Crisi, il peggio è passato. Le aziende tornano ad investire

TREND

Secondo Capgemini le Organizzazioni Acquisti delle aziende italiane guardano al futuro puntando a processi, sistemi e persone

di Federica Meta
Il peggio della crisi è passato. Si torma da investire. È questo il risultato della survey condotta da Capgemini su oltre 150 Chief Procurement officer (Cpo) di 16 paesi delle aree Nord America, Europa, Asia e Pacifico e operanti in diversi  settori: dal finanziario e assicurativo al manufacturing, dall’energy & utilities alla pubblica amministrazione.

In Italia, nello specifico, circa il 70% delle aziende riferisce che la situazione economica ha avuto rilevanti ripercussioni sulle attività operative e strategiche della Funzione Acquisti.

“Rispetto al saving previsto per il 2009, le aziende italiane riferiscono obiettivi più sfidanti rispetto al contesto internazionale – spiegano da Capgemini -. Quasi la metà degli intervistati ha riferito che gli obiettivi di saving rispetto allo scorso anno sono stati aumentati di oltre il 6%, quasi un terzo dichiara aumenti superiori al 10%”.

Le politiche di “Buy” assumono una sempre maggior importanza anche per l’Italia: infatti oltre il 60% degli intervistati ha riportato un valore dell’acquistato superiore al 50% del fatturato.
Per quanto concerne il controllo della spesa l’Italia risulta ancora più avanzata rispetto al contesto internazionale: circa il 90% degli intervistati dichiara di avere il controllo su più del 70% della spesa.

“L’Italia, sia dal punto di vista organizzativo sia per i trend evolutivi, è in linea con i risultati registrati a livello internazionale, ad eccezione di un maggior interesse dei CPO Italiani per le attività di ottimizzazione e standardizzazione dei processi di Sourcing – rimarca la società -.  Le attività da perseguire nel breve periodo si concentrano, in linea con i risultati globali, sulla rinegoziazione dei contratti e il miglioramento del processo di gestione dei fornitori in ottica di Risk Management.

La situazione italiana ricalca quella internazionale.  “A livello internazionale, la maggioranza degli intervistati (circa il 70%) ritiene che la crisi dei mercati abbia avuto notevoli impatti sulle strutture di Procurement e che questi effetti possano durare ancora per qualche anno – spiega la survey -.  Un primo effetto della crisi è stato l’accelerazione della tendenza a centralizzare le responsabilità di acquisto allo scopo di ottenere un elevato livello di controllo della spesa, massimizzare le economie di scala e ottenere risparmi importanti”.

Infatti gli obiettivi di savings per un terzo degli intervistati sono aumentati di oltre il 5%; e il 20% degli intervistati ha riferito che gli obiettivi di risparmio rispetto allo scorso anno sono stati maggiori del 10%.

Un secondo effetto del complesso contesto economico è la generale riduzione degli orizzonti temporali di pianificazione, a causa della richiesta di savings immediati e dell’accentuata volatilità dei mercati di fornitura.

“Un altro effetto è rappresentato dalla necessità di far fronte al rischio d’instabilità dei fornitori. Diventa quindi sempre più importante introdurre logiche di Risk Assessment per prevedere e prevenire le possibili difficoltà dei propri fornitori – prosegue Caogemini”.
A livello globale le principali leve che i Responsabili degli Acquisti hanno utilizzato per far fronte al contesto di crisi sono state: la rinegoziazione dei contratti in essere, quale possibile leva per sfruttare l’attuale situazione di eccesso di offerta e ridurre i costi di approvvigionamento; l’intensificazione delle attività di mitigazione del rischio per  prevenire il problema, sempre più rilevante, dei fallimenti all’interno della base fornitori; il rafforzamento delle organizzazioni di Procurement, volto a valorizzare il contributo che questa funzione può dare all’intera organizzazione aziendale.

La Cpo Survey 2009 mette in luce l’influenza - sempre maggiore - delle funzioni di Acquisto come possibile leva strategica di sviluppo e di contenimento dei costi. In una prospettiva siffatta le politiche di “Buy” assumono una sempre maggior importanza: la maggioranza delle aziende (oltre il 50% degli intervistati) ha riportato un valore dell’acquistato superiore al 50% del fatturato. Allo stesso modo si registra un progressivo consolidamento del controllo della spesa: due terzi degli intervistati dichiara di avere il controllo su più del 60% della spesa aziendale. A questi risultati si è giunti anche e soprattutto grazie agli sforzi di questi ultimi anni nella realizzazione di strutture centralizzate della funzione di Approvvigionamento.
Dalla CPO Survey 2009 emerge che oltre l’80% delle organizzazioni risultano centralizzate o ibride. Quest’ultima tipologia combina la centralizzazione delle responsabilità decisionali e d’indirizzo strategico ad un decentramento delle attività operative e di negoziazione.

Per quanto riguarda i trend evolutivi 2009/2010 per le funzioni di Acquisto Capgemini ne rileva tre: il miglioramento della gestione della Base Fornitori in logica di Risk Management: in un periodo di così elevata incertezza economica si apre un nuovo fronte ovvero il rischio di instabilità dei fornitori. Risulta quindi fondamentale introdurre logiche di Risk Management per prevedere e quindi prevenire possibili difficoltà dei propri fornitori e poter reagire in modo ottimale. La gestione del rischio fornitore non si riduce ad un’analisi di tipo finanziario ma implica anche la valutazione dell’esposizione rispetto alla Supply Chain del fornitore, la valutazione delle competenze operative e la definizione di opportuni piani di emergenza; l’ottimizzazione della Spending Visibility: una completa e coerente visibilità dei dati e delle performance del Procurement sono elementi necessari al controllo e all’indirizzo delle azioni di miglioramento. Nonostante gli investimenti in tecnologia, questo aspetto continua a rimanere altamente critico per il 90% degli intervistati. Infine le gestione dei talenti: il focus sulle competenze è elevato, si è aperta la “Sfida dei Talenti”; per circa il 70% degli intervistati sarà necessario investire sullo sviluppo delle risorse e identificare le “persone chiave” a supporto del processo di cambiamento.

11 Novembre 2009