File-sharing senza crisi, 53 miliardi di visite l'anno

PIRATERIA ONLINE

Il dato da uno studio commissionato dalla Camera di commercio Usa che individua i trend del mercato illegale. Gli analisti: "Arduo l'intervento per i proprietari dei contenuti"

di Patrizia Licata
La lotta contro la pirateria online sembra lontana dall’essere vinta. L’ultimo studio realizzato dalla società di security MarkMonitor ha analizzato i livelli di traffico illegale su 43 siti di file-sharing scoprendo che hanno generato oltre 53 miliardi di visite l’anno. I primi tre - RapidShare.com, Megavideo.com e Megaupload.com – hanno attratto da soli oltre 21 miliardi di visite. Questi siti sono sempre più utilizzati per accedere ai contenuti in modo illegale tramite il sistema per peer to peer, notano gli analisti.

Lo studio, realizzato in seguito alla richiesta della Camera di commercio americana che sta cercando di identificare non solo le piattaforme illegali ma i trend della pirateria online, ha usato tra l’altro solo un piccolo campione di siti e questo potrebbe indicare che il problema della pirateria su Internet è più grave di quanto rilevato. "I numeri sono impressionanti”, commenta Charlie Abrahams, vice presidente di MarkMonitor.

RapidShare, in particolare, è tra i bersagli principali della Recording industry association of America (Riia), che accusa il sito, con sede in Svizzera, di contenere moltissimi contenuti piratati. La Riia vorrebbe che questo ed altri siti simili installassero dei filtri capaci di controllare il trasferimento di contenuti illegali. La disputa è finita in tribunale in Germania, ma l’Alta corte regionale di Dusseldorf ha dato torto ai proprietari dei contenuti decretando che Rapidshare non può essere obbligato a installare tali filtri e che già adotta “misure ragionevoli” per combattere la pirateria.

Gli utenti delle piattaforme come Rapidshare sostengono a loro volta che questi siti vengono usati anche per il file-sharing legale e che quindi il numero di visite non può essere indicativo della quantità di contenuti illegali ospitati.

Mark Mulligan, analista di Forrester, ammette che il numero di visite non equivale necessariamente al numero di download; tuttavia il dato della MarkMonitor prova che i siti commerciali di file-sharing sono sempre più popolari come sistema per condividere musica e film piratati. "Questi siti di upload indicizzano i loro files ed è molto facile usarli”, afferma Mulligan. “Insieme all’instant messaging e ai blog, sono allo stesso livello del peer-to-peer quando si tratta di pirateria. Ed è molto difficile per i proprietari dei contenuti intervenire”.

12 Gennaio 2011