Venture capital investimenti record nello shopping online

BUSINESS

Usa: 2,3 miliardi di dollari di finziamenti per i siti e-commerce, più del doppio della cifra "iniettata" nel 2010

di Patrizia Licata
Lo shopping online piace – e non solo ai consumatori, che hanno speso la cifra record di 1,25 miliardi di dollari il Cyber Monday (il primo lunedì successivo al Black Friday, in cui tradizionalmente inizia lo shopping online natalizio), secondo comScore. L’entusiasmo ha contagiato infatti anche i capitalisti di ventura, che hanno investito un’altra cifra record, 2,39 miliardi di dollari, nelle società del retail su Interne nel 2011, come rivelano i dati di Thomson Reuters. Si tratta di più del doppio di quanto investito nel 2010 (1,06 miliardi di dollari), che già era quasi il doppio di quanto finanziato nel 2009 nel settore.

"Pensiamo che il commercio online – compresi i segmenti più nuovi del social commerce e delle flash sales - come categoria nel suo complesso stia attraversando una fase di profonda innovazione", afferma Tony Florence, venture capitalist della New Enterprise Associates (Nea). "C’è una confluenza di tecnologie e modelli di business che per i consumatori sta creando un'originale proposta di valore".

La Nea ha finanziato negozi online che vanno dal sito di vendite flash di alta gamma Gilt Groupe al venditore di pannolini per bambini Quidsi, acquisito da Amazon.com nel 2010 per 500 milioni di dollari.

Ma gli investimenti nel settore compongono una lunga lista: Shoedazzle, cui si accede dietro abbonamento, si è garantito 40 milioni di dollari da investitori come Andreessen Horowitz e Lightspeed Venture Partners a maggio, mentre il già citato Gilt Groupe ha ottenuto 138 milioni, sempre a maggio, da una serie di sostenitori tra cui Goldman Sachs.

All’inizio di questa settimana, il sito di flash sales Fab.com ha messo insieme 40 milioni di dollari di investimenti da Andreessen e altri, qualche mese dopo essersi trasformato in un network per uomini gay.

Gran parte della crescita nasce dai cambiamenti nel modo di fare shopping online. Qualche anno fa, le persone usavano i motori di ricerca per trovare gli articoli di cui avevano bisogno. Oggi, grazie all’affermazione di siti come Facebook che permettono agli utenti di vedere facilmente che cosa i loro amici comprano e ai negozianti di pubblicizzare i propri prodotti, è molto più probabile che i potenziali clienti vengano a conoscenza di prodotti che senza questi siti non conoscerebbero e facciano shopping senza averlo programmato prima.

"Il web rende più facile acquisire clienti e instaurare con loro un dialogo”, afferma Roger Lee, venture capitalist di Battery Ventures, che ha investito tra l’altro in Groupon e Angie's List.

Per stimolare i consumatori che potrebbero sentirsi affogati dal mare di informazioni e dalla vastissima scelta, molti siti offrono selezioni molto accurate di prodotti, spesso a livelli non realizzabili nei negozi fisici. Il retailer online Joyus.com, per esempio, offre vendite di circa una dozzina di articoli alla volta, ognuno scelto attentamente per attrarre le donne in carriera.

La cura nella selezione portata all’estremo è il fattore che traina la categoria dei daily-deal, le “offerte del giorno”, che hanno fatto crescere di molto il settore del commercio su Internet. Le offerte arrivano via e-mail e i membri possono scegliere se effettuare l’acquisto. Si tratta tuttavia di una categoria controversa, perché la sostenibilità del modello di business non è ancora chiara, come dimostrano l’enorme successo e crescita di Groupon (con revenues triplicate in un anno a 1,1 miliardi di dollari), ma anche le sue ingenti perdite.

Business model a parte, la crescita non si fermerà e il traino sarà il video, secondo i player del settore. Oggi infatti, in media, le vendite online rappresentano solo il 10% del totale offline, spiega Florence della Nea, ma la quota dovrebbe rapidamente aumentare perché i consumatori, specialmente i giovani, trascorrono sempre più tempo su Internet. Parte del cambiamento arriverà man mano che le aziende del commercio online sperimenteranno tutte le potenzialità di Internet, tra cui il video, aggiunge il Ceo di Joyus, Sukhinder Singh Cassidy: il video trainerà grandi volumi di vendita rispetto alle fotografie statiche perché può dare una dimostrazione del prodotto e presentarlo come il consiglio di un amico piuttosto che una tradizionale pubblicità.

09 Dicembre 2011