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Venture capital investimenti record nello shopping online

Usa: 2,3 miliardi di dollari di finziamenti per i siti e-commerce, più del doppio della cifra “iniettata” nel 2010

09 Dic 2011

Lo shopping online piace – e non solo ai consumatori, che hanno
speso la cifra record di 1,25 miliardi di dollari il Cyber Monday
(il primo lunedì successivo al Black Friday, in cui
tradizionalmente inizia lo shopping online natalizio), secondo
comScore. L’entusiasmo ha contagiato infatti anche i capitalisti
di ventura, che hanno investito un’altra cifra record, 2,39
miliardi di dollari, nelle società del retail su Interne nel 2011,
come rivelano i dati di Thomson Reuters. Si tratta di più del
doppio di quanto investito nel 2010 (1,06 miliardi di dollari), che
già era quasi il doppio di quanto finanziato nel 2009 nel
settore.

"Pensiamo che il commercio online – compresi i segmenti più
nuovi del social commerce e delle flash sales – come categoria nel
suo complesso stia attraversando una fase di profonda
innovazione", afferma Tony Florence, venture capitalist della
New Enterprise Associates (Nea). "C’è una confluenza di
tecnologie e modelli di business che per i consumatori sta creando
un'originale proposta di valore".

La Nea ha finanziato negozi online che vanno dal sito di vendite
flash di alta gamma Gilt Groupe al venditore di pannolini per
bambini Quidsi, acquisito da Amazon.com nel 2010 per 500 milioni di
dollari.

Ma gli investimenti nel settore compongono una lunga lista:
Shoedazzle, cui si accede dietro abbonamento, si è garantito 40
milioni di dollari da investitori come Andreessen Horowitz e
Lightspeed Venture Partners a maggio, mentre il già citato Gilt
Groupe ha ottenuto 138 milioni, sempre a maggio, da una serie di
sostenitori tra cui Goldman Sachs.

All’inizio di questa settimana, il sito di flash sales Fab.com ha
messo insieme 40 milioni di dollari di investimenti da Andreessen e
altri, qualche mese dopo essersi trasformato in un network per
uomini gay.

Gran parte della crescita nasce dai cambiamenti nel modo di fare
shopping online. Qualche anno fa, le persone usavano i motori di
ricerca per trovare gli articoli di cui avevano bisogno. Oggi,
grazie all’affermazione di siti come Facebook che permettono agli
utenti di vedere facilmente che cosa i loro amici comprano e ai
negozianti di pubblicizzare i propri prodotti, è molto più
probabile che i potenziali clienti vengano a conoscenza di prodotti
che senza questi siti non conoscerebbero e facciano shopping senza
averlo programmato prima.

"Il web rende più facile acquisire clienti e instaurare con
loro un dialogo”, afferma Roger Lee, venture capitalist di
Battery Ventures, che ha investito tra l’altro in Groupon e
Angie's List.

Per stimolare i consumatori che potrebbero sentirsi affogati dal
mare di informazioni e dalla vastissima scelta, molti siti offrono
selezioni molto accurate di prodotti, spesso a livelli non
realizzabili nei negozi fisici. Il retailer online Joyus.com, per
esempio, offre vendite di circa una dozzina di articoli alla volta,
ognuno scelto attentamente per attrarre le donne in carriera.

La cura nella selezione portata all’estremo è il fattore che
traina la categoria dei daily-deal, le “offerte del giorno”,
che hanno fatto crescere di molto il settore del commercio su
Internet. Le offerte arrivano via e-mail e i membri possono
scegliere se effettuare l’acquisto. Si tratta tuttavia di una
categoria controversa, perché la sostenibilità del modello di
business non è ancora chiara, come dimostrano l’enorme successo
e crescita di Groupon (con revenues triplicate in un anno a 1,1
miliardi di dollari), ma anche le sue ingenti perdite.

Business model a parte, la crescita non si fermerà e il traino
sarà il video, secondo i player del settore. Oggi infatti, in
media, le vendite online rappresentano solo il 10% del totale
offline, spiega Florence della Nea, ma la quota dovrebbe
rapidamente aumentare perché i consumatori, specialmente i
giovani, trascorrono sempre più tempo su Internet. Parte del
cambiamento arriverà man mano che le aziende del commercio online
sperimenteranno tutte le potenzialità di Internet, tra cui il
video, aggiunge il Ceo di Joyus, Sukhinder Singh Cassidy: il video
trainerà grandi volumi di vendita rispetto alle fotografie
statiche perché può dare una dimostrazione del prodotto e
presentarlo come il consiglio di un amico piuttosto che una
tradizionale pubblicità.

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