, segnale di un mercato in recupero. L’Arpu dati cresce del 7,9% raggiungendo circa il 42% dell’Arpu totale e compensando ampiamente il declino della componente voce. Wind al 30 giugno ha investito 358 milioni di euro nell’ampliamento e sviluppo della propria copertura 4G, che ha raggiunto circa il 43% della popolazione, e nel rafforzamento della capacità della rete HSPA+ per garantire ai propri clienti la miglior esperienza nell’utilizzo dei dati a prescindere dalla tecnologia utilizzata.

TUTTI I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE WIND-3

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