Cellulari: ancora al palo le politiche del riuso

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Juniper: non bastano i device ecologici. Bisogna spingere sul riciclo

di Patrizia Licata
Possono i telefonini aiutare a ridurre le emissioni di CO2 e contribuire alla lotta al cambiamento climatico? Sì, secondo gli analisti di Juniper Research. “Anche se, nel ciclo di vita della telefonia mobile, la maggior parte del consumo di energia, e quindi di emissioni di CO2, è riferibile ai network, il terminale ha un peso nell’equazione”, si legge nel white paper, appena pubblicato, intitolato “Green growth for handsets”, parte di un vasto studio su strategie, scenari e previsioni sul mercato dei cellulari eco-compatibili e applicazioni green di qui al 2014. Secondo Juniper produttori e operatori sono chiamati a rispondere alla sfida del Protocollo di Kyoto e ad aumentare nei prossimi cinque anni gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale derivante dall’uso del cellulare. Un utente mobile medio è responsabile di 25 Kg di emissioni di CO2 l’anno;  a fine 2008 gli utenti mondiali di cellulari hanno generato 93 megatonnellate di anidride carbonica.

Le aziende - sottolinea la società di analisi - possono puntare su diversi aspetti per migrare verso telefonini più “verdi”: aumentare l’efficienza energetica di dispositivi e caricabatterie, magari anche ricorrendo alle fonti rinnovabili per l’alimentazione energetica; adottare metodi di produzione più “amici” dell’ambiente; ridurre le emissioni in fase di trasporto e i materiali in quella di imballaggio; incoraggiare i consumatori a riciclare i cellulari usati. Anche le applicazioni “verdi”, nota Juniper, costituiscono un mercato in crescita e attraente per i consumatori: si tratta perlopiù di soluzioni che “calcolano” il costo per l’ambiente, in termini di emissioni di CO2, e quindi possono spingere l’utente a comportamenti più environment-friendly. Secondo la società di ricerche, nello scenario più ottimistico (definito “transformational”, perché destinato a rivoluzionare il mercato), nel 2014 saranno 485 milioni i cellulari “verdi” in circolazione. E anche volendo immaginare una crescita più lenta, con una migrazione graduale verso i cellulari green, le unità vendute potrebbero crescere dalle 250.000 di fine 2009 a oltre 105 milioni nel 2014. A fronte di una domanda di mercato crescente, corrisponderà - sostiene Juniper - un aumento delle aziende in grado di proporre telefonini a base di materiali riciclati o più efficienti nell’utilizzo dell’energia.

L’ipotesi più probabile è quella di una migrazione lenta e graduale ma costante. “I produttori iniziano solo adesso a introdurre cellulari più attenti all’ambiente e quindi i volumi di vendita sono e resteranno inizialmente bassi, anche volendo prevedere uno scenario di sviluppo molto ottimistico - spiega l’analista Windsor Holden -. Per il futuro ci possiamo aspettare non che le aziende passino a una produzione esclusiva di telefonini ‘verdi’ ma che introducano, tra i propri modelli, un’offerta sempre più ampia di device con caratteristiche ecologiche, che diventeranno via via sempre più numerose e importanti”.
Fra le iniziative che produttori e operatori dovrebbero incoraggiare - perché è tra quelle a cui i consumatori risponderanno attivamente, sostiene Jumiper -  la restituzione dei vecchi cellulari per il loro corretto smaltimento o riciclo, una pratica attualmente ancora poco sviluppata. 

13 Ottobre 2009