Osce: "Internet diventi un diritto costituzionale"

LA PROPOSTA

L'Organizzazione europea per la sicurezza e la cooperazione sostiene la necessità di includere il Web fra i diritti umani fondamentali. E invoca la libertà di espressione

di Patrizia Licata
I Paesi che bloccano l’accesso a Internet adducendo come motivo la violazione dei diritti d’autore soffocano la libertà di espressione e la libera circolazione delle informazioni: a sostenerlo è l’Osce (Organisation for Security and Co-operation in Europe) in un nuovo studio dedicato proprio a Internet e alla libertà di parola.

L’Osce afferma che bloccare i siti web è “una misura estrema” cui nessuna nazione dovrebbe ricorrere come strumento punitivo. Dunja Mijatović, Rappresentante Osce per la libertà sui media, chiede perciò ai governi di trattare l’accesso a Internet alla stregua di un diritto umano che dovrebbe essere garantito dalle costituzioni: “Come riconoscimento del contributo ineguagliabile dato da Internet alla democrazia partecipativa, alla libertà di espressione e alla libertà dei mezzi di informazione, trovo appropriato elevare il diritto di accesso a Internet al rango che gli spetta, cioè di diritto umano sancito dalla costituzione”, secondo la Mijatović. “Senza questo diritto di base, senza mezzi per collegarsi, senza una connessione a prezzi accessibili, il diritto alla libertà di espressione e alla libertà dei media si svuota di significato nel mondo online. Requisito fondamentale è fermare ogni restrizione al libero flusso delle informazioni su Internet, che è l’ossigeno del cyberspazio! Senza libertà di espressione, Internet è uno strumento vuoto”.

La Mijatović ha parlato in Finlandia della libertà di Internet nei Paesi Osce di fronte alla Helsinki Commission, agenzia indipendente del governo Usa creata nel 1976 per monitorare e promuovere l’adesione all’Helsinki Final Act e agli impegni dell’Osce. L’Osce riunisce 56 Stati e ha lo scopo di individuare, prevenire e risolvere aree di conflitto politico, economico e di altra natura.

La Mijatović ha proseguito attaccando i tentativi di alcuni governi di bloccare o filtrare i contenuti online: “Perché certi governi vogliono bloccare, restringere o filtrare questo flusso? Per proteggerci da terrorismo, estremismo, pedopornografia, traffico di esseri umani e altre minacce, per rendere le nostre società più sicure?” Oppure, “Solo per evitare le critiche, la satira, i commenti provocatori e ostili, i punti di vista differenti e i contenuti controversi? Perché in tal caso non hanno il permesso di bloccare le informazioni di Internet. Noi cittadini non li abbiamo votati per farci imporre opinioni e idee”.

“Non c’è sicurezza senza media liberi e libera espressione”, ha concluso la Mijatović. “E non ci sono libera espressione e media liberi senza sicurezza: questi due termini dovrebbero andare sempre a braccetto e non combattersi come accade in molte parti del mondo. E non c’è posto migliore per occuparsi di entrambi gli aspetti che l’Osce”.

25 Luglio 2011