Ecco l'Agenda digitale Ue. Rivoluzione Ict in cinque anni

COMMISSIONE EUROPEA

Il 50% degli europei in rete a 100 Mb entro il 2020. Mercato unico per film e musica online. Azzeramento del roaming entro il 2015. Questi i principali obiettivi dell'Agenda a firma Neelie Kroes svelata oggi. "Per l'Europa un'economia digitale virtuosa"

di Roberta Chiti
Cinque anni per creare “un’economia digitale virtuosa e in grado di auto-replicarsi”. E’ l’obiettivo dell’Agenda Digitale presentata oggi dal suo responsabile (e vicepresidente della Commissione europea) Neelie Kroes. Un piano strategico - in tutto 39 pagine - che si concentra sugli investimenti per le infrastrutture dell’Internet ultraveloce e spinge sul mercato unico europeo per film e musica online. “Dobbiamo porre gli interessi dei cittadini e delle aziende europee al centro della rivoluzione digitale - dice la Kroes - in modo da sfruttare appieno il potenziale dell’Ict per la creazione di nuovi posti di lavoro, la sostenibilità e l'inclusione sociale”.

Subito le reazioni degli operatori europei. "La regolamentazione sull’accesso alle Ngn tenga conto dell’alto rischio di investimento", dice il direttore dell’Etno, Bartholomew. Mentre l’Ecta: "L’Agenda è una chance - dice il chairman von Roenne - per eliminare definitivamente la scarsità di concorrenza".

Sette le aree d'azione: creazione di un mercato unico del digitale, interoperabilità estesa, Internet sicuro, accesso alla Rete molto più veloce, investimenti più consistenti in Ricerca e Sviluppo, aumento dell'alfabetizzazione e dell'inclusione digitale, utilizzo dell’Ict per sostenere le sfide del cambiamento climatico e dell'invecchiamento demografico.

In particolare si punta al broadband ultraveloce entro il 2020 (il 50% delle case dovrà avere accesso al Web a oltre 100 Mbps), all’e-commerce (50% della popolazione dovrà comprare online entro il 2015), al commercio transnazionale (il 20% della popolazione comprerà oltre confine entro il 2015), a singoli mercati per servizi Telecom (le differenze fra roaming e tariffe nazionali si avvicinerà allo “zero” entro li 2015), all’incremento di R&D Ict (raddoppio di investimenti fino al raggiungimento di quota 11 miliardi).

L'Agenda digitale prevede 100 interventi di follow-up; di questi, 31 dovrebbero essere di carattere legislativo. “Misureremo passo per passo i progressi raggiunti nei vari ambiti” scrive la Commissione. “Vari commissari europei lavoreranno in sinergia con le istituzioni dell'Unione europea e con le parti interessate per trasformare l'Agenda del digitale in realizzazioni concrete”.

Ecco le tappe prefissate per poter arrivare, per esempio, entro il 2013 alla copertura broadband per tutti i cittadini e, entro il 2020, alla copertura del bradband veloce (30 Mb) con almeno metà del numero delle abitazioni abbonate all’accesso al broadband a 100 Mb.
1) Entro il 2015, il 50% della popolazione europea dovrà poter fare shopping online. Il 20% deve poter utilizzare anche servizi online transnazionali.
2) Entro il 2015 uso regolare di Internet esteso dal 60 al 75% della popolazione e, nel caso di aree a digital divide, dal 41 al 60%.
3) Entro il 2015 riduzione del 50% della popolazione che non ha mai usato Internet (dal 30 al 15%).
4) Entro il 2015, metà della popolazione europea dovrà poter utilizzare servizi pubblici online. Oltre la metà di questi dovranno ricevere risposta via Internet.
5) Entro il 2020, gli Stati membri dovranno aver raddoppiato gli investimenti in ricerca e sviluppo Ict per un complesso di 11 miliardi.


Per quanto riguarda l’obiettivo mercato unico, la Commissione nota che i mercati dell'Ue sono ancora segmentati da barriere che impediscono l'accesso a servizi di Tlc e digitali e a contenuti offerti su scala europea. Il numero di brani musicali scaricati attualmente negli Usa è quattro volte superiore rispetto all'Ue, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una mancanza di offerta legittima. La Commissione intende aprire l'accesso a contenuti legittimi in rete semplificando i meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d'autore, rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti.

Altre azioni comprendono l'agevolazione dei pagamenti e della fatturazione elettronica nonché la semplificazione della risoluzione delle controversie in rete.

I cittadini europei, dice la Commissione, non faranno ricorso a tecnologie delle quali non si fidano. Una risposta europea meglio coordinata e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati personali costituiscono dunque "parte della soluzione a questo problema - si legge nel documento -. Potenzialmente, le azioni potrebbero anche obbligare i gestori di siti web a comunicare agli utenti eventuali violazioni della sicurezza che coinvolgono i loro dati personali".

Oggi, solo l'1% dei cittadini Ue ha accesso a reti ad alta velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani (cfr. tabella allegata). "L'internet superveloce è un requisito essenziale per una crescita economica forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano - si legge -. La Commissione esplorerà, tra le altre cose, anche vari modi per attrarre finanziamenti destinati allo sviluppo delle reti a banda larga attraverso meccanismi di rafforzamento del credito e fornirà orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a fibra ottica".

L'Europa deve investire di più nel settore R&S, dice la Commissione, e deve facilitare il concretizzarsi sul mercato delle migliori idee prodotte in Europa. L'Agenda mira, tra l'altro, a incrementare gli investimenti privati con fondi regionali europei e ad aumentare i finanziamenti Ue destinati alla ricerca così che l'Europa possa tenere il passo con i concorrenti e addirittura superarli. Gli investimenti Ue nella ricerca Ict rappresentano meno della metà di quelli Usa (37 miliardi di euro contro 88 miliardi, nel 2007).

Oltre la metà dei cittadini europei (250 milioni) si collega ogni giorno a internet, ma un altro 30%, dice la Commissione, non lo ha mai fatto, ma "tutti, vecchi e giovani e a prescindere dall'estrazione sociale - dice Bruxelles -, hanno diritto ad accedere alla conoscenza e alle competenze necessarie a far parte dell'era digitale, dato che ormai, e sempre in maggior misura, il commercio, i servizi pubblici, quelli sociali e sanitari, l'istruzione e la vita politica sono reperibili in rete".

“Dobbiamo investire nell'uso intelligente della tecnologia e nello sfruttamento delle informazioni per trovare soluzioni che riducano il consumo energetico - scrive la Commissione -, sostengano una popolazione che invecchia, consentano ai pazienti di avere un ruolo più incisivo e migliorino l'accesso alla rete delle persone con disabilità. Uno degli obiettivi potrebbe essere di consentire ai pazienti la consultazione delle cartelle cliniche, ovunque si trovino in Europa, entro il 2015. L'Agenda contribuirà allo sviluppo di Ict per il risparmio energetico, quali tecnologie d'illuminazione allo stato solido (Solid State Lighting, SSL) che utilizzano il 70% in meno di energia rispetto a quelle tradizionali”.

Plaude l’Etno, l'associazione che rappresenta le grandi compagnie di Tlc europee: bene "l’attenzione posta al bisogno di un’accelerazione sul broadband ultraveloce fisso e mobile - dice il direttore Michael Bartholomew -, e al rafforzamento degli incentivi per investimenti privati". La prossima raccomandazione per l’Nga “dovrà riflettere - dice Bartholomew - le priorità dettate dall’Agenda, e permettere un approccio regolatorio più mirato per l’Nga”. In linea con il principio secondo cui “ogni approccio regolatorio deve tener conto degli elevati rischi di investimento, del livello variabile di competizione a seconda delle differenti aree geografiche e della promozione di un’equa condivisione dei rischi fra chi investe e chi accede”.

Ok anche dall’Ecta, secondo cui “un mercato unico pienamente funzionante permetterà ai consumatori e alle aziende di trarre vantaggio da una scelta pià ampia, prezzi più bassi e velocità di navigazione più alte” dice il chairman Hubertus von Roenne. Purtroppo, dice Ecta, il recente Ue sulla competitività digitale rivela non solo che la competizione è stagnante, ma che “gli incumbent stanno riguadagnando terreno in alcuni Paesi”. E questo evidenzia dunque la necessità di un’”azione forte da parte della Commissione in grado di affrontare scorrette politiche del prezzo sugli accessi da parte degli operatori dominanti”.

Durante il suo lavoro in veste di Commissario alla concorrenza, Neelie Kroes “ha adottato una linea dura nel correggere comportamenti abusivi come il margin squeeze - dice il presidente di Ecta -. Di conseguenza oggi invitiamo la signora Kroes a prevenire ulteriori abusi attenendosi con fermezza al principio dei prezzi di accesso cost based”

19 Maggio 2010