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Crisi, il peggio è passato. Le aziende tornano ad investire

Secondo Capgemini le Organizzazioni Acquisti delle aziende italiane guardano al futuro puntando a processi, sistemi e persone

11 Nov 2009

Il peggio della crisi è passato. Si torma da investire. È questo
il risultato della survey
condotta da Capgemini su oltre 150 Chief Procurement officer (Cpo)
di 16 paesi delle aree Nord America, Europa, Asia e Pacifico e
operanti in diversi  settori: dal finanziario e assicurativo al
manufacturing, dall’energy & utilities alla pubblica
amministrazione.

In Italia, nello specifico, circa il 70% delle aziende riferisce
che la situazione economica ha avuto rilevanti ripercussioni sulle
attività operative e strategiche della Funzione Acquisti.

“Rispetto al saving previsto per il 2009, le aziende italiane
riferiscono obiettivi più sfidanti rispetto al contesto
internazionale – spiegano da Capgemini -. Quasi la metà degli
intervistati ha riferito che gli obiettivi di saving rispetto allo
scorso anno sono stati aumentati di oltre il 6%, quasi un terzo
dichiara aumenti superiori al 10%”.

Le politiche di “Buy” assumono una sempre maggior importanza
anche per l’Italia: infatti oltre il 60% degli intervistati ha
riportato un valore dell’acquistato superiore al 50% del
fatturato.
Per quanto concerne il controllo della spesa l’Italia risulta
ancora più avanzata rispetto al contesto internazionale: circa il
90% degli intervistati dichiara di avere il controllo su più del
70% della spesa.

“L’Italia, sia dal punto di vista organizzativo sia per i trend
evolutivi, è in linea con i risultati registrati a livello
internazionale, ad eccezione di un maggior interesse dei CPO
Italiani per le attività di ottimizzazione e standardizzazione dei
processi di Sourcing – rimarca la società -.  Le attività da
perseguire nel breve periodo si concentrano, in linea con i
risultati globali, sulla rinegoziazione dei contratti e il
miglioramento del processo di gestione dei fornitori in ottica di
Risk Management.

La situazione italiana ricalca quella internazionale.  “A
livello internazionale, la maggioranza degli intervistati (circa il
70%) ritiene che la crisi dei mercati abbia avuto notevoli impatti
sulle strutture di Procurement e che questi effetti possano durare
ancora per qualche anno – spiega la survey -.  Un primo effetto
della crisi è stato l’accelerazione della tendenza a
centralizzare le responsabilità di acquisto allo scopo di ottenere
un elevato livello di controllo della spesa, massimizzare le
economie di scala e ottenere risparmi importanti”.

Infatti gli obiettivi di savings per un terzo degli intervistati
sono aumentati di oltre il 5%; e il 20% degli intervistati ha
riferito che gli obiettivi di risparmio rispetto allo scorso anno
sono stati maggiori del 10%.

Un secondo effetto del complesso contesto economico è la generale
riduzione degli orizzonti temporali di pianificazione, a causa
della richiesta di savings immediati e dell’accentuata
volatilità dei mercati di fornitura.

“Un altro effetto è rappresentato dalla necessità di far fronte
al rischio d’instabilità dei fornitori. Diventa quindi sempre
più importante introdurre logiche di Risk Assessment per prevedere
e prevenire le possibili difficoltà dei propri fornitori –
prosegue Caogemini”.
A livello globale le principali leve che i Responsabili degli
Acquisti hanno utilizzato per far fronte al contesto di crisi sono
state: la rinegoziazione dei contratti in essere, quale possibile
leva per sfruttare l’attuale situazione di eccesso di offerta e
ridurre i costi di approvvigionamento; l’intensificazione delle
attività di mitigazione del rischio per  prevenire il problema,
sempre più rilevante, dei fallimenti all’interno della base
fornitori; il rafforzamento delle organizzazioni di Procurement,
volto a valorizzare il contributo che questa funzione può dare
all’intera organizzazione aziendale.

La Cpo Survey 2009 mette in luce l’influenza – sempre maggiore –
delle funzioni di Acquisto come possibile leva strategica di
sviluppo e di contenimento dei costi. In una prospettiva siffatta
le politiche di “Buy” assumono una sempre maggior importanza:
la maggioranza delle aziende (oltre il 50% degli intervistati) ha
riportato un valore dell’acquistato superiore al 50% del
fatturato. Allo stesso modo si registra un progressivo
consolidamento del controllo della spesa: due terzi degli
intervistati dichiara di avere il controllo su più del 60% della
spesa aziendale. A questi risultati si è giunti anche e
soprattutto grazie agli sforzi di questi ultimi anni nella
realizzazione di strutture centralizzate della funzione di
Approvvigionamento.
Dalla CPO Survey 2009 emerge che oltre l’80% delle organizzazioni
risultano centralizzate o ibride. Quest’ultima tipologia combina
la centralizzazione delle responsabilità decisionali e
d’indirizzo strategico ad un decentramento delle attività
operative e di negoziazione.

Per quanto riguarda i trend evolutivi 2009/2010 per le funzioni di
Acquisto Capgemini ne rileva tre: il miglioramento della gestione
della Base Fornitori in logica di Risk Management: in un periodo di
così elevata incertezza economica si apre un nuovo fronte ovvero
il rischio di instabilità dei fornitori. Risulta quindi
fondamentale introdurre logiche di Risk Management per prevedere e
quindi prevenire possibili difficoltà dei propri fornitori e poter
reagire in modo ottimale. La gestione del rischio fornitore non si
riduce ad un’analisi di tipo finanziario ma implica anche la
valutazione dell’esposizione rispetto alla Supply Chain del
fornitore, la valutazione delle competenze operative e la
definizione di opportuni piani di emergenza; l’ottimizzazione
della Spending Visibility: una completa e coerente visibilità dei
dati e delle performance del Procurement sono elementi necessari al
controllo e all’indirizzo delle azioni di miglioramento.
Nonostante gli investimenti in tecnologia, questo aspetto continua
a rimanere altamente critico per il 90% degli intervistati. Infine
le gestione dei talenti: il focus sulle competenze è elevato, si
è aperta la “Sfida dei Talenti”; per circa il 70% degli
intervistati sarà necessario investire sullo sviluppo delle
risorse e identificare le “persone chiave” a supporto del
processo di cambiamento.