Ciak, la fiction si gira "sulla nuvola"

SUL SET

Lux Vide adotta la suite Google Apps. Così cambia la produzione delle serie Tv. Bianchini: "il cloud permette la creazione di un ambiente strutturato che contiene tutti gli applicativi necessari"

di Patrizia Licata

Motore, azione: il cloud entra in scena. La tv e la fiction saranno forse già “vecchia scuola” per gli onnivori digitali di nuova generazione, ma stanno imparando a rinnovarsi negli strumenti tecnologici con cui le produzioni sono realizzate. Lux Vide, storico produttore di fiction in Italia (fu fondata nel 1992 da Ettore Bernabei) e in Europa con all’attivo sceneggiati quali “Don Matteo”, “Coco Chanel”, “Guerra e Pace”, ha da qualche mese adottato le Google Apps for Business, collocate nella nuvola di Google, e le ha portate direttamente sul set, mentre gira la seconda serie di “Un passo dal cielo” con Terence Hill, Katia Ricciarelli e Enrico Ianniello.

“Non si tratta solo di uno strumento di condivisione, ma di un ambiente strutturato che contiene tutti gli applicativi di cui abbiamo bisogno”, sottolinea Fabio Bianchini, responsabile Sistemi Informativi di Lux Vide Spa. La suite di servizi online Google Apps for Business (che include Gmail con Im integrato, Google Calendar, Google Sites, Google Video e Google Docs) offre potenti strumenti per la comunicazione e la collaborazione di aziende di qualsiasi dimensione e settore, inclusi l’education e la PA. Sono già 4 milioni le realtà nel mondo che hanno scelto la nuvola di Google per semplificare la gestione e minimizzare i costi di manutenzione dell’IT.

Lux Vide utilizzava in precedenza un prodotto concorrente, ma la posta era spesso bloccata: in 5 mesi con Google Apps la continuità è stata del 100%. Inoltre, lo spazio totale a disposizione è di 2 Terabyte, allo stesso prezzo dei 20 Giga precedenti.
Ma non è solo questione di spesa. “La struttura della Lux Vide si allarga a molti utenti quando effettuiamo delle produzioni e ci serve flessibilità per fornire a tutti i dati necessari, condividendo sceneggiature, foto, video, e-mail”, spiega Bianchini. “La posta elettronica è un’applicazione critica: il servizio deve essere affidabile”.

Il vantaggio di collocare dati e spazio di memoria nella nuvola - nei server di Google - comporta diversi vantaggi. Lux Vide non ha dovuto investire in server e personale IT, non deve occuparsi di questioni di sicurezza e manutenzione. “È vero, il cloud presenta delle criticità: privacy e disponibilità”, ammette Bianchini. “Per questo è necessario scegliere un provider credibile”.
Come si gira sul set con le Google Apps? Su pc, notebook o terminale mobile (smartphone o tablet), regista, sceneggiatori, scenografi, attori e altri addetti possono costantemente condividere in tempo reale informazioni sulla produzione (cambio di orario di una prova costume, appuntamento per partire per raggiungere un sito esterno, lunghezza delle scene da girare, ecc.), modifiche sul copione, foto e video di nuove location da commentare “al volo”. Così si evitano riunioni fiume a fine giornata per aggiornare troupe e cast e prendere decisioni. “C’è anche la possibilità per parte del personale di lavorare a distanza: se il compito è quello di leggere e scrivere contenuti, è possibile farlo da remoto condividendo i risultati con Google Apps”, osserva Bianchini. Si possono allestire rapidamente anche dei mini-siti sufficientemente strutturati mettendoli poi a disposizione, a seconda dei casi, di parte o di tutto lo staff, o anche del world wide web.


“Un passo dal cielo” è la prima fiction che viene girata col supporto tecnologico del cloud in Italia. Lux Vide prevede d’ora in poi di usare le Google Apps per tutte le produzioni: la società sta preparando un cartoon con la collaborazione di disegnatori asiatici intitolata “Le avventure di Jules Verne” e lo scambio di disegni, progetti e testi si fa a distanza con computer, Internet e Google Apps. Dopo l’estate, poi, l’idea è quella di sviluppare nuove applicazioni e portarle nel cloud di Google, in particolare per la gestione del personale sul set e per la commercializzazioni dei diritti. “Il sistema ha il vantaggio di funzionare anche offline, ma certo non ha senso pensare a Google Apps e al cloud, né ad altri prodotti analoghi, senza la banda larga”, nota Bianchini. Ma questa è una sceneggiatura che devono scrivere altri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 12 Maggio 2012

TAG: cloud, lux vide, fiction, fabio bianchini

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